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mercoledì 11 giugno 2014

I Fenici e la Sardegna




La città di Nora è stata fondata dai Fenici verosimilmente nell’VIII sec. a.C.. Iscrizioni fenicie e materiale sporadico rinvenuto durante gli scavi e le prospezioni subacquee ci testimoniano la presenza fenicia in questo secolo, anche se i primi resti dell’insediamento abitativo si possono datare a circa un secolo più tardi. Il primo impianto della città fenicia avvenne nella zona dell’attuale Foro romano, con l’appendice di un significativo luogo di culto su un piccolo rilevamento a Sud-Est. La città punica dovette avere una grande importanza e godere di una notevole ricchezza. Gli scavi ottocenteschi della necropoli hanno restituito quaranta tombe a camera (oggi non più visibili per l’erosione marina) contenenti corredi ricchi di ceramica locale ed importata dalla Grecia, nonché di oggetti di ornamento personale in oro. La localizzazione esatta della città punica non è ben conosciuta, a causa del sovrapporsi della successiva città romana, che ha in gran parte demolito le strutture precedenti. Tracce puniche sono state ritrovate sotto il Foro romano, lungo la costa sud-orientale e sulle pendici del colle di Tanit, in particolare su quella occidentale dove è stato scavato un piccolo spazio destinato ad attività produttive.
In epoca romana la città attraversa diverse fasi di sviluppo.
Nei primi due secoli (II-I a.C.) vediamo il nascere di grandi domus, case di rilevante estensione, che caratterizzano l’aspetto della città, e si impianta una zona di culto nella parte più meridionale del promontorio: Sa punta e’ su coloni (la punta dei serpenti), dove già esisteva probabilmente un luogo sacro punico. Poco dopo il 50 a.C. si assiste ad una prima trasformazione con la realizzazione del Foro, ottenuto demolendo gli edifici preesistenti e ricoprendoli con il lastricato; assieme al Foro viene costruito anche il tempio, di cui rimangono solo le fondazioni messe in luce negli ultimi anni. Poco più tardi viene costruito il teatro. Nel corso del II sec. d.C. il tessuto urbano della città viene completamente modificato con la costruzione dei percorsi viari attualmente visibili, ottenuti demolendo e coprendo alcune delle grandi domus. Alla fine del secolo e nel successivo Nora conosce il suo periodo di massimo splendore. Tutto il settore occidentale viene interessato da grandi lavori che vedono la costruzione delle Terme a Mare e l’edificazione di un grande quartiere con botteghe al paino terra ed abitazioni al piano superiore. E’ sempre in questi anni che si pone la fase monumentale delle Terme centrali, ricche di mosaici, e della casa dell’atrio tetrastilo, nella zona meridionale del promontorio. Successivamente, con l’arrivo dei Vandali verso la metà del V sec. d.C., Nora vede una nuova attività edilizia, realizzata stavolta utilizzando materiali di recupero da edifici demoliti o abbandonati. Inizia adesso il declino della città che, in epoca bizantina, dalla metà del VI secolo sino all’abbandono nel corso delPVIII, vede il tessuto urbano disgregarsi lentamente, riducendosi a piccoli nuclei abitativi staccati tra loro e dedicati anche ad attività produttive, come ci indicano le macine, i forni ed i grandi orci del teatro, destinati a contenere grano. Ma anche in questa fase il livello economico degli abitanti continuava a rimanere abbastanza alto. I depositi dei rifiuti della città bizantina ci restituiscono merci provenienti da diverse parti del Mediterraneo, come ceramiche e vini pregiati. Le ultime tracce di vita a Nora si possono datare agli inizi del VIII sec. d.C., quando le scorrerie dei pirati saraceni portarono gli ultimi abitanti a ritirarsi nel più sicuro entroterra .








































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