auto antiche e moderne

venerdì 31 luglio 2020

ANTONIO PAOLETTI


















        
ntonio  Paoletti  La  Filatrice   Olio su Tavoletta cm 23x 36,5
       

VENDITORI DI CASTAGNE

olio su tela, cm 56x81




Paoletti Antonio Ermolao *

PAOLETTI ANTONIO ERMOLAO
Venezia 1833 ca. - 1912 ca.
Si formò all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove seguì i corsi di P. M. Molmenti, ed esordì alle mostre veneziane con soggetti storici di gusto romantico (1860, Entrata di Enrico III re di Francia; 1862, Una visita di Enrico III a Veronica Franco; 1863, Il rifiuto della moglie di Francesco Foscari a consegnare alla Veneta Signoria il cadavere del marito). Lavorò come decoratore in palazzi (Veduta di Verona, Venezia, Palazzo Ducale) e chiese del Veneto: fra l'altro, a Venezia, realizzò nella chiesa di Santa Maria Formosa una pala d'altare (La Purificazione della Vergine) e degli affreschi nella cappella di San Giuseppe nella basilica del Santo a Padova (1896-1897). Nel 1878 dipinse il sipario del veneziano teatro La Fenice con L'arrivo a Venezia di Olderico Giustiniani recante l'annuncio della vittoria di Lepanto. Si dedicò anche alla ritrattistica (Ritratto di Tina di Lorenzo, 1894, Bassano, Museo Civico) e alla pittura di genere, con soggetti aneddotici, scene popolari e scorci veneziani, che divennero la sua specialità (La pesca, La romanza, esposti a Trieste nel 1870; Infilatrice di perle, Trieste, Museo Revoltella). Fu presente alle mostre di Milano (1872, Ecco come va il vino delle messe), Firenze (1877, L'attesa; 1884, Popolana veneziana; 1886, Venditore di pesce), Venezia (1881, Rialto), Torino (1884, Fa caro al nonno); all'estero inviò opere alle Esposizioni di Vienna (1873, Un venditore di anguille) e di Anversa (1885, Sulla riva).


firmato e locato "Venezia" in basso a destra

sul retro: etichetta delle Cooling Galleries di Londra


Antonio Ermolao Paoletti si formò all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove seguì i corsi di P. M. Molmenti, ed esordì alle mostre veneziane con soggetti storici di gusto romantico (1860, Entrata di Enrico III re di Francia; 1862, Una visita di Enrico III a Veronica Franco; 1863, Il rifiuto della moglie di Francesco Foscari a consegnare alla Veneta Signoria il cadavere del marito). Lavorò come decoratore in palazzi (Veduta di Verona, Venezia, Palazzo Ducale) e chiese del Veneto: fra l'altro, a Venezia, realizzò nella chiesa di Santa Maria Formosa una pala d'altare (La Purificazione della Vergine) e degli affreschi nella cappella di San Giuseppe nella basilica del Santo a Padova (1896-1897). Nel 1878 dipinse il sipario del veneziano teatro La Fenice con L'arrivo a Venezia di Olderico Giustiniani recante l'annuncio della vittoria di Lepanto. Si dedicò anche alla ritrattistica (Ritratto di Tina di Lorenzo, 1894, Bassano, Museo Civico) e alla pittura di genere, con soggetti aneddotici, scene popolari e scorci veneziani, che divennero la sua specialità (La pesca, La romanza, esposti a Trieste nel 1870; Infilatrice di perle, Trieste, Museo Revoltella). Fu presente alle mostre di Milano (1872, Ecco come va il vino delle messe), Firenze (1877, L'attesa; 1884, Popolana veneziana; 1886, Venditore di pesce), Venezia (1881, Rialto), Torino (1884, Fa caro al nonno); all'estero inviò opere alle Esposizioni di Vienna (1873, Un venditore di anguille) e di Anversa (1885, Sulla riva).

M attia Preti


olio su tela cm 93x63
titolo dell'opera vanitas

mercoledì 15 luglio 2020

jACOPOAMMIGONI

acopo Amigoni (Napoli o Venezia1682 – Madrid1752) è stato un pittore  italianopittore italiano, appartenente alla corrente del rococò.
Dal 1717 è in Baviera – ma risulta un viaggio a Venezia nel 1726 – nel Castello di Nymphenburg, dal 1719 nel castello di Schleißheim e dal 1725 al 1729 nell'abbazia benedettina di Ottobeuren: in questi affreschi l'Amigoni si mostra uno dei primi seguaci del rococò veneziano, che non casualmente è chiamato, in Germania, anche "stile Amigoni".
Dal 1730 al 1739 è in Inghilterra, operoso nel Palazzo Thonkerville, a Pown House, a Moor Park e nel Teatro del Covent Garden, illustrando scene mitologiche e storiche; il suo arrivo in Inghilterra è testimoniato dall'inglese George Vertue, che riporta anche la notizia del suo alunnato a Düsseldorf presso Giovanni Battista Bellucci, figlio del più noto Antonio. È di questo periodo il suo matrimonio con il mezzosoprano Maria Antonia Marchesini, detta La Lucchesina il 17 maggio 1738.[1]

Ritratto di Siegmund Streit, Berlino, Staatliche Museen
Da un viaggio a Parigi nel 1736 insieme al celebre cantante Farinelli conosce la pittura di François Lemoine e Boucher. Oltre a ciò è la relazione stilistica con i fiamminghi Theodor Van Thulden e Adriaen Van der Werff, da lui conosciuti probabilmente in Baviera.
Nel 1739 ritorna in Italia, forse a Napoli e certamente a Montecassino, nella cui Abbazia esistevano due sue tele, distrutte nella seconda guerra mondiale, lavorando fino al 1747 a Venezia per il commerciante berlinese Sigismund Streit, per la Casa Savoia e per chiese e palazzi veneziani e veneti. Nel tardo 1747 lascia definitivamente l'Italia per stabilirsi a Madrid, chiamato da Ferdinando VI e da Maria Barbara di Braganza, probabilmente su suggerimento dell'amico Farinelli, quale pittore della corte e direttore dell'Accademia Reale di San Fernando, lavorando anche ad Aranjuez, a Segovia e per manifatture di arazzi.
Con l'opera dell'Amigoni la pittura arcadica europea raggiunge il suo apogeo: tanto nelle decorazioni che nelle sue tele mostra leggerezza e grazia, una luminosa eleganza di colori pastosi e freddi distesi a larghe pennellate. La sua chiarezza compositiva lo pone tra i più importanti rappresentanti della cultura pittorica arcadica e rococò.
venere e adone

lunedì 6 luglio 2020

G: CARONIA

opere  firmate    Caronia













martedì 30 giugno 2020

Guerrino Guardabassi

Guardabassi Guerrino *

                       Interno con figure  olio su tela   cm 39x 51


Guardabassi Guerrino *

GUARDABASSI GUERRINO
Roma 1841 - dopo il 1901
A Roma frequentò l’Accademia di San Luca, dove si conserva Cristo e le Marie (1869), un’opera di forte influenza purista. Poco si conosce della sua attività successiva, ricostruibile nelle linee generali soltanto attraverso l'attività espositiva. Alle mostre romane degli Amatori e Cultori partecipò quasi ininterrotta-mente dal 1870 al 1901, con opere che indicano un graduale allontanamento dalla tematica sacra (1870, Sant'Antonio) in favore dei soggetti di genere. Dal 1873 in poi, infatti, i suoi quadri si animano di figure (1873, Fanciulla che scherza; 1880, Malata immaginaria, Venditrice di ortaggi, Venditore di ortaggi; 1885, Pastore che suona il piffero, La custode della bicocca; 1886, Zingara che predice il futuro, La custode dei polli) oppure di personaggi religiosi (1881, La tranquillità-mezza figura di Frate; 1885, Il catechismo, Monaca che insegna a leggere, Monaca che legge; 1895-1896, Monaco in lettura). Dipinse anche rappresentazioni d’interni, soprattutto religiosi (Acquasantiere in S. Pietro, presentato nel 1881 e nel 1886). Più rari i paesaggi, che espose in numero esiguo nel 1873 (Veduta delle Colonnette), nel 1889 (Scogli di Capri) e nel 1901 (Villa Borghese). Nel 1877 partecipò all’Esposizione Nazionale di Napoli e nel 1885 all’Universale di Anversa. Si ha notizia di un solo quadro di tema storico (Beatrice Cenci e Lucrezia Petroni), che inviò con titoli diversi alle mostre di Torino nel 1880 e di Roma nel 1886 e nel 1901.
















GUARDABASSI GUERRINO
Roma 1841 - dopo il 1901
A Roma frequentò l’Accademia di San Luca, dove si conserva Cristo e le Marie (1869), un’opera di forte influenza purista. Poco si conosce della sua attività successiva, ricostruibile nelle linee generali soltanto attraverso l'attività espositiva. Alle mostre romane degli Amatori e Cultori partecipò quasi ininterrotta-mente dal 1870 al 1901, con opere che indicano un graduale allontanamento dalla tematica sacra (1870, Sant'Antonio) in favore dei soggetti di genere. Dal 1873 in poi, infatti, i suoi quadri si animano di figure (1873, Fanciulla che scherza; 1880, Malata immaginaria, Venditrice di ortaggi, Venditore di ortaggi; 1885, Pastore che suona il piffero, La custode della bicocca; 1886, Zingara che predice il futuro, La custode dei polli) oppure di personaggi religiosi (1881, La tranquillità-mezza figura di Frate; 1885, Il catechismo, Monaca che insegna a leggere, Monaca che legge; 1895-1896, Monaco in lettura). Dipinse anche rappresentazioni d’interni, soprattutto religiosi (Acquasantiere in S. Pietro, presentato nel 1881 e nel 1886). Più rari i paesaggi, che espose in numero esiguo nel 1873 (Veduta delle Colonnette), nel 1889 (Scogli di Capri) e nel 1901 (Villa Borghese). Nel 1877 partecipò all’Esposizione Nazionale di Napoli e nel 1885 all’Universale di Anversa. Si ha notizia di un solo quadro di tema storico (Beatrice Cenci e Lucre





zia Petroni), che inviò con titoli diversi alle mostre di Torino nel 1880 e di Roma nel 1886 e nel 1901.

martedì 23 giugno 2020

Enrico Canova

                                                                 

ENRICO CANOVA - 'Donna in costumi orientali'

ENRICO CANOVA

1832-1908

"Donna in costumi orientali"
34x24 olio su tavola
Opera firmata a destra verso il basso

Roberto Rossi

la mietitura del grano in val d'Aosta






il paesaggio  come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata da sempre un’aspirazione per l’artista. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento, poi sulla resa atmosferica, nel Cinquecento, fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti  nell’Impressionismo.

L’opera è molto interessante in quanto ci mostra come fosse versatile la personalità del pittore Alberto Rossi il quale in gran parte della sua produzione adotta uno stile di grande respiro accademico, formalmente perfetto. In questo dipinto si può invece apprezzare come l’artista torinese fosse aperto anche a soluzione più sperimentali. Infatti qui la forma viene praticamente disgregata a favore di un linguaggio più espressivo e vicino a un clima postimpressionista. Formalmente viene adottata una stesura quasi grezza, che sintetizza i soggetti con pochi tocchi densi di un colore materico. In linea con questa grevità è anche la scelta cromatica dei grigi e del verde scuro.
Alberto Rossi è stato un pittore torinese nato nel 1858 e scomparso nel 1936. Si formò all’Accademia Albertina e, nella sua carriera, si specializzò nella produzione di ritratti, paesaggi e scene di genere ispirate al Medio Oriente. Il successo arrivò quando presentò il suo “Ritratto d’Uomo” all’Esposizione di Torino del 1884 poi, nel 1887, espose altre cinque opere a Venezia. Fu molto legato al mondo orientale e visse in Egitto dal 1891 al 1914. Le sue opere sono conservate in molte collezioni italiane ed estere


l'ora della  preghiera