auto antiche e moderne

sabato 18 maggio 2019

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"LA GARNITURE DI MEISSEN PER VITTORIO AMEDEO II" AI MUSEI REALI


Piazzetta Reale 1, Torino

Da venerdì 06 luglio  Alle  09
 A domenica 14 ottobre Alle  23,59


Agenda: ARTE



Nel 1725 il re di Polonia Augusto II regala a Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sardegna una garniture da camino. Si tratta di sette preziosi vasi in porcellana bianca, realizzati nel 1715 dalla rinomata Manifattura Meissen di Dresda. Negli anni due vasi vanno dispersi e già nel 1823 i documenti di corte ne conteggiano cinque. I due esemplari più grandi, senza manici, rimangono a Palazzo Reale, dove tuttora sono conservati. Il vaso maggiore ad anse e i due più piccoli sono trasferiti prima al museo civico della città, nel 1877, poi esibiti alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino del 1880 e, infine, per volere di Umberto di Savoia principe di Piemonte, nel 1929, ricollocati a Palazzo. Da qui, tuttavia, escono a metà anni Sessanta, quando sono venduti a un'asta. Al termine della loro storia collezionistica, i tre vasi entrano a far parte della collezione Zerilli-Marimò, poi nel 2017 donata al museo Poldi Pezzoli di Milano. Da venerdì 6 luglio, grazie al prestito del museo Poldi Pezzoli, saranno visibili, tutti e cinque riuniti insieme, alla Galleria Sabauda, nella mostra dal titolo "La Garniture di Meissen per Vittorio Amedeo II". Il set è pregevole sotto due aspetti. Il primo per la qualità della manifattura, con volute, teste d'angelo, foglie, conchiglie, pomoli a giglio, un'elegante fascia con foglie di vite e grappoli. Il secondo per la sua antichità, trattandosi di una delle prime realizzazioni di Meissen. La ricchezza e varietà degli ornati, la delicata decorazione pittorica in oro applicata a fuoco, con motivi à la Berain, di cui qualche traccia è ancora visibile, con disegni di visi femminili, foglie, rami e roselline, sono segni della difficoltà tecnica di questi primi saggi di esecuzione della Meissen. In mostra si potranno ammirare quattro vasi con coperchio, due più grandi e due minori, e un vaso ad anse con coperchio, di Johann Jacob Irminger, su disegno di Raymond Leplat, montatura in argento dorato, del 1715. L'esposizione è compresa nel biglietto di ingresso ai Musei. Orario: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19,30. Ingresso: intero 12 euro, ridotto 6 euro.        6

lunedì 6 maggio 2019

glacier 51

Il Glacier 51, detto anche Moro oceanico, è un pesce che vive a circa 2.000 metri di profondità, vicino ad un’isola a 4.000 km dalle coste australiane. Viene pescato in mari poco battuti, vicino all’isola di Heard, con una legislazione estremamente severa per far sì che gli animali siano sempre tutelati. Si tratta di acque freddissime, praticamente parte a contatto con l’Antartide. Qui il Glacier 51 rimane sui fondali, sopravvivendo a temperature e pressioni estreme.
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Glacier 51 moro oceanico

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Glacier 51

         come  prepararlo in cucina 

                                                     
                                    Glacier 51  con  crema  di riso,miso e piselli



 
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sabato 6 aprile 2019

Barlaam calabro

Barlaam di Seminara, detto anche Barlaam Calabro (Seminara1290 – Avignone1º giugno 1348), è stato un matematicofilosofovescovo cattolicoteologo e studioso della musica bizantino. Scrisse, anche, di aritmeticamusica e acustica. Fu uno dei più convinti fautori della riunificazione fra le Chiese d'oriente e occidente. È considerato insieme ai suoi due allievi Leonzio Pilato e Boccaccio uno dei padri dell'Umanesimo.
Barlaam studiò e fu ordinato sacerdote nel Monastero greco ortodosso di S. Elia de Capasino (attuale Cubasina) in Galatro, Calabria, per poi lasciare la regione alla volta di Bisanzio (approssimativamente nel 1326 o 1327), dove completò la sua istruzione.
Pare che il suo successo come filosofo (un suo trattato sull'etica stoica è preservato) fu ragione di gelosia da parte dell'umanista bizantino Niceforo Gregorio. Nel 1333, nell'ambito delle trattative per la riunificazione tra le due Chiese di Oriente e di Occidente, a Barlaam venne affidata la difesa delle ragioni greche; in tale occasione sviluppò le sue critiche verso l'esicasmo e a sottolineare la differenza di valore tra la teologia scolastica e la contemplazione mistica.
Barlaam fu protagonista di una violenta polemica contro i metodi ascetici e mistici di alcuni monaci dell'Athos e del loro sostenitore Gregorio Palamas. Il dibattito divenne sempre più acceso fino a culminare in un concilio generale nel 1341 alla fine del quale Barlaam venne costretto a sospendere ogni futuro attacco verso l'esicasmo.
Epigrafe a Gerace, Barlaam maestro greco e latino di Petrarca e Boccaccio.
Nel 1339 fu inviato dall'imperatore Andronico III Paleologo in missione diplomatica a NapoliAvignone e Parigi per sollecitare le corti europee ad una crociata contro i turchi. In quell'occasione costruì delle relazioni e una rete di amicizie su cui poté fare conto quando, in seguito alla decisione conciliare, decise di lasciare Bisanzio e aderire alla Chiesa d'Occidente. Nel 1342 ad Avignone conobbe Francesco Petrarca, a cui iniziò ad insegnare il greco. Il Petrarca si adoperò per fargli assegnare la diocesi di Gerace, così Barlaam fu nominato vescovo di Gerace da papa Clemente VI il 2 ottobre dello stesso 1342. La bolla relativa alla sua elezione al vescovato di Gerace riporta: "Monachus monasteri Sancti Heliae de Capasino Ordinis Sancti Basilii Militensis Diocesis, in sacerdotio constitutum".
Barlaam fu maestro di greco e latino di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio che diede un importante contributo, attraverso la riscoperta dei testi greci, anche a tutto ciò che non molto tempo dopo svilupperà il movimento umanista. È proprio l'umanista Giannozzo Manetti il primo a menzionare Barlaam nella sua biografia del Petrarca.
Nel 1346 Barlaam venne inviato in missione diplomatica dal Papa in un rinnovato tentativo ecumenico. Data la grande influenza di Palamas il tentativo, ancora una volta, si risolse in un insuccesso.
Fece ritorno ad Avignone dove morì il 1º giugno 1348.
Si occupò anche di matematica lasciandoci una Logistica in lingua greca in cui spiega le regole di calcolo con interi, frazioni generiche e frazioni sessagesimali. L'opera fu pubblicata a Strasburgo nel 1592 e a Parigi nel 1600, insieme ad una sua traduzione in latino.
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venerdì 29 marzo 2019

Il picchio nel mio giardino

Oltre agli scoiattoli ai ricci e ai merli il mio giardino è diventato un giardino zoologico  è comparso anche un   picchio   maschio .

Il picchio rosso maggiore è un uccello monogamo in cui la coppia rimane unita per tutta la stagione riproduttiva.  Al di fuori della stagione riproduttiva il picchio rosso è piuttosto timido e ha abitudini solitarie. Per ribadire la sua presenza in un’area e segnalare il territorio, martella ripetutamente e con forza i tronchi con il becco, producendo un tipico tamburellio che riecheggia tutto intorno.





Dopo il rituale del corteggiamento entrambi i partner iniziano a scavare il nido nel tronco di un albero, costituito da una camera profonda circa 30 centimetri, il cui ingresso tipicamente ovale si trova a circa 4 

il nido
     


metri da terra. La femmina vi depone di norma fra le 4 e le 7 uova, che vengono da lei covate per circa due settimane. Dopo la schiusa, entrambi i genitori nutrono i nidiacei per una ventina di giorni e si occupano di ripulire il nido. 


 

martedì 26 marzo 2019

Monet a Giverny”



La visita guidata in italiano “Monet a Giverny” é un viaggio emozionale attraverso i ricordi, gli amori e i sogni del padre dell’Impressionismo francese.
Grazie ai racconti appassionati delle guide italiane "Parigirando", ritroverete un luogo al di là del tempo; tra paesaggi e colori, conoscerete il connubio tra l’arte e la vita di un pittore unico, dal tocco magico e innovatore, dallo sguardo astratto e variopinto: Claude Monet.uesta preziosa cittadina della Bassa Normandia, ma è un’autentica avventura artistica; un’immersione suggestiva nelle immagini dell’ Impressionismo dove sarete catturati da un’abitazione dalle mura rosa, in cui Monet trascorse quasi tutta la sua vita.
Difatti, in questa fioritissima e gioviale abitazione, Monet realizza la sua opera più importante, il “Ciclo delle Ninfee”: una composizione grandiosa, l’espressione più alta dello studio del pittore sulla luce e sulla Natura.
Tra le stanze e i giardini della casa di Giverny, le guide turistiche Parigirando sapranno farvi rivivere le passioni di uno dei protagonisti più affascinanti dell’arte moderna.
La brillante natura della campagna normanna, sarà la prima fonte d’ispirazione per Monet che trasformerà la sua dimora in uno spazio mitico; qui, la vita spirituale e la vita quotidiana diventeranno un tutt’uno mentre il gioco e il lavoro saranno alternati in armonia.
La dimora di Giverny diventerà un vero e proprio atelier a cielo aperto: Monet osserva e dipinge i cicli naturali dei giardini giapponesi, inseguendo con lo sguardo l’evoluzione dei colori.
All’interno di stanze blu cobalto e giallo canarino, le guide Parigirando sapranno raccontarvi le storie di una grande famiglia e dei suoi ricchi pranzi domenicali, di lunghe passeggiate verso fiumi e vecchie ferrovie, della ricerca costante del momento perfetto per creare la nuova tela.
Le emozioni saranno indimenticabili; come in un film d’altri tempi, le meraviglie naturali di Iris, Dalie e Ninfee, faranno da scenario all’ amore segreto tra Claude e Alice, moglie di Hernest Hoschedé: famoso mercante d’arte dell’epoca e carissimo amico di Monet.
La nostra visita in lingua italiana, proseguirà con l’approdo all’ incantevole Giardino d’acqua; in una dimensione visiva simile ad un acquerello, rivivremo le preoccupazioni, la rabbia e le tristezze di un uomo e della sua  lotta per trasformare un piccolo appezzamento di terra in un autentico luogo di culto e ispirazione.
La visita guidata “Monet a Giverny” è ideale per una breve e piacevole fuga da Parigi, é l’allegra proposta Parigirando per chi vuole davvero saltare dentro un quadro e vivere, ad occhi aperti, l’incantesimo dei colori e della luce.