auto antiche e moderne

giovedì 20 giugno 2019

paesaggio invernale

    olio su tela cm 54 x 35 firmato in basso a sinistra A.Pasini cornice d'epoca proprietà galleria elioarte.

domenica 16 giugno 2019

Paul Cézanne Natura Morta

olio su tela cm 54,7 x 74 dipinto tra il 1899 e il 1905 localizzazione San Pietroburgo museo dell'Eremitage

sabato 15 giugno 2019

Chaumes de Cordeville stoppie di Cordeville di Vincent Van Gogh


Uscendo dall'ospizio di Saint-Remy-de Provence, Van Gogh si stabilisce ad  Auvers-sur Oise, dove spera di trovare la serenità.   Dopo il suo arrivo ad Auvers, nel mese di maggio Van Gogh si mostra incantato da questo villaggio e cosi come dalla campagna circostante.Si vede insieme al dottor Paul Gachet - amico di Renoir, Manet,Cézanne-cosa che gli risolleva il morale,dopo i giorni trascorsi rinchiuso nell'ospizio.Incontra per colazione più volte alla settimana il dottor Gachet ,da cui riceve incoraggiamenti e conforto." E' un vero amico e qualche cosa come un nuovo fratello",afferma.  Dopo aver vissuto nel sud della Francia, Van Gogh constata che il suo modo di vedere è cambiato : "Mi rendo conto che mi ha fatto bene andare nel MIDI proprio per meglio vedere il Nord".
 E' immediatamente  rapito dai superbi tetti di paglia muscosi.  La capanna all'entrata del paesello di Cordeveille diventa  uno dei paesaggi più cupi dipinti prima della sua  morte.Lungi dal costurire un rifugio contro le intemperie,la casa sembra schiacciata sotto un cielo tempestoso,il tetto di paglia con  striature verdastre si fonde con il boschetto dai folti alberi,dando l'impressione di far parte integrante della  natura circostante.Fatto significativo dopo il suo arrivo a  Auvers sur-Oise, Van Gogh non dipinge più il sole, la pasta s'inspessisce, mentre i tocchi diventano più larghi e si contorcono  come tralci di vite. Questa  evoluzione  traduce la crescente disperazione dell'artista.La  frenesia nel dipingere non fa che aggravare il male di vivere." il mio lavoro è in me ,rischio la mia stessa vita,e la mia ragione è per metà oscurata" dichiarò in un momento di lucidità, qualche settimana prima  di uccidersi
,Ironia crudele per un artista che in vita  non ha conosciuto         altro    che la miseria e l'incomprensione.  mentre   oggi  iI suoi dipinti sono i più cari del mondo.


Paul Gauguin

Paul Gauguin  Parigi7 giugno 1848 – Hiva Oa8 maggio 1903) è stato un pittore francese, considerato tra i maggiori interpreti del post-impressionismo.
Gauguin vive ad Arles, presso il suo amico Van gogh  I due amano recarsi nell'antico cimitero di Alyscamps , ai confini   della  città vecchia Lo dipingeranno  insieme tral'ottobre e il dicembredel   1888.
Les Alyscamps   di P.Gauguin  è un    olio su tela cm.92x73  firmato e datat in basso,a sinistra dipinto nel 1988 localizazione Parigi  museo d'Orsay..





Come afferma il critico B. Zurcher, una sorta di duello pittorico s'instaura tra i due  artisti Gauguin e Van Gogh tela contro tela su motivi " vicini    Gauguin  sceglie di piazzarsi all'esterno del viale  di pioppi,prospettiva che gli permette di realizzare una composizione a croce di  Sant'Andrea.I colori,allo stesso tempo dolci e vivi, le curve morbide e il tocco leggero di Gauguin contrastano con la geometria più audace e la fattura a tutto impasto di Van Gogh.
In realtà tutto separa i due artisti.
Les Alyscamps di Van Gogh

Nel dicembre 1888 Gauguin  spedi a Theo-il fratello di van Gog molte tele tra le quali Les Alycamps. Theo,che  è mercante d'arte si occupa della vendita e della  promozione delleopere da questo punto di vista, avrà più successo con Gauguin che con l'infelice Vincent).Gauguin recupererà la tela, che in seguito verrà venduta al visconte Guy de Cholet il 23 febbraio 1891.La contessa Vitali,rorella del visconte,la consegnerà allo stato francese nel I923.Sarà in seguito trasferita al museo d'arti decorative di Parigi al Louvre, poi al Jeu de  Paume e infine al museo d'Orsay.

Auguste Renoir

Il pranzo dei Canottieri
olio su tela cm130 x 173 firmato e datato in basso a destra
questa tela riflette tutta la spensieratezza delle domeniche passate nelle balere in riva al fiume,dove canottieri,operai e allegre  fanciulle danzano e conducono una vita gioiosa. Renoire ci fa rivivere i week-ends spensierati dei canottieri pronti a far festa dopo una passeggiata sulla Senna,simbolo di una vita semplice e giocosa cara all'artista. Per dipingere questa tela.il cui soggetto gli stava a cuore da molto tempo, Renoire si stabilisce a Chatou,la scena si svolge al ristorante Fournaise,uno dei luoghi favoriti dai canottieri e dagli impressionisti.La giovane donna in primo piano,a sinistra è Aline Charigot,futura sposa dell'artista.Seduto di schiena,si scorge il pittore Gustave Caillebotte.Ma anche altri amici del pittore sono presenti:il barone Roaul Barbier,mentre conversa con una giovane donna appoggiata sui gomiti alla  balaustra e il  banchiere Charles Ephussi,con un cappello a cilindro.
La realizzazione del dipinto richiese molto tempo,anche perchè sarebbe stato impossibile riunire nel medesimo momento tutti i personaggi raffigurati. Il pranzo dei canottieri rivela dei cambiamenti nella tecnica di Renoir:i colori sono più variati,i contrati più netti, i personaggi meglio definiti, in partigolare il vermiglio del collaretto indossato dalla futura sposa del pittore  risalta in maniera singolare con il bianco luminoso della tovaglia, un effetto che l'artista userà anche in altre opere come la Festa  araba .




venerdì 14 giugno 2019

Alberto Pasini

Paesaggio invernale  olio su tela Firmato A Pasini  cm 54x cm 35 di proprietà Galleria Elioarte


                                                                               

ll'età di due anni perse il padre Giuseppe, e la madre Adelaide Crotti Balestra lo portò a Parma, nella casa dello zio Antonio Pasini, pittore e collaboratore di Giovanni Bodoni. A 17 anni si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Parma, scegliendo la sezione paesaggio. Fu poi indirizzato alla litografia dal direttore dell'accademia, l'incisore Paolo Toschi. Tra i suoi primi lavori una serie di trenta litografie sui castelli del ducato di Parma e Piacenza (1850-51).
Prese parte alla prima guerra d'indipendenza come milite della colonna di Modena. Dopo aver soggiornato per breve tempo a Torino, nel 1851 andò a Ginevra e poi a Parigi, dove fu indirizzato dal Toschi allo studio di Henriquel Dupont, che lo presentò al celebre acquarellista e incisore Eugène Cicéri. Nel 1854 passò nello studio di Théodore Chassériau, che valorizzò in lui la propensione per la pittura ad olio e lo iniziò all'orientalismo.
Nel marzo 1855, per intervento di Chassériau, ottenne di essere aggregato come disegnatore a una missione diplomatica del governo francese in Persia, Turchia, Siria, Arabia ed Egitto. Durante quel viaggio realizzò una sessantina di studi e molti disegni, che furono la base delle opere del genere verista di stampo esotico che fecero la sua fortuna prima in Francia e poi in Italia.

Carovana araba (1866)

Sulle rive del Bosforo (1869)
Ottenne molte onorificenze. A Parigi fu decorato della Medaglia d'Onore per la pittura, lo Scià di Persia gli conferì il titolo di "Ufficiale del Leone e del Sole", Napoleone III lo decorò della Legion d'Onore (1878), il re d'Italia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Le sue opere sono conservate nei musei e gallerie d'arte di tutto il mondo, tra cui le Gallerie d'Arte Moderna di TorinoMilanoFirenze e Roma; la Galleria Nazionale, il Museo Fondazione Cariparma e la Pinacoteca Stuard di Parma; la Pennsylvania Academy of Arts di Filadelfia, la casa d'aste Christie's di Londra, e L'art institute di Chicago.
A Parma gli è dedicato "viale Alberto Pasini", una strada dell'Oltretorrente che collega Barriera Santa Croce con viale Piacenza.

edouard Manet -1832 -1883

Edouard Manet   Un Bar aux  Folies- Bergère
olio su tela 96 x 130 cm firmato e datato  sul bordo sinistro "Manet 1882 sopra la etichetta di una bottiglia.

Edouard Manet, affascinato dalla  vita  mondana dipinse una serie di tele ambientate in in bar tra cui
questo ritratto di una giovane tonna inglese dai capelli d'oro.La modella Suzon,cameriera alle Follies  Bergère è raffigurata nello scenario dove abitualmente lavora.
 E' la prima volta che Manet utilizza l'effetto dello specchio,già impegnato da Degas. Grazie ad un gioco di prospettive,sposta l'immagine riflessa  delle bottiglie e della cameriera, anche se lo specchio è perfettamente parallelo al bancone. Spostamento voluto in quanto Manet dipinse la scena nel suo atalier,senza cercare di restituire fedelmente l'immagine della realtà. Questo  artificio serve per permettergli di dipingere l'uomo coi baffi a cui indirizza  lo sguardo Suzon  il pittore Gaston Latouche. amico di Manet.


martedì 11 giugno 2019

Giuseppe Solenghi


olio su tavoletta cm  15 x 20 raffigura
maschere sulla  neve prprietà galleria elioarte

Giuseppe  Solenghi
  N ato a  Milano 1879 si forma presso l’Accademia di Brera studiando al seguito di cesare Tallone 1853-  1919 e Leonardo Bazzaro 1859-1937
L’artista è conosciuto soprattutto per gli scorci di Milano spesso  ritratta  sotto  la  neve     , ma anche per vivaci scene di natura bozzettistica che    lo hanno  reso famoso. Dopo una breve incursione nell’attività di miniaturista, (vedi   l’immagine sopra  esposta  maschere a  Milano  sotto la  neve si  dedica anche  con  dedizione e passione  al paesaggio con l’uso di una pennellata leggera poco ricarica di colore anche nella realizzazione di paesaggi campestri. 
Partecipa alle  mostre  di Brera e alla Galleria d’arte moderna. muore a Cernobbio dove si era ritirato negli ultimi anni nel 1944.


Ezechiele acerbi

nato nel 1850 e deceduto nel 1920)



Olio su tela Cm 89 x 59 collezione privata elioarte











Erminio Rossi

Erminio  Rossi
nato a sannazzaro de' Burgondi Pavia 1871 morto a Pavia 1942

Da  famiglia  agiata si trasferì dal suo paese a Pavia, dove seguì gli studi universitari per laurearsi in chimica e farmacia, ma la sua passione era per la pittura e per la natura che sapeva  osservare e contemplare nei suoi mutamenti e nella varietà dei suoi colori per poi rappresentarla nelle sue opere.

Fu iscritto presso la pavese civica scuola di pittura dal 1895 al 1900, indi completò gli studi accademici a Milano  presso l'Accademia di Brera
Gli anni braidensi sembrano aver segnato in modo decisivo la sua formazione: infatti, sia nei ritratti, come quello della moglie e quello assai noto della Signorina Tina Castelli, sia nell'impaginazione che nel tonalismo dei migliori paesaggi, la sua opera resta sempre positivamente influenzata dal magistero di Cesare Tallone.
Nella sua produzione sono presenti tutti i temi figurativi di eredità tardo ottocentesca: paesaggi, nature morte, fiori e, più raramente, ritratti.
Raggiunse gli esiti più felici in studi di figure femminili in interni che rientrano per gusto e per consumato mestiere tra i migliori esempi di quella pittura borghese e salottiera che, sensibile alle avanguardie, tenne indisturbata il mercato ed avvinse il pubblico nei primi decenni del Novecento.
                   olio su tela  cm 40 x 24    Pavia e  il Ticino proprietà elioarte
Erminio Rossi Espose con assiduità alla Permanente, indi alla Internazionale di Milano del 1906, a Brera nel 1920 e nel '22.
Morì improvvisamente a Pavia il 22 gennaio 1942.
Una mostra postuma fu organizzata a Pavia nel 1946.   

  https://elioarte.blogspot.com/2010/02/pittori-pavesi.html
Erminio Rossi




Una mostra postuma fu organizzata a Pavia nel 1946.
Sannazzaro dei Burgondi il 14 dicembre 1871.
Fu iscritto presso la pavese civica scuola di pittura dal 1895 al 1900, indi completò gli studi accademici a Milano.
Gli anni braidensi sembrano aver segnato in modo decisivo la sua formazione: infatti, sia nei ritratti, come quello della moglie e quello assai noto della Signorina Tina Castelli, sia nell'impaginazione e nel tonalismo dei migliori paesaggi, la sua opera resta sempre positivamente influenzata dal magistero di Cesare Tallone.
Nella sua produzione sono presenti tutti i temi figurativi di eredità tardo ottocentesca: paesaggi, nature morte, fiori e, più raramente, ritratti.
Raggiunse gli esiti più felici in studi di figure femminili in interni che rientrano per gusto e per consumato mestiere tra i migliori esempi di quella pittura borghese e salottiera che, sensibile alle avanguardie, tenne indisturbata il mercato ed avvinse il pubblico nei primi decenni del Novecento.
L'unico intervento noto estraneo alla pittura di cavalletto è la decorazione del caffè "Demetrio" di Pavia, già proprietà della famiglia, ora rimossa e presso proprietà privata.
Espose con assiduità alla Permanente, indi alla Internazionale di Milano del 1906, a Brera nel 1920 e nel '22.
Morì improvvisamente a Pavia il 22 gennaio 1942.
Una mostra postuma fu organizzata a Pavia nel 1946.