auto antiche e moderne

lunedì 5 dicembre 2016

Fotografiamo la musica

Testo  tratto da  La  STAMPA   Opinioni” _ foto elioarte.  





Continuando a parlare della fotografia considerata nelle sue numerose accezioni oggi voglio avvicinare per la prima volta il connubio fotografia-musica.

In linea generale l’immagine proiettata su uno schermo si potrebbe dire nasca naturalmente e si sviluppi con il supporto di un commento musicale. La relazione tra immagine e musica è parte dell’immaginario collettivo.

L’immagine proiettata è, nella maggior parte dei casi, un filmato su pellicola o un video digitale, ma spessissimo anche la fotografia finisce su uno schermo supportata da un commento musicale.

Le relazioni tra le due arti certo non si fermano qui. Lo stesso mondo della musica viene documentato non solo da normali foto di reporter musicali, ma da fotografi di scena che in tempi più remoti fanno la loro comparsa nei teatri d’opera per poi trovarsi, dalla seconda metà del XX secolo, sui palchi dei concerti rock e pop.


lunedì 21 novembre 2016

Cascate di Lillaz



Ghiacci

Scendesti dai ghiacci,muraglie di perle,

lasciasti le tende del cielo,

le mani aperte sui  fuochi degli uomini .

Cercavi morte e rinascita.

Perduta nel sogno trovasti un sentiero

teso sul tumulto dell’acque.

L’abisso ti avvinghio e giacesti

a capo riverso,posato

su grappoli di stelle.

Allora il ghiaccio ti fasciò

con la dolcezza dell’arcobaleno

E ti fece sua regina.
                              
    A Maria Cristina *1967 / 2001




domenica 20 novembre 2016

Val d'Aosta L'eramo di San Grato .





L'eramo di San Grato  sopra al villaggio di Péroulaz, nel comune di Charvensod.,è una bianca cappella circondata dai prati sul limitare del bosco a 1772 m di quota.






Questo è l’eremo di San Grato, vescovo e patrono della diocesi di Aosta, vissuto nel V secolo d.C.





venerdì 14 ottobre 2016

halloween 2016 in Italia


http://elioarte.blogspot.it/2013/10/halloween-milano.html

Le origini della festa di Halloween sono molto antiche e risalgono ad un passato remoto, tanto che possiamo trovarne traccia già in alcune feste romane quale il culto dei morti chiamato "Parentalia". Tuttavia, è assai più probabile che la festa di Halloween trovi origine nella ricorrenza celtica di Samhain, che in irlandese antico significa "fine dell'estate". 
Tra le tante storie che hanno reso famoso Hallowen, bisogna sicuramente ricordare la leggenda irlandese di Jack-o'-lantern. Secondo tale leggenda, Jack era un fabbro avaro e ubriacone, ma anche estremamente astuto, che un bel giorno incontrò ildiavolo. Jack era talmente ubriaco che ci mancò poco che la sua anima cadesse preda del demonio, ma grazie alla sua astuzia, l'irlandese riuscì a posticipare la sua sorte per qualche tempo: imbastì un tranello così astuto che neanche il diavolo riuscì a prevedere quanto stava per accadere. 
Jack doveva dei soldi ai concittadini del suo villaggio, così propose al diavolo di assumere le sembianze di una moneta d'argento, che egli avrebbe reso ai legittimi proprietari, ma solo il tempo necessario perché il diavolo riassumesse le sue sembianze e sparisse, lasciando i concittadini a litigare tra di loro. 
Allettato dall'idea di creare tanto scompiglio, il diavolo accettò e si mutò in una moneta d'argento. Ma quando Jack raccolse la moneta e se la portò al taschino, il diavolo si ritrovò al fianco di una croce che ne bloccò i poteri e Jack riuscì a strappargli la promessa che non avrebbe mai più preteso la sua anima, in cambio della libertà. Il demonio accettò e, una volta liberato, sparì per sempre. 
Negli anni a venire, forte della tregua che aveva stipulato con il demonio, il fabbro irlandese commise ogni genere di peccato e quando morì la sua anima era così dannata da non poter essere accettata in paradiso. Si presentò allora all'inferno, dove il diavolo lo scacciò, ricordandogli l'antico patto suggellato anni prima. Quando Jack e si lamentò del freddo che sentiva, il diavolo gli tirò dietro un tizzone ardente di fuoco eterno. Il fabbro lo infilò in una zucca e da allora cominciò a girare senza tregua alla ricerca di un posto dove poter riposare.


Come già detto più volte, la festa di Halloween è, oggi, una delle ricorrenze più famose al mondo grazie al cinema e al successo di numerosi film dell'orrore. È per questo motivo che le usanze di questa festa tipicamente anglosassone si sono diffuse in paesi lontani e differenti tra di loro, fra cui ricordiamo la nostra Italia .




venerdì 7 ottobre 2016

La raccolta delle alghe Le alghe e le loro proprietà.

La raccolta delle alghe in Cile e principalmente nell'isola di Kiloè viene indirizzata in modo del tutto speciale al   mercato giapponese
I giapponesi si alimentano principalmente di frutta, verdura, alghe, pesce, riso, pasta di soia e bevono buone quantità di tè verde, bevanda ricca di antiossidanti e vitamina C. La presenza di tutti questi cibi fa in modo che questa alimentazione sia ricca di fitoestrogeni, antiossidanti ed omega 3.
A proposito delle alghe, la più nota di quelle giapponesi è la Wakame, che proviene dal Giappone, dalla Cina e dalla Corea, coltivata in ambienti privi di pesticidi, nelle grandi foreste di alghe brune.
L’alga Wakame viene servita in molti piatti giapponesi, nei primi o nel tè, ed è apprezzata per il suo gusto agrodolce. È una ricca fonte di nutrienti grazie al suo contenuto di proteine, calcio ed antiossidanti. Secondo alcuni studi sembra che questa abbia proprietà antinfiammatorie, anticancerogene ed antigozzo.
                                                                raccolta delle alghe.nell'isola di Kiloè


Esistono molti tipi di alghe, suddivise in oltre 25 mila specie.Ve ne sono di microscopiche (come la spirulina), di  giganti (possono raggiungere centinaia di metri di lunghezza) e di dimensioni intermedie.



Possono essere di colorazione diversa (verde, giallo, rosso, rosso-violaceo, azzurro, blu, bruno), come diversificato è anche il loro habitat.




Alcune specie vivono fissate agli scogli, altre ai fondali rocciosi, altre galleggiano libere a diverse profondità.




Le alghe verdi vivono in superficie, le rosse nelle acque profonde, le brune a una profondità intermedia.



Confrontate con le piante eduli terrestri, le alghe pur con notevoli differenze tra i diversi gruppi sistematici, appaiono sensibilmente più ricche di proteine (dal 5,6 per cento delle hiziki al 35 per cento delle spiruline), di carboidrati (dal 29,8 per cento delle hiziki al 51,9 per cento delle kombu) e soprattutto di sali minerali e di oligoelementi, in particolare iodio (presente in quantità da 100 a 1000 volte superiore rispetto a quella degli ortaggi), ferro e calcio (da 2 a 30 volte).




Notevole è anche il patrimonio vitaminico. Oltre al discreto contenuto di vitamina B1, B2 e C, le alghe costituiscono una preziosa fonte della rarissima B12, pressoché assente nei vegetali di terra ferma..
In un ricettario, dedicato alla valorizzazione dei principi nutrizionali di ciascuna alga, Alice Savorelli,  insegna a cucinare e utilizzare le più comuni alghe: arame, dulse, hijiki, kombu, nori, wakame e agar-agar.
Questi concentrati di vitamine, sali minerali, oligoelementi sono degli ottimi integratori alimentari da aggiungere alle proprie pietanze. 

giovedì 6 ottobre 2016

Tappeti Caucasici Shirvan



Tappeti Caucasici


Shirvan
Provenienza: villaggio di Shirvan situato in prossimità della riva sud-occidentale del Caspio e del distretto omonimo compreso nella zona meridionale dell'Azerbaigian. Lavorazione: la trama e l'ordito sono in lana negli esemplari antichi, in lana o in cotone in quelli annodati tra il 1850 e il 1920 e totalmente in cotone nella produzione moderna. Il vello è sempre in lana dal taglio raso. Alcuni esemplari della fine del XVIII secolo e degli inizi del XIX hanno il vello piuttosto alto. Il nodo è del tipo turkibaft con una densità compresa fra 1500 e 3000 nodi per decimetro quadrato. La produzione moderna ha generalmente un numero di nodi superiore rispetto agli esemplari vecchi ed antichi.
Sono sempre esemplari molto morbidi al tatto.





Gli Shirvan sono annodati in varie misure; i formati più frequenti sono quelli piccoli od allungati.
Descrizione: Come altre provenienze caucasiche, anche gli Shirvan presentano una decorazione molto varia. Bisogna tenere presente che queste regioni furono sottoposte a varie invasioni causa prima dell'eterogeneità dei motivi usati nella decorazione di questi tappeti.
Nell'epoca Safawide (XVI secolo) l'artigianato del tappeto in questa regione era fiorente.
Comprensibile quindi l'influenza dei motivi persiani, come il Kharshaing o disegno "a granchio", nella decorazione degli Shirvan. Si tratta di un motivo di netta origine floreale, anche se nei tappeti Shirvan risulta alquanto schematico, che risale probabilmente all'epoca di Shah Abbas (1587-1629).
Il motivo karshiang è composto da un insieme di grandi fiori che nella loro forma ricordano appunto un granchio. I fiori sono allineati ed alternati in dimensioni differenti, fino a coprire tutto il campo del tappeto.
La decorazione di questo tipo di Shirvan è spesso completata da una bordura di orgine caucasica e nota come "bordura cufica" per la somiglianza con i caratteri di quella scrittura.
 Un altro motivo ricorrente negli Shirvan è costituito da un campo decorato da fiori stilizzati e figure animali; al centro del campo si nota un allineamento di rombi decorati con rosette, stelle ad otto punte, e vari motivi geometrici; il bordo presenta sovente il motivo a foglie dentate.
Questo tipo di lavorazione è frequente soprattutto nei formati allungati.
Gli Shirvan di piccole dimensioni sono sia del tipo orientato a preghiera, sia del tipo normale. In tutti e due i casi la decorazione è costituita per lo più da un disegno composto da minuti rombi e tulipani stilizzati o dal motivo boteh.

I colori degli Shirvan sono molto vari: di solito il campo è sobrio, spesso blu notte, mentre i motivi sono assai vivaci; nelle bordure predomina il bianco. Non è sempre possibile distinguere la provenienza di certi esemplari, considerati del luogo, da quelli tessuti nell'area del Daghestan o di Kuba, a causa delle numerose relazioni intrattenute dalle popolazioni che risiedono in queste zone.





Kuba è un’importante città caucasica dell’Azerbaigian, I modelli decorativi che ancora oggi compaiono su molti tappeti di Kuba sono legati ai disegni floreali di epoca classica e sono tra i più complessi ed elaborati tra quelli che vengono realizzati in territorio caucasico.
Il tipo decorativo adottato è il disegno a fondo bianco dove il campo, bianco o avorio, è ornato da regolari filari di motivi geometrici complessi. Vi si alternano losanghe dal profilo dentellato di colore rosso, disegni a omega e medaglioni stellari, con altri motivi più piccoli a decorare il campo.
 Il bordo è formato da una serie di losanghe policrome.

Kuba Alpan

 Kuba Alpan o antico Shirvan  è un tapetto di provenienza dal  villaggio di Shirvan situato in prossimità della riva sud-occidentale del Caspio e del distretto omonimo compreso nella zona meridionale dell'Azerbaigian. Lavorazione: la trama e l'ordito sono in lana negli esemplari antichi, in lana o in cotone in quelli annodati tra il 1850 e il 1920 e totalmente in cotone nella produzione moderna. Il vello è sempre in lana dal taglio raso. Alcuni esemplari della fine del XVIII secolo e degli inizi del XIX hanno il vello piuttosto alto. Il nodo è del tipo turkibaft con una densità compresa fra 1500 e 3000 nodi per decimetro quadrato. La produzione moderna ha generalmente un numero di nodi superiore rispetto agli esemplari vecchi ed antichi. Sono sempre esemplari molto morbidi al tatto.

mercoledì 5 ottobre 2016

Hans Hoffmann pittore

Una quarantina di anni dopo la morte di Albrecht Dürer nel 1528, un rinnovato interesse per la sua arte condusse in area germanica al "Rinascimento düreriano", che si sviluppò a partire da Norimberga, la città dove Dürer lavorò per la maggior parte della sua vita, e fiorì a Praga alla corte di Rodolfo II.
 Hans Hoffmann era rappresentante di spicco di questo movimento; pittore e disegnatore di ritratti e di soggetti religiosi, è ricordato, tuttavia, soprattutto per i suoi studi di piante e animali "alla Dürer".





Hans Hofmann Pittore  rinascimentale  tedesco nato a Norimberga1530  morto a Praga  1591 o il 1592
luogo di Lavoro a Norimberga (1576-1584 ; Praga 1585-1591
famoso per le sue copie delle opere di Albrecht  Durer
Hans Hoffmann (c. 1530 in Nuremberg – 1591/92 in Prague) was a German painter and draftsman. A leading representative of the Dürer Renaissance, he specialised in watercolor and gouache nature studies, many of them copied from or based on Dürer's work. By 1576 he was living in Nuremberg, where he was mentioned in the records of the town-council meet...
[Biography - Hans Hoffmann - 2Ko]
Hans Hoffmann (Nuremberg 1530 - Prague 1591 ou 1592) est un peintre allemand. Il fut actif à Nuremberg et à Prague, où il fut attaché au service de Rodolphe II à partir de 1585. Il se fit connaître par ses portraits et surtout ses dessins d'animaux, dans lesquels, à l'exemple de Dürer, il mêle acuité de l'observation et sens poétique . Sur les autr...
[Biography - Hans Hoffmann - 1Ko]
Hans Hoffmann (auch Hofmann, * um 1530 in Nürnberg † 1591/2 in Prag) war ein deutscher Maler und Zeichner des Manierismus. Es wird vermutet, dass Hoffmann eine Zeit lang in den Niederlanden gelernt und gearbeitet hat. 1576 ist er in Nürnberg nachweisbar, wo er schnell durch seine Kopien von Werken Albrecht Dürers berühmt wurde. Die Kopien sind so t...
[Biography - Hans Hoffmann - 2Ko]
Ганс Гофман (нем. Hans Hoffmann, 1530, Нюрнберг — 1591 или 1592, Прага) — немецкий живописец и график, представитель немецкого Ренессанса. Вероятно, учился живописи в Нидерландах . В 1576 году упоминался в записях собраний городского совета Нюрнберга как гражданин города, художник Ганс Гофман. Был известен своими копиями работ художника Альбрехта Д...








Hans Hoffmann, Lepre nella foresta, 1585, olio



Poco si sa della formazione di Hoffmann.natp il1530 
 Probabilmente ha visitato i Paesi Bassi prima di stabilirsi a Norimberga, dove è nuovamente nel 1576. Ha dedicato parte della sua opera ad una intensa attività di copia delle opere di Dürer. Ha utilizzato l'acquerello nell'esecuzione dei suoi studi di natura, copiati o ispirati dalle opere del maestro. Tra le sue opere troviamo copie e versioni diverse tratte da un unico disegno, da lui firmate con il monogramma suo proprio o con quello Dürer Quando la venerazione dell'arte del tardo Albrecht Dürer portò a una raffica di attività di copia dei suoi dipinti, disegni e stampe alla fine del 1500, Hans Hoffmann fu il principale rappresentante del "Rinascimento di Dürer". Le imitazioni di Hoffmann erano così ammirate che un biografo lo descrisse come "un pittore diligente ... che copiò Albrecht Dürer così assiduamente che molte delle sue opere furono vendute come originali di Dürer". Poco si sa della formazione di Hoffmann. Probabilmente visitò i Paesi Bassi prima di stabilirsi a Norimberga, dove è menzionato per la prima volta nel 1576. Si specializzò in studi sulla natura dell'acquerello e del bodycolor, molti dei quali copiati o ispirati dalle opere di Dürer in una collezione privata di Norimberga. Gli studi sulla natura di Hoffmann gli hanno valso la considerazione come uno dei primi pittori di nature morte della Germania. Fece spesso diverse copie e diverse versioni di un unico disegno, firmandone una con il proprio monogramma e un'altra con Dürer. Nel 1584 si trasferì a Monaco per lavorare per il duca Guglielmo V di Baviera. Nel 1585 l'imperatore Rodolfo II lo nominò pittore di corte e si trasferì a Praga, sede della corte imperiale. I suoi dipinti ad olio, di cui pochi sopravvivono, sembrano aver compreso principalmente soggetti religiosi e ritratti. .






olio su tela cm 60 x 35 attribuito a Hansas Hoffman di proprietà Galleria Elioarte

cornice d'epoca

È considerato come uno dei primi artisti ad essersi occupato dello studio dal vero della natura e della natura morta in particolare. Nel 1584 si trasferì a Monaco per lavorare presso il duca Guglielmo V di Baviera, mentre nel 1585 l'imperatore Rodolfo II lo nominò pittore di corte e conseguentemente si trasferì a Praga, sede della corte imperiale, dove, probabilmente, collaborò al Bestiario rudolfino 
. I suoi dipinti ad olio, di cui solo pochi ci sono rimasti, erano prevalentemente soggetti a tema rel
igioso e ritratti.