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martedì 2 febbraio 2016

Saruk la citta e i suoi tappeti


La città di Saruk si trova nella regione centrale dell'Iran a circa 40 km a nord di Sultanabad. La
produzione di  tappeti in questa area, si intensificò notevolmente verso la fine dell'800 grazie alla
consistente domanda per l'esportazione che derivava in quel periodo dalla florida attività della
compagnia Ziegler la cui sede era nella vicina Sultanabad. La solidità della struttura, l'eleganza del
disegno e la gradevolezza dei colori, scelti tra le sfumature più morbide e tenui, hanno fatto dei
Saruk, nel corso del Novecento, una delle qualità di tappeti più esportate in Occidente, in particolar
modo negli Stati Uniti. I Saruk possono presentare diversi schemi decorativi, ma comunque sempre
di tipo floreale. I colori più utilizzati sia per gli esemplari antichi che per quelli contemporanei sono il
rosa, il blu e il beige. Il loro nodo è di tipo asimmetrico e può raggiungere livelli densità piuttosto
elevati. Molto importanti e ricercati sono i cosiddetti Saruk "Americani": si tratta di esemplari





prodotti per il mercato statunitense tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, prevalentemente
di grande formato, decorati con grandi ramages fioriti che erano raccolti a formare un medaglione nel
centro e distribuiti simmetricamente su tutto il campo. Le lane usate erano di alta qualità, spesso
importate dal Regno Unito, mentre il colore più usato era una raffinata tonalità di rosa detto dughi. I
Saruk "Americani" sono oggi tra i tappeti persiani antichi più ricercati e apprezzati.

venerdì 29 gennaio 2016

Consigli per la pulitura domestica dei tappeti.

Tenere puliti i propri tappeti non è solo fondamentale dal punto di vista igienico, ma permette di conservarli meglio nel tempo. Un prolungato ed eccessivo deposito di polvere può infatti compromettere seriamente la struttura e i colori, facilitando anche l'annidamento di dannosissimi parassiti.
Tuttavia ogni intervento di pulizia va eseguito rispettando alcuni accorgimenti, poiché operazioni troppo drastiche, troppo frequenti o errate possono compromettere irrimediabilmente il manufatto.
È sbagliato, ad esempio, appendere i tappeti per poi batterli con un battipanni, in quanto questa operazione, decisamente molto violenta, spezza la lana del vello. Diffusa è inoltre la convinzione che la pulitura con una pezzuola imbevuta di petrolio o ammoniaca possa dare alla superficie del manufatto una particolare lucentezza. In realtà questo errato procedimento con il tempo rende scuri e spenti i colori e il petrolio favorisce il fissaggio sul vello dello sporco grasso, rendendolo poi ineliminabile. Infine nessun tappeto va lavato in lavatrice o affidato con superficialità alla pulitura a secco effettuata da ditte non specializzate.
Un manufatto annodato può essere lavato in casa rispettando alcuni metodi insegnati dalla tradizione, ma se tale procedimento risulta eccessivamente faticoso o se non si possiede lo spazio necessario per effettuarlo, è sempre bene rivolgersi a centri qualificati


Kerman  antico
I "NEMICI" DEL TAPPETO


Oltre alla polvere altri agenti possono macchiare o danneggiare i manufatti annodati. Un terribile nemico è l'umidità, che a lungo andare può "mangiarne" la struttura provocando degli irreparabili buchi. È necessario dunque fare attenzione a non porre sopra i tappeti vasi e piante; se inavvertitamente la loro superficie si bagna bisogna subito tamponare con degli stracci in modo da assorbire con tempestività l'acqua in eccesso e poi farli asciugare bene all'aria aperta, mai però al sole perché la sua azione troppo aggressiva ne smorza e ne sbiadisce le tinte.
Altrettanto dannosa è l'urina degli animali domestici che per la sua composizione macchia irrimediabilmente di giallo gli esemplari. Quando questo succede, è sempre necessario far lavare il tappeto in un centro specializzato, ma nel frattempo bisogna cercare di bagnare la macchia con abbondante acqua, possibilmente immergendo la parte danneggiata in un catino per limitare la concentrazione della sostanza dannosa. Il tappeto va poi posto ad asciugare bene all'aria aperta. Si può procedere in modo analogo se la macchia è stata causata da bibite o altre sostanze zuccherate.
Non bisogna mai usare sul vello prodotti smacchianti; quando il tappeto è imbrattato di sostanze unte si deve ricorrere al borotalco oppure alla saponaria in polvere. Anche in questo caso è però necessario far lavare il manufatto presso un centro specializzato.
Infine le antiestetiche macchie di fango si rimuovono facilmente con colpi di spazzola dopo averle fatte seccare accuratamente.

  1. SHIRAZ
Non è impossibile effettuare in casa il lavaggio di un tappeto seguendo metodi insegnati dalla tradizione che non solo garantiscono una buona riuscita dell'operazione, ma soprattutto salvaguardano l'esemplare.
Un manufatto accuratamente lavato acquisterà colori più luminosi, che faranno risaltare meglio i suoi disegni e inoltre si preserverà nel tempo, poiché un deposito eccessivo di sporco ne compromette le fibre e rende secca la lana, togliendole la lanolina.
Innanzi tutto il tappeto va girato al rovescio e, dopo averlo appoggiato al pavimento, lo si deve battere accuratamente, ma delicatamente, con un battipanni per far uscire la polvere e la sporcizia trattenute dal filato. Si passa poi un aspirapolvere su entrambe le parti.
Se sull'esemplare vi sono delle parti usurate o da restaurare, prima di procedere al lavaggio vero e proprio si avrà cura di ricoprirle con pezze di stoffa cucite a punti larghi sia al dritto che al rovescio per evitare di danneggiarle ulteriormente.
Fatta questa operazione, il tappeto è pronto per essere immerso in una vasca d'acqua che dovrà impregnare alla perfezione ogni parte del vello .Per sgrassare e pulire si deve utilizzare una soluzione cremosa a base di sapone non ionico evitando invece ogni altro tipo di prodotto che potrebbe danneggiare colori e fibre. Il manufatto deve essere lasciato in ammollo in questa soluzione per tre-quattro ore; trascorso questo tempo, si passa una scopa di saggina sia sul diritto sia sul rovescio, in modo da rimuovere con una certa energia ogni tipo di sporco. In tal modo il lavaggio è terminato e si deve passare alla fase di risciacquo e di asciugatura.
Dopo aver svuotato la vasca, l'esemplare va passato su entrambi i lati con uno spazzolone a rulli per eliminare il più possibile ogni residuo di sapone; lo si risciacqua poi abbondantemente e ripetutamente, strizzandolo ogni volta con il medesimo spazzolone.
Nell'ultimo risciacquo si aggiunge una piccola quantità di ammoniaca, dal potere fortemente sgrassante, che dovrà penetrare bene fra le fibre attraverso lo sfregamento con una scopa di saggina.
Per l'asciugatura va infine posto all'ombra ben teso in una zona ventilata . Non bisogna mai appenderlo perché il tappeto, impregnato d'acqua, è pesante e le fibre della struttura tendono a deformarsi.



venerdì 18 dicembre 2015

Località e nomi dei tappeti persiani :TABRIZ

Principali citta dell'Iran

La città di Tabriz è una delle città più famose dell'Iran . Nella città sono di particolare importanza alcune moschee che da secoli sono pure importanti centri scentifici. Ne citiamo alcune :  MASJEDE KABUD  (la moschea turchina dal colore  della sua cupola e dalle piastrelle  della sua facciata)  MASJEDE   JAME (la moschea del Venerdi )  e la  MASJEDE ALISHA (la moschea  Alisha)

La citta di Tabriz  è stata ed è il centro di produzione di tappeti che portano quindi il suo nome. Alcuni sono  vere opere d'arte.Un titolo frequente disponibile sui tappeti Tabriz è il Raj.Questo è definito dal numero di  nodi su una larghezza di circa 7 cm. Cioè più alto è il numero RAJ ,  più fine e più denso è fatto il tappeto persiano.40 Raj significa circa 400.000 /500.000 nodi per metro quadrato,60 Raj circa 600-800.000 nodi, e cosi via,
 I più esclusivi tappeti Tabriz hanno 90 Raj con oltre 1.200.000 nodi per metro quadrato. Un Tabriz è costituito da un medaglione centrale circondato da salici piangenti,cipressi e con arabeschi prevalentemente in ruggine e pastello.Un altro motivo molto popolare sono le quattro stagioni, che descrivono la vita dei contadini.
 Tabriz 70 Raj Dimensioni cm 252x 356
particolari del tappeto sopra esposto
Per semplice curiosità diamo il prezzo del tappeto €42.089,00 ( sopra esposto )


palmette  stilizzate in centro ,cipressi e con arabeschi prevalentemente in ruggine e pastello.

venerdì 4 dicembre 2015

Il tappeto annodato a mano. I nodi


Il tappeto "annodato a mano" presenta un vello più o meno alto creato dai nodi che vengono fatti a mano sulle catene verticali dell'ordito, ogni fila di nodi è poi resa compatta e aderente alle precedenti dal passaggio orizzontale di uno o più fili di trama. L'ordito e la trama formano la struttura del tappeto (o "fondazioni"), possono essere in pura lana vergine, cotone e raramente in seta. Il vello è solitamente in pura lana vergine e a volte in seta. Può avere dettagli in seta (tocchi di seta , "gol abrishami) o cotone. Il numero di nodi è solitamente calcolato per metro quadrato e indica la densità e la finezza dell'annodatura. Più il nodo è fitto e più è fine. Un maestro annodatore diTabriz può annodare fino a 14.000 nodi in 12 ore di lavoro, che corrispondono all'altezza di circa cm. 2 in un tappeto di media larghezza.
Nella sola manifattura di Tabriz la densità dell'annodatura (numero di nodi) è calcolata per 7 centimetri lineari sulla larghezza del tappeto, e si esprime in 
"raji". Ad esempio 30 raji indica che vi sono 30 nodi in 7 centimetri lineari. Si parte da 20/30 raji per un annodato commerciale e si arriva a 80 raji per un pezzo molto fine in misto-seta.
Nella manifattura di 
Nain la finezza dell'annodatura si esprime in "la", ovvero il numero di fili che forma una catena dell'ordito. Più l'ordito è sottile più fine e fitto sarà il nodo. Si va da 9 a 6 e teoricamente a 4 fili di cotone o seta ricardati insieme (noh-la, shis-la, char-la)
Bisogna ricordare che la densità di annodatura non è l'unico elemento che rende prezioso un tappeto. Vi sono infatti tappeti molto ricercati e famosi che presentano un nodo grosso, come gli Heriz. L'elemento principe di un buon tappeto è la qualità della lana del vello. Essa deve avere fibra lunga, essere adeguatamente sgrassata in acqua corrente per non attirare poi le tarme e per poter assorbire bene la tintura vegetale. Deve esssre opportunamente filata e ricardata a mano. Questi trattamenti sono molto lunghi e costosi, e danno un risultato assai diverso dalla lavorazione industriale. Solo con un materiale di pregio un annodatore confezionerà un tappeto di pregio, con bellezza di disegno, colori e maestria tecnica. Questo tipo di prodotto merita di essere costoso.
                                                                 Particolare di tappeto :  Isfahan


Retro del tappeto
Impianto del tappeto: in basso nella parte centrale la firma  dell'artista che lo  ha realizzato


Gli Isfahan sono annodati nell'omonima città, nella Persia sud-occidentale. Oggi sono considerati i più pregiati tra tutti itappeti persiani. Sono caratterizzati da un'elevatissima densità di nodi, disegni ricchissimi di dettagli e materie prime di  alta qualità. I tappeti di Isfahan sono considerate vere opere d'arte. 

mercoledì 2 dicembre 2015

Il tappeto d' antiquariato

Il tappeto d'antiquariato
Il  tappeto è il manufatto   che più di ogni altro  oggetto ci permette di leggere in esso la storia la geografia  i costumi  dell'uomo.
Fabbricato nelle tende di popolazioni nomadi,in piccoli laboratori cittadini,o in grandi manifatture di corte, il tappeto ha sempre svolto un ruolo di primaria importanza nello sviluppo della vita e dell'arte.
Mentre per l'occidente il tappeto è un  oggetto d'arredamento da esporre o da nascondere sotto i mobili, in Oriente ,è stato ed è l'arredo più importante,se non l'unico
della casa o della tenda; arredo su cui non solo camminare o sedersi, ma anche mangiare,pregare e vivere.
Il suo utilizzo ha una funzione pratica nella vita dell'uomo.
Per sua stessa natura (lana, seta, cotone con cui viene  fabbricato) e per il suo continuo calpestio,il tappeto è destinato a consumarsi,quindi  ad avere una vita breve.
Ecco le grandi difficoltà di reperimento di quegli esemplari che possiamo definire tappeti d' antiquariato, realizzati fino al 1920.
Vengono definiti antichi, quelli prodotti prima dell'introduzione delle tinture artificiali  1860-1870, e semi antichi o vecchi gli esemplari  eseguiti  da quella data  ai primi del novecento.
Il tappeto d'antiquariato è dunque un articolo particolare, riservato a un mercato tutto sommato ristretto.
Chi si vorrà avvicinare al tappeto d'antiquariato dovrà documentarsi e soprattutto sforzarsi  di allenare il proprio occhio frequentando musei,gallerie, nonché case d'aste serie.
E' fondamentale imparare ad orientarsi all'interno della  vasta geografia  del  tappeto d'antiquariato ,considerando  non solo le qualità artistiche,cioè i colori,i disegni e i motivi decorativi,ma anche  le qualità tecniche come la materia,la compattezza e la raffinatezza dell'esecuzione.
 Il valore di un tappeto è dato in particolar modo  dal buon stato di conservazione.


I prossimi argomenti saranno:   l'esame, la tecnica di lavorazione, i nodi il disegno e lo stile non che  la geografia del tappeto d'oriente.

venerdì 30 ottobre 2015

Nostos -VIAGGIO A SEMINARA 1784-di Domenico Maria Managò

Domenico Maria Managò ci offre un appassionato e affascinante romanzo storico, che trova il suo centro nella cittadina di Seminara (Calabria)sul finire
del 1700. Una Seminara-all'indomani del disastroso sisma del 1783 che ha spaccato il paese e l'anima stessa delle case-dove la gente tenta il recupero e il ripristino del quotidiano vivere. E' in questa lacerata circostanza che giunge,da Napoli, il giureconsulto Alfonso Maria Campomarino,protagonista del libro.
Egli annota sul suo quaderno le cose che vede e gli incontri che ha.
Da li si originano pagine che propongono ampia e dettagliata documentazione sociale,economica,culturale,e altre legate a vicende personali di Alfonso che segnano,e per sempre,la formazione successiva di lui.
Numerosi sono i personaggi che determinano la vita del giovane e scandiscono le fasi di una sorta di Bildungsroman :accanto alla storica nobile famiglia dei Grimaldi seminaresi (ma di ceppo ligure),ecco apparire un mugolo di
"verosimili"comparse e, poi, le figure centrali di Angela (una iniziazione all'amore),di Adalgisa (l'amore nella sua pienezza), di Ciriaco Munafò ( il riflesso umile e schietto dell'io di Alfonso).
Il viaggio è un nòstos,un ritorno,certo di sapore omerico,che vive,anche per vie sotterranee e misteriose,del richiamo verso le origini,verso una sconvolgente presa di identità
C'è però, un'altro viaggio,quello che l'autore conduce all'interno del linguaggio,della  scrittura:un percorso in cui si incontra una fine retorica e un effluvio spontaneo,dove si ritrovano forti approcci di realismo e abbandoni ad avvenenti imagerie,sapienti scavi compiuti nei recessi più profondi dell'animo e l'alacre,fertile visitazione del Sacro.
E' una lingua che, pur quando sembra indulgere a ridondanze e lentezze,tende a rispecchiare,con fedeltà strenua la forma mentis di un popolo,la sua identificativa forma espressiva.
Proprio per questo l'avventura di Alfonso incede in piena osmosi con quella della terra nella quale la stessa avventura si snoda, così da trasfondere  una comunità umana e un luogo nella storia di un'anima.
Antonio Panizzi.

L'autore Domenico Maria Managò (Seminara 1948) vive da oltre trent'anni nell'estremo ponente ligure, è editore collaboratore di riviste di cultura,autore di testi teatrali,musicista.
TSG EDIZIONI-Taggia (IM) Via del Piano 108/c  tel 0184 46 10 48

mercoledì 14 ottobre 2015

Una gita sul Mincio


Il Mincio esce dal Lago di Garda presso Peschiera e prende a scorrere prima tra le colline moreniche del Garda fino a Valeggio sul Mincio poi nella pianura padana con un certo dislivello,bagnando lungo il suo corso inferiore la citta di Mantova.







Mantova
 
A sud della città entra nel Po come affluente di sinistra presso Governolo, dove è regolato da alcune dighe per consentire la  navigazione.



Il fiume è quindi navigabile con imbarcazioni piccole dal Lago di Garda ai laghi di Mantova e da questi all’immissione nel Po anche con imbarcazioni pesanti, che offrono la possibilità di gite per un osservazione fotografica della fauna ornitologica presente.