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venerdì 18 giugno 2010

Cefalù -Meta turistica d'Europa


foto elioarte di Buggè Elio

Su un promontorio di incomparabile bellezza, sulla costa tirrenica della Sicilia, si trova Cefalù, adagiata fra una rupe scoscesa sul mare e una splendida spiaggia di sabbia finissima.
Oggi Cefalù è un grande e organizzato centro turistico che nel corso dei secoli ha conosciuto varie civiltà di cui si hanno ancor oggi testimonianze; dal tempio di Diana che risale al periodo megalitico, ai resti greci, arabi e normanni come il famosissimo Duomo.
Iniziato nel 1131, il Duomo fu realizzato in momenti diversi con evidente mescolanza di stili; è un imponente struttura che con le sue due torri sembra dominare la città. Vi si accede da una bellissima piazza ornata di palme attraverso una splendida scalinata.
All’ interno si trovano dei maestosi mosaici su oro di arte bizantina tra cui ricordiamo l’imponente figura di Cristo Pantocrate nel catino absidale.
Oltre a moltissime opere pittoriche custodite nel Duomo, segnaliamo il Fonte Battesimale (XII sec.), la statua marmorea della Madonna col Bambino (1533),http://www.panoramio.com/photo/32747231
il sepolcro del vescovo Castelli (1788) e due organi del ‘700 con pregevolissimi decori.
Una piccola porta posta all’ inizio della navata sinistra, ci porta al Chiostro, costituito da tre file di colonne binate che ricordano quelle di Monreale.
Sulla stessa piazza della Cattedrale si trovano il Palazzo Comunale, il vescovado, il seminario, Palazzo Pirajno, Palazzo Maria, l’oratorio del SS. Sacramento e Palazzo Legambi.
Affiancando il Palazzo Comunale si imbocca la via Mandralisca dove si trova l'omonimo museo. Al suo interno sono custodite le molteplici opere artistiche che il barone Enrico Pirajno di Mandralisca donò alla città alla sua morte.
Fra gli oggetti esposti ricordiamo in particolare dei fossili, una pregevole collezione di conchiglie, tavolette votive, monete, vasi tra cui un famoso cratere a campana raffigurante un pescivendolo mentre discute con un cliente (IV sec. a.C), e moltissimi dipinti tra cui spicca il “Ritratto d’ignoto” di Antonello da Messina (1470). Spostandoci da via Mandralisca raggiungiamo i resti della Chiesa di S. Giorgio (la Badiola) per arrivare poi al caratteristico “Lavatoio medioevale” alimentato da sorgenti di acque dolci e utilizzato soprattutto in epoca arabo-normanna. Nelle immediate vicinanze troviamo la Porta Pesca una porta che si affaccia sul porto dove attraccano i pescherecci.
Il mare particolarmente pescoso in questa zona, ha permesso una fiorente attività marinara.

foto elioarte di Buggè Elio

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