auto antiche e moderne

sabato 24 dicembre 2011

BUON NATALE 2011


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A tutti i Nostri lettori,agli amici e quanti che per caso si imbatteranno sul nostro blog, a tutti,
TANTI AUGURI DI BUON NATALE.

Spedizione alle isole Svalbard


Un viaggio fuori dal comune, un’avventura fotografica in pieno artico, non parliamo di una crociera ma di una vera e propria spedizione studiata ad hoc per fotografare l’ambiente delle isole Svalbard e i suoi animali. Non la classica crociera, ma una spedizione, sulla terra ferma e lungo la banchisa. (A seconda dell’andamento climatico il percorso può variare per ragioni di sicurezza)
Le Svalbard sono un territorio estremo che presenta neve e ghiacchi tutto l’anno. In questa stagione l’orso polare è più facile da avvistare e grazie ai mezzi e le guide del posto potremo percorrere molti chilometri in motoslitta seguendo un percorso studiato e provato per incontrare questo magnifico mammifero. Il viaggio sarà svolto in totale sicurezza.
Le isole sono coperte al 60% da ghiacciai, molto estesi nella parte orientale. Nella parte occidentale il paesaggio è molto vario, dalla tundra artica alle morene fino alle ampie vallate verdi con bassa vegetazione. La costa può essere molto tormentata con scogliere a picco anche oltre i 100 m. La vetta più alta è di poco oltre 1700 m slm nel gruppo di Atomfjella, nel nord dell’isola di Spitzbergen. Le maree non sono così notevoli vista la latitudine, però possono arrivare a 1-2 m e occorre tenerne conto durante il viaggio quando si lambisce la costa.
La fauna è quella tipica artica: renne selvatiche, volpi polari, orsi bianchi, foche, trichechi, e molti uccelli marini che nidificano sulle scogliere.
Per informazioni potete scrivermi vi metterò in contatto con gli organizzatori.

mercoledì 21 dicembre 2011

Il lavoro nell'arte.

Il lavoro nell’arte è un tema molto spesso trattato dagli artisti nelle loro opere.
Quello degli artisti nei confronti del lavoro è un intresse che ha spesso avuto una componente fondamentalmente "poetica", anche quando l'argomento sia ricco di istanze sociali forti. Infatti, non di rado, è l'aspetto più drammaticamente legato a condizioni di sofferenza che viene ad essere evidenziato nell'opera d'arte. Nascono così tele importanti, pregne di significato sociale oltre ad essere anche solamente belle. Vi presentiamo alcuni dipinti che stanno a dimostrazione di quanto affermato vedi ad esempio i :
Prigionieri alla macina di Pio Sanquirico 1847-1900.




La Filatrice di Gerolamo Induno 1827-1890 opera dalla quale traspare un poetico quadro della vita dell'800.




La mietitura di Cristoforo Kniep 1755 - 1825


"Lo spaccalegna di Jean Francois Millet 1814-1875

" La lavandaia di Eleuteria Pagliano 1826 -" 1903


"Butteri nella Campagna Romana di Enrico Coleman 1846 -1911"


"I funari di Torre del Greco" di Giocchino Toma 1836-1891





Vendemmia di Cristoforo Kniep 1755-1825


Nelle "Stiratrici di Edgar Degas" 1834-1917 il pittore è attento osservatore del mondo del lavoro.
Il suo interesse è rivolto soprattutto alle condizioni di modiste e di stiratrici. Prima di lui, soltanto Daumier, si era interessato alle lavandaie che, tra il 1869 e il 1895, diventano il soggetto preferito di Degas.
L'artista affronta questo tema ritraendo figure isolate viste in controluce, messe in risalto dal candore della biancheria


La mietitura di Charles Francois Daurigny 1827 - 1878


Il faticoso lavoro all'aperto ritorna nel dipinto " Alla vanga di Arnaldo Ferraguti 1862- 1925 "



Così come nel dipinto : "L'aratura di Vincent Van Gogh 1853 -1890 , la arcuata positura della spalla del contadino fa trasparire la fatica dell'aratura.

Dodici immagini di opere di illustri pittori che illustrano il lavoro nell'arte.

lunedì 5 dicembre 2011

" Paura "



Ora che lei ci ha lasciati, tra le tante sue cose ecco una sua poesia :

PAURA

Non lasciarmi.
Non lasciarmi da sola, col male
che grida dietro la porta.
Non lasciarmi , Amore, ho paura.
Abbracciami come solo tu sai fare,
amami e dimmi che sono sciocca,
che tu sarai sempre con me, che devo smettere di tremare. Che il dolore non avrà ragione di me.
Amami e abbracciami.
Lasciami dormire sul tuo petto ,
contando i battiti affrettati del cuore.
Amami, Amore mio.
E sii là, quando si aprirà la porta.
Sii là, per spalancarmi le braccia
ed abbagliarmi col tuo vago sorriso.

lunedì 28 novembre 2011

Melenzane alla parmigiana


Un patto semplice e gustosissimo. Vi do alcuni dati per ottenere un piatto simile a quello da me assaggiato quest'estate in calabria e di cui inserisco le foto.
Preparazione:
Melanzane alla parmigiana
Ingredienti (4 Porzioni):
2 melanzane

sale 50 gr

2 uova intere

100gr farina

olio quanto basta per friggere

1 mozzarella

250ml sugo di pomodori

parmigiano grattugiato





1- Sbucciate e tagliate a fette le melanzane, cospargetele di sale e mettetele in uno scolapasta con un peso sopra in modo che tutta l'acqua venga eliminata. Dopo trenta minuti lavate e strizzate le fette di melanzane.



2- Sbattete le uova con po´ di sale. Prendete le fette di melanzane, passatele prima nella farina e poi nell´uovo e friggetele.




3- Prendere una teglia da forno, fare degli strati iniziando con il sugo di pomodoro , poi melanzane, parmigiano, mozzarella tagliata a cubetti, sugo e così' via. Infornate a forno già caldo per 20 minuti. Quando il sugo si e' ristretto il piatto e' pronto.

domenica 20 novembre 2011

In ricordo di un'amica


C’è qualcuno che potrebbe desiderare di più? :



A pochi anni dalla sua dipartita, in suo ricordo, la cosa più bella che ci rimane di Lei,è pubblicare per intero una lettera che ci aveva inviato. Non rassegnazione nelle sue parole ma speranza confortata da una enorme fede ; cosi che ancora oggi leggendo le sue parole ci si commuove.

cosi scriveva :

"Ieri l’a1tro sono stata in ospedale, al reparto di Terapia del dolore.

La dottoressa, sempre gentile e sorridente, ha aumentato le dosi di alcuni farmaci,
raccomandandomi di prendere la morfina prima che il dolore esploda dentro di me, anzi, ora vado a prenderla. Fatto. Meglio ora che ho “pranzato”da poco,almeno . . . spero che il mio stomaco non si ribelli troppo.

Comunque prenderò alla fine di questo post, un’altra protezione.

La dott.ssa mi ha detto che è raro vedere e sentire: • qualcuno così sereno e ironico nei confronti del male (sapendo di essere arrivato all’ultima stazione).

Quest’ultima notazione non l’ha detta, ma era sottintesa.

Il fatto è che io so, ma non ci credo.

Credo di avere giorni ed anni avanti a me, credo che Gesù mi lascerà ancora molto in questa stupenda “valle dì lacrime” .Eppure so. Eppure dico : sia fatta la Tua volontà.

Lo dico da 16 anni. Forse me ne lascerà ancora tanti.

Chi può saperlo? Io no. Nessuno. Allora, perchè preoccuparsi? Guardate i gigli dei prati e gli uccelli dell’aria...Io lascio fare a Lui. So che mi ama.Di questo sono arcisicura.
Come so che, da serva buona e fedele (spero sia così) ,quando non servirò più quaggiù mi farà portare a Casa .
E di questo sono felice, perché so Chi troverò ad aspettarmi.

Questo Natale lo trascorrerò come tutti i miei giorni con il gatto che dorme su un cuscino e Lui che mi siede dinanzi, che spezza il pane con me, che brinda con me al suo Natale.

Per questo sono cosi serena; c’è qualcuno che potrebbe desiderare di più ?

Immagini di un tempo.

Il nonno

post dedicato ad un caro amico :
Credo che rivedere certe immagini, di chiunque essi siano,e per tutti molto bello.
Ritornare indietro nel tempo,ripetere il famoso ritornello "si stava meglio prima .."è un po di tutti noi,ma una cosa, però , certamente è vera : oggi abbiamo di sicuro perso quell'anima che si intravede in queste foto.

La sposa



La bicicletta

domenica 6 novembre 2011

Colori di Autunno


L’ultima opera in ordine temporale realizzata dal maestro ing. Bugge Giuseppe, dal titolo “ Colori di Autunno, ci ha in particolar modo colpito per il pathos che traspare nell’impasto cromatico dei colori d’insieme.
Le tinte calde dell’autunno memorizzati nella mente del pittore vengono poi trasferiti sulla tela con una dolcezza di toni che lasciano intravedere in pieno la sensibilità artistica dell’autore.
I gialli ocra evanescenti dei diversi piani vanno a completarsi nel colori dei faggi in primo piano,creando così una piacevole ed armonica visione d'insieme che infonde una serenità d'animo eccezionale . Opera quindi ben equilibrata e riuscita segna una nuova fase pittorica del maestro,
http://elioarte.blogspot.com/2020/02/colori-di-calabria-delling-giuseppe.html

giovedì 27 ottobre 2011

Tophet di «Sulcis»


Molte delle urne cinerarie sono originali e permettono di datare a epoca fenicio-punica (sec. VII-I a.C.) i sacrifici, che avevano luogo in una spaccatura della roccia.




La necropoli punica, che occupa tutta l'acropoli della città, era composta da tombe ipogee, cui si accedeva per corridoi. Nella parte più antica dell'abitato, in via Necropoli 6, si può visitare il Museo etnografico, con attrezzi legati alle attività produttive tradizionali della zona.

L’area cimiteriale punica di via Necropoli



L’odierna via Necropoli di Sant’Antioco delimita un settore dell’area cimiteriale punica che, dalla fine del VI sec. a.C., ha costellato di tombe a camera monumentali scavate nel tufo alle pendici del colle di Is Pirixeddus, oggi dominato dal fortino di età sardo-piemontese. Le tombe puniche sono del tipo a camera sotterranea, cui si accede attraverso un corridoio a gradini; l’interno del sepolcro, con un semplice ambiente o con due vani divisi da un tramezzo centrale risparmiato nel tufo, ospitava i defunti della comunità punica di Sulci, i quali venivano inumati all’interno di ‘feretri di legno o in sarcofagi di pietra. I defunti erano accompagnati nella tomba da una serie di oggetti, relativi sia al rito di celebrazione del funerale, sia alla sopravvivenza nell’aldilà; appartengono al primo gruppo le brocche usate per l’ aspersione di unguenti e aromi e per le libagioni funerarie, al secondo le anfore, le coppe e i piatti.




Spesso i defunti, al momento della tumulazione, indossavano monili ed ornamenti di tipo personale, come le splendide collane con i vaghi in pasta vitrea ed oro alternati ad amuleti e scarabei in pietre dure, anelli, orecchini e ferma trecce in oro.




La necropoli occupa un’estensione notevolissima, indice della grandezza del centro punico sulcitano e della sua prosperità: le tombe si dispongono, spesso in modo fitto, su entrambi i versanti del colle di Is Pirixeddus e del fortino sabaudo, superando da un lato il limite della via Necropoli e dall’altro estendendosi sotto la piazza della Basilica e risalendo il pendio opposto; i Cristiani utilizzarono parti di questo suggestivo labirinto sotterraneo come catacombe per i loro riti e le loro sepolture.

mercoledì 12 ottobre 2011

Scatole russe laccate


01/1 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM. 9 X 13
02/3 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
PRIMAVERA
CM. 10 X 8,5
03/7 - FEDOSKINO

007
ANTICA SCUOLA
CM. 11 X 5
04/8 - FEDOSKINO

008
ANTICA SCUOLA
CM. 11 X 5
05/12 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM. 7,5 X 7,5
06/20 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM. 7,5 X 7,5
07/11 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM.12 X 8,5
08/30 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
PAESAGGIO
CM. 6
09/18 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM. 9,5 X 7
10/17 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
15 X 5
11/38 - FEDOSKINO

ANTICA SCUOLA
CM. 10 X 7
Scatoline Russe in Lacca - Little Russians Lacquer Boxes
Le piccole Scatole di Alta scuola

le piccole scatole in lacca delle grandi scuole Russe

Palekh - Mstera - Kholuj - Fedoskino – Ivanovo
e la Scuola di Mosca
 
a cura di Francesco Mian
 
Queste miniature dipinte a mano, hanno una tradizione antichissima e multi secolare trovando origine dalla pittura russa delle icone; i motivi ricorrenti riguardano sempre temi come leggende, favole, battaglie, scene di caccia, fiori e paesaggi tratti dai miti russi. I principali laboratori artigianali, nei quali venivano creati questi capolavori, erano - Palekh - Mstera - Kholuj - Fedoskino e Iwanowo e, dopo la caduta del Regime Sovietico, la grande Scuola di Mosca; tutti questi nomi rappresentano zone molto diverse nella grande Federazione Russa.
In questi laboratori si lavorava e si lavora anche oggi secondo quanto stabiliva la tradizione, si usavano quasi sempre colori a tempera, anche se non veniva disdegnata la pittura ad olio;  il colore luminoso e la brillantezza si ottenevano unendo con maestria i colori madreperlacei e le dorature effettuate con foglia d'oro; il materiale di base di queste piccole scatole era la cartapesta che veniva pressata nella forma dopo essere stata spalmata con la colla, bagnata con olio vegetale e conseguentemente asciugata; questo materiale, ottenuto con il sistema descritto, non si poteva né rompere né deformare restando completamente inalterato anche nei secoli. Ottenuto il semilavorato, prima di iniziare a dipingere, era necessario effettuare i seguenti lavori: Stuccatura, laccatura, limatura, (pittura) ed infine la smaltatura con uno speciale prodotto oleoso; per dipingere le superfici, ogni artista creava i propri colori decidendo se usare la tempera o l'olio; se si decideva di usare la tempera, come la tradizione voleva, usava un'emulsione di rosso d'uovo acqua ed aceto che veniva diluita fino a raggiungere la densità voluta.
L'esecuzione di queste miniature poteva durare anche molti mesi, venendosi a creare così importanti capolavori su tabacchiere, spille, quadri, piatti da appendere a muro, scatoline ed altri moltissimi oggetti. I pezzi più preziosi sono sempre firmati e sempre contrassegnati con il luogo di provenienza; in tutto il mondo, queste piccole scatole laccate, sono molto richieste dai vari collezionisti; sono rese più preziose dalla loro presenza in tutti i più grandi musei dell'Unione Sovietica.
Le opere in miniatura che presentiamo nella nostra collezione provengono dai laboratori che hanno ottenuto importanti premi internazionali nelle varie esposizioni; il loro valore è decisamente notevole ed in continua ascesa, dato l'aumento delle richieste e la difficoltà esistente a reperirle sul mercato, teniamo presente che ogni pezzo è unico ed irripetibile, anche se simile a molti altri della tessa scuola.  
 
PALEKH 
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Ci sono pochi amanti dell'arte che non hanno ancora sentito parlare di Palekh; l'arte di questo cantone è stata definita un "piccolo miracolo". Le miniature laccate così lucenti come le penne del leggendario Firebird (uccello di fuoco), hanno origine di qui, portano l'arte poetica di questo villaggio ai più lontani angoli del mondo.
Palekh è un villaggio inusuale, un pezzetto di antica Russia nel quale passato e presente vivono insieme. Capanne di legno con tralicci finemente intarsiate si contrappongono a moderni edifici. Ci sono delle pompe lungo le strade, e il gracchiare delle cornacchie si può sentire nonostante il traffico; ogni cosa è circondata da pioppi, acacie e alberi selvatici; qui i soffici colori della campagna russa sono, non solo parte della vita di ogni giorno del villaggio, ma anche inesauribili fonti di ispirazione per gli artisti.
Icone trovate nelle antiche chiese russe attestano la gloria dei pittori di Palekh, che nei tempi antichi erano famosi per le loro icone. I segreti di quest'arte venivano tramandati da padre in figlio. Dopo il 1918, la domanda di icone si fermò e gli artisti rivolsero i loro sforzi alle scatole in miniatura, gioielli e pannelli. Gli artisti di Palekh non usano pittura ad olio, usano soltanto la tempera con un tuorlo d'uovo come base; questa tecnica di mischiare i colori con il tuorlo d'uovo era usata nei tempi antichi dai pittori di icone di Palekh e dura fino ad oggi. La tavolozza di Palekh è notevole per i suoi colori allegri e le sfumature brillanti; la pittura è laconica ed espressiva e l'espressività è raggiunta dalla plasticità di ogni singola linea, di ogni contorno e dal ritmo e dalla ricchezza delle composizioni. Nelle miniature di Palekh, così come nelle antiche icone russe, le figure hanno proporzioni allungate, i movimenti sono misurati e aggraziati e portano chi guarda in un fantastico regno di storia, leggende e canzoni.
Per sottolineare e far risaltare le singole forme, le figure umane, o i gruppi di persone, il pittore usa ombreggiature di filigrana o cerchiature d'oro, quasi motivi intarsiati d'oro; i soggetti di Palekh qualche volta si sviluppano in successione; una miniatura può rappresentare un numero di scene che si susseguono nel tempo e nello spazio, lo stesso personaggio o un gruppo di personaggi può ricorrere in una composizione diverse volte.  
I maestri di Palekh spesso usano tutte le facciate della scatola, non solo il coperchio, per sviluppare il soggetto in una serie di composizioni collegate fra di loro. Grande professionalità nell'uso dei mezzi, gli affascinanti soggetti, un modo sensibile di trattare i dettagli, ispirazioni artistiche e bellezza di colori fanno di ogni pezzo di Palekh un capolavoro che da allo spettatore un grande piacere estetico.
I pittori di Palekh creano miniature su temi storici e contemporanei. Essi, come gli artisti di altri villaggi, sono fortemente ispirati dai lavori dei grandi poeti e autori russi, come Pushkin, Lermontov, Nekrassov, Gorky, Mayakovsky e Bazhov, così come dalle canzoni popolari russe, dalle leggende (Bylinas), dalle opere liriche e dai balletti. Alcune delle opere e dei balletti sono, naturalmente, basati sui lavori degli autori stessi.
Le favole hanno un posto particolare tra i soggetti scelti. Altri temi favoriti sono feroci battaglie, l'onnipresente Troika, scene di caccia, danze popolari e lavori vari dei contadini, come cogliere i funghi e bacche, pescare e passeggiare nella foresta. Molte scatole ritraggono i famosi "Cavalli di Palekh", questi fieri cavalli sono invariabilmente rappresentati mentre si impennano nel loro splendore mitologico, cavalcati da cavalieri con magnifici mantelli od armature.
 
FEDOSKJNO 
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Le immagini più ricorrenti riguardano i paesaggi russi, i fiori, e molto spesso scene di vita popolare riprese da antichissime miniature eseguite su smalto. Nel secolo XIX, per le sue miniature, Fedoskino, prendeva l'ispirazione dai classici quadri russi, oltre che dalle antiche incisioni e dalle pitture popolari; un esempio è "La Mattina nella Foresta": La scena rappresenta un orso ed i suoi cuccioli in una nebbiosa mattina nella foresta; un altro bellissimo esempio è dato da: "Le Cornacchie Stanno Tornando", che raffigura i primi uccelli di primavera che tornano quando la neve è ancora sulla terra e gli alberi appaiono spogli nel loro vestito invernale; ancora un altro soggetto è "Il Matrimonio di Boyard", una stupenda pittura di Makowsky che ora fa parte della collezione di Marjorie Merryweather Post ospitata nel museo di Hillwood a Washington. Questi quadri si trovano tutti nella famosissima galleria  " Tretyakov " a Mosca.
I dipinti di questa scuola sono quasi sempre eseguiti con colori ad olio, e l'utilizzo tipico di basi metalliche ( polvere di oro e d'argento ), di oro in foglia, ed anche di polvere di madreperla.
Gli artisti di Fedoskino dipingono anche scene di villaggi e feste del popolo; questi pittori spesso ritraggono scene di feste folcloristiche e ballerini nei costumi nazionali, nelle tipiche movenze delle antiche danze popolari; uno dei temi preferiti ricorrenti è la troika inclinata da una parte, "La Troika volante", come la chiamava Gogol. Per la pittura di questi soggetti i maestri di Fedoskino sono ispirati da un numero infinito di favole, canzoni e leggende ereditate dal passato. Spesso prima di dipingere una miniatura, parti dello sfondo vengono rivestiti con un foglio d'oro o argento che rimane visibile attraverso gli strati traslucidi del dipinto , dando un inusuale effetto decorativo alla miniatura. Questa tecnica è conosciuta come "pittura traslucida"; grazie a questo metodo, il "caftari" di un cocchiere, o lo scialle colorato ed il sarafan di un allegra ragazza sembrano illuminare e risplendere, una scintilla d'argento traspare da un paesaggio nevoso, il tramonto risplende come oro, e da piccole finestre in lontane capanne risplende una luce.                      
 
KHOLUJ 
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Le miniature di Kholui occupano un posto intermedio tra l'arte di Fedoskino e quello di Palekh. Rappresentano spesso le scene di vita quotidiana con la spontaneità e la fedeltà tipiche di Fedoskino e nello stesso tempo hanno un elemento di fantasia e di squisitezza che è caratteristico del villaggio di Palekh. I maestri di Kholui dipingono miniature in cui l'unità di spazio, tempo e azione, è costante, ma rappresentano pure scene indipendenti, unite in una singola composizione per rappresentare il succedersi nel tempo degli avvenimenti; tutti i loro dipinti su scatole o altri monili, risentono dello spiccato spirito ortodosso e, generalmente, i soggetti, si riferiscono, quasi esclusivamente, alla vita sovietica ed alle sue splendide leggende. La maggior parte delle pitture di Kholui sono intensamente romantiche liriche e molto suggestive; il sentimento dominante in queste opere d'arte sembra essere una profonda e smisurata gioia; gli artisti sembrano voler dire allo spettatore: "Guarda, quanto è bello tutto questo!". Lo smalto nero viene usato come sfondo; pochissime sono le scatole dipinte in smalto rosso, oggi rare e molto pregiate; contrariamente a quelle di Palekh, nelle opere di Kholui le figure hanno proporzioni più realistiche. Molte scatole rappresentano la tranquilla bellezza che circonda il villaggio, ma, come gli artisti degli altri villaggi, i maestri di Kholui scelgono vari soggetti per le loro opere: favole, leggende e temi contemporanei oltre, naturalmente, ai tanto amati poemi e storie dei giganti della letteratura che ogni russo sembra conoscere molto bene fino dall'infanzia.
Gli artisti di Kholui furono i primi a dipingere miniature dedicate alla conquista dello spazio: gli eroi cosmonauti sono rappresentati in scene di favole dove, in sella ai loro cavalli, volano sempre più in alto nel cielo ed oltre nello sconosciuto mondo delle stelle. 
Grande attenzione viene data alla natura e al paesaggio che spesso rappresenta il villaggio di Kholui che si trova lungo le rive del pittoresco fiume Teza, piccolo fiume tipico della Russia centrale; durante la stagione dell'acqua, in primavera, questo fiume allaga un vasto territorio straripando e raggiungendo il bordo del villaggio. Certe volte allaga anche le case e gli studios di pittura. In queste occasioni, tutti usano piccole barche come mezzi di trasporto; queste inondazioni annuali donano un colore particolare al paesaggio primaverile di Kholui, ed i suoi pittori miniaturisti amano dipingere le inondazioni del Teza e scorci del paesaggio, in primavera.
 
MSTERA 
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Le miniature di Mstera sono molto diverse da quelle degli altri villaggi; si differenziano da tutte le altre per i colori chiari e luminosi stesi su fondo nero, ed incorniciati da piccolissimi disegni eseguiti in oro zecchino.
Il villaggio di Mstera si trova al centro della provincia di Wladimir - Luzdal alla confluenza dei fiumi Mstera e klyazma, quest'ultimo un affluente dell'Oka, per secoli i pittori di Mstera produssero icone di qualità straordinaria. Le scene delle miniature Mstera sono terreni alluvionati, campi smisurati, villaggi pittoreschi e lontane foreste blu. Il paesaggio ha un ruolo dominante nelle miniature Mstera.
Non si tratta del singolo motivo paesaggistico, quasi sempre presente nelle opere di Palekh e Kholui, ma di un paesaggio generale luminoso e vasto, noto come "plein-air". Non si tratta neppure di un paesaggio del diciannovesimo-ventesimo secolo che ricorda le classiche pitture russe (come quello che si può trovare nelle miniature di Fedoskino), ma di uno scenario di favola con fiumi azzurri, casupole ornamentali e colline rosa e lilla.
Questo scenario è arrivato alle miniature Mstera come eredità della pittura russa antica. Le figure umane sembrano dissolversi nel paesaggio; normalmente le miniature Mstera sono dipinte solo sul coperchio della scatola; molto raramente la scatola è dipinta anche sui lati, in questo caso il risultato è squisito; quasi sempre la miniatura è incorniciata con un sottile decoro dorato, fatto con colori vegetali; nei pezzi più importanti, per i bordi decorati viene usato l'oro puro.
Entro i limiti delle caratteristiche che contraddistinguono le pitture Mstera, gli artisti producono composizioni su vari temi: favole e canzoni, avvenimenti storici, disegni floreali, battaglie eroiche, versi lirici di innamorati che si incontrano in quei posti dove da generazioni si sono sempre incontrati: al pozzo del villaggio, nella foresta in cerca di funghi o di bacche, nella strada vicino a casa, nelle feste del paese o nelle fiere.
Alcuni tra i più belli esempi di arte Mstera contengono, nei limiti di una singola scatola, scene di battaglie incredibilmente dettagliate, con un numero di uomini e cavalli apparentemente senza fine, complicate composizioni rappresentanti elaborate scene di corte, e, come nella scatola mostrata in questo libro, tutti gli avvenimenti della vita di Ivan il Grande: straordinario, tutto questo nel limite del coperchio di una piccola scatola !
La vita continua tranquilla in questi villaggi: La loro arte contemporanea è strettamente legata al passato; nei colori e nei disegni delle miniature moderne sentiamo l'eco dei grandi pittori antichi, degli "illustratori di libri" e dei pittori di icone.
 
















Sono piccoli capolavori sulle cui superfici sono raffigurati mondi fiabeschi e scene di genere, del periodo che va dal XIX secolo fino alla caduta del muro di Berlino.
L'arte delle lacche russe si sviluppò come derivazione dalla pittura delle icone russe che si concluse con il crollo della Russia imperiale. Durante il periodo sovietico i pittori di icone, che in precedenza si occupavano di lavorare per le chiese ,in un Russia atea, avevano bisogno di guadagnarsi da vivere ,pertanto, si sviluppò un'attività artigianale per produrre scatole e pannelli decorativi di cartapesta.
Sulla base di tale tradizione all'inizio del XX secolo comparvero le miniature a lacca di Fedoskino (Федоскино), Palech (Палех), Mstjora (Мстёра) e Choluj (Холуй) che nell'antichità erano i centri di produzione delle icone.
Fedoskino è il centro più antico e si trova in una regione diversa dagli altri. I colori sono realizzati con tempera a base di uova. Lo stile consente all'artista libertà nell'interpretazione impressionistica, anche se la composizione e i dettagli sono molto realistici con effetti che imitano la madreperla. I soggetti comprendono fiabe, paesaggi, chiese e scene di vita popolare.

Le altre tre scuole aggiungono ai colori a tempera un raffinato lavoro di sovrapposizione di finissime foglie d'oro con soggetti prevalentemente tratti dalle fiabe popolari



a destra
diamo un esempio di quanto sopra esposto
Box 15x10x4
Scuola di Choluj
Anno 2008
artista : pittore Gordeeva N.
fiaba "The Snowmaiden" -La fanciulla
della Neve