auto antiche e moderne

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martedì 25 aprile 2017

Tashkand o Tashkent -Uzbekistan

Il nome della città è mutato più volte: sotto la dominazione cinese della dinastia  Han era chiamata Beitan. Più tardi cambiò il nome in ChacKaland,che divenne poi Tashkaland quindi Tashkent. Questa città ha 2200 anni di storia.Capitale dell' Uzbekistan conta 2.142.700 abitanti.Conserva  moltissimi monumenti: moschee,mausolei,e minareti  che   hanno una grande importanza storica.







  La piazza Khast Imam centro religioso di Tashkent.
Qui  c'è una grande biblioteca dove si trova il Corano più antico e famoso del secolo VIII°. Corano di Califa Osman,scritto su pelle di cervo                                

La Madrasa Barak Khan
La sua facciata era concepita come una nicchia- Kolab-kori, decorata con mattoni scolpiti e mosaici vari.


La cupola del mausoleo dedicato a Kaffal Shashi, questi fu il primo Imam, predicatore dell' Islam a Tashkent, nacque nel 10° secolo. 

Una nota particolare nella presentazioni delle immagini di Tashkent è che attraverso la sua storia a scacchi, questa città ha dovuto di volta in volta ricostruirsi da zero. Il più recente è stato alle 5,23 del 26 aprile 1966 quando un terremoto 5,1 della scala Richter ha distrutto l'80 % di essa, oltre la metà della città vecchia,300.000. senza tetto, mentre  oltre 200 i morti sopratutto donne. La rinascita da questo terribile momento è stata immortalata nel monumento che vede un cubo su cui posa una coppia in stile arte sovietica.,


 Oggi Tashkent si presenta ai visitatori come una città moderna e molto occidentalizzata con le sue ampie vie piene di traffico  i suoi grattacieli , il suo Teatro dell' Opera, la sua TV,  i suoi  hotel.





The Taskhent Television Tower  365 metri di altezza la più alta torre dell'Asia Centrale









mercoledì 6 luglio 2016

ALCUNE FOTO RICORDO





Tutti i diritti sono riservati   Duplicazione vietata , vietata copia riproduzione e presentazione pubblica.

venerdì 30 ottobre 2015

Nostos -VIAGGIO A SEMINARA 1784-di Domenico Maria Managò

Domenico Maria Managò ci offre un appassionato e affascinante romanzo storico, che trova il suo centro nella cittadina di Seminara (Calabria)sul finire
del 1700. Una Seminara-all'indomani del disastroso sisma del 1783 che ha spaccato il paese e l'anima stessa delle case-dove la gente tenta il recupero e il ripristino del quotidiano vivere. E' in questa lacerata circostanza che giunge,da Napoli, il giureconsulto Alfonso Maria Campomarino,protagonista del libro.
Egli annota sul suo quaderno le cose che vede e gli incontri che ha.
Da li si originano pagine che propongono ampia e dettagliata documentazione sociale,economica,culturale,e altre legate a vicende personali di Alfonso che segnano,e per sempre,la formazione successiva di lui.
Numerosi sono i personaggi che determinano la vita del giovane e scandiscono le fasi di una sorta di Bildungsroman :accanto alla storica nobile famiglia dei Grimaldi seminaresi (ma di ceppo ligure),ecco apparire un mugolo di
"verosimili"comparse e, poi, le figure centrali di Angela (una iniziazione all'amore),di Adalgisa (l'amore nella sua pienezza), di Ciriaco Munafò ( il riflesso umile e schietto dell'io di Alfonso).
Il viaggio è un nòstos,un ritorno,certo di sapore omerico,che vive,anche per vie sotterranee e misteriose,del richiamo verso le origini,verso una sconvolgente presa di identità
C'è però, un'altro viaggio,quello che l'autore conduce all'interno del linguaggio,della  scrittura:un percorso in cui si incontra una fine retorica e un effluvio spontaneo,dove si ritrovano forti approcci di realismo e abbandoni ad avvenenti imagerie,sapienti scavi compiuti nei recessi più profondi dell'animo e l'alacre,fertile visitazione del Sacro.
E' una lingua che, pur quando sembra indulgere a ridondanze e lentezze,tende a rispecchiare,con fedeltà strenua la forma mentis di un popolo,la sua identificativa forma espressiva.
Proprio per questo l'avventura di Alfonso incede in piena osmosi con quella della terra nella quale la stessa avventura si snoda, così da trasfondere  una comunità umana e un luogo nella storia di un'anima.
Antonio Panizzi.

L'autore Domenico Maria Managò (Seminara 1948) vive da oltre trent'anni nell'estremo ponente ligure, è editore collaboratore di riviste di cultura,autore di testi teatrali,musicista.
TSG EDIZIONI-Taggia (IM) Via del Piano 108/c  tel 0184 46 10 48

sabato 22 agosto 2015

La Sicilia vista da Scilla e le piu belle vedute della Calabria.

Foto ed elaborazione elioarte 2015)

 Le più belle vedute della Calabria foto elioarte 2015



Palmi (foto della cittadina di Palmi vista dal Monte S. Elia)
                                                               Ulivi centenari a Seminara                      

foto elioarte Calabria 2015

mercoledì 25 marzo 2015

AUSTRALIA TASMANIA LAUNCESTON



Questo splendido pezzo di natura selvaggia,  è  a soli 15 minuti a piedi da Launceston City . Qui  scorre il  Tamar River  formato  dalla fusione  del Esk River North e  del South Esk River.

La prima visita registrata in questa zona è stata fatta da colono William Collins nel 1804 che esplorando il porto, dalla nave "Lady Nelson",  fu particolarmente colpito dalla South Esk, il fiume più lungo della Tasmania, dalla sua cataratta e scrisse : "avvicinandomi all'ingresso ho osservato una grande caduta di acqua sulle rocce, quasi un quarto di miglio di un canalone retto tra le rocce perpendicolari alte circa 150 metri.”



Più in alto poi, , a Duck Reach,  è  stata costruita  una centrale elettrica a turbina, ufficialmente attivata  il 10 dicembre 1895,  cosi chè  Launceston ha avuto l'onore di essere la prima città a sud dell'Equatore a essere illuminata da energia elettrica, generata dalla forza dell'acqua.

martedì 14 ottobre 2014

Armenia Yerevan o Erevan :la capitale







Yerevan o Erevan è la capitale dell'Armenia ed è la città la più popolosa con i suoi 1.127.300 abitanti (Censimento del 2012). Si trova ad una altitudine di 998 m s.l.m. e ha una superficie di 300 km².









É una città dal doppio carattere in cui convivono tratti europei e caucasici, in certi momenti sembra di essere in una metropoli contemporanea occidentale mentre in altri in una città orientale.
Fondata nel nel 782 a.C., come fortezza al tempo del Regno di Urartu e chiamata Erebuni, fu sempre d'importanza strategica in quanto crocevia delle rotte carovaniere che collegavano l'Europa all'India.








Il centro abitato fu chiamato Erevan a partire dal VII secolo a.C., quando divenne la capitale armena al tempo della dominazione persiana. Yerevan fu a lungo contesa tra la Persia e l'Impero Ottomano. Nel 1827 fu occupata dalla Russia e formalmente ceduta a questa dalla Persia nel 1828. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, fu per tre anni la capitale dell'Armenia indipendente, per diventare nel 1920 la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Armena.
In seguito al collasso dell'Unione Sovietica, nel 1991 Yerevan divenne la capitale della neonata Repubblica Armena.






Yerevan è anche oggi il centro economico e culturale dell'Armenia e offre tutto quello che può offrire una metropoli Europea mantenendo però un indice di criminalità molto basso e un più che discreto decoro urbano.
Colpisce molto la bellezza e la cura con cui sono conservati i monumenti e i parchi e l'altissima qualità di bar, club e ristoranti, dove spesso vengono dati spettacoli dal vivo.
Il servizio taxi è rinomato per la sua capillarità, qualità ed economicità.
Piazza della Repubblica, con la sua eleganza e il suo spettacolo delle fontane ospita spesso eventi e concerti di rilievo internazionale.





venerdì 2 maggio 2014

Tula (Mesoamerican site) La storia di Quetzalcoatl

Il sito di Tula è stato la sede di un antico regno tolteco, di cui gli Atlanti (guerrieri giganti di pietra) sono l'ultima testimonianza. Tula oggi è un sito archeologico ma in passato fu la capitale dei Toltechi che intrecciarono la loro vita con la leggenda del Quetzalcoatl, il Serpente Piumato






Quetzalcoatl, il dio serpente, signore della creazione, del sapere e del vento, era il re della città degli dèi. Era totalmente puro, innocente e buono. Nessun compito era troppo umile per lui. Spazzava persino i sentieri degli dèi della pioggia, così che essi potessero venire a portare acqua alla terra.

L’astuto fratello di Quetzalcoatl, Tezcatlipoca, il dio dei guerrieri, del cielo notturno e del fulmine, era infuriato per la sua assoluta bontà. Così decise, con alcuni amici, di fargli un brutto scherzo, trasformandolo in un furfante in cerca di piaceri. “ Gli daremo un volto ed un corpo umani !” sogghignò. Mostrarono a Quetzalcoatl il suo nuovo aspetto umano in uno specchio fumoso. Appena Quetzalcoatl vide il suo nuovo volto, si sentì posseduto da tutti i desideri materiali che affliggono il genere umano. Allora Quetzalcoatl gridò inorridito “ Non sono più adatto ad essere un re! Non posso comparire davanti al mio popolo in questo modo! ” Il dio chiamò a sè Xolotl, il coyote. Questi era legato a Quetzalcoatl come fosse la sua stessa ombra, gli fece un manto di piume verdi, rosse e bianche prese dall’uccello quetzal. Gli fece anche una maschera di turchesi, una parrucca e una barba di piume blu e rosse. Poi gli dipinse le labbra di rosso, colorò la fronte di giallo e fece in modo che i suoi denti sembrassero quelli di un serpente.

Quetzalcoatl assunse così le sembianze del leggendario serpente piumato. Ma Tezcatlipoca aveva pensato a uno scherzo da fare al fratello. Gli diede del vino, dicendo che era una pozione per curare la sua malattia. Quetzalcoatl, che non aveva mai bevuto alcolici, si ubriacò. Mentre era stordito, Tezcatlipoca lo convinse a fare l’amore con sua sorella, Quetzalpetatl. Quando ritornò in sé, Quetzalcoatl si vergognò amaramente di quel che aveva fatto. “ Questo è un giorno funesto! ” disse, e decise di morire. Quetzalcoatl ordinò ai suoi servitori di fare una cassa di pietra, poi vi si stese e rimase lì dentro per quattro giorni. Infine si rialzò e disse ai suoi servitori di riempire la cassa con tutti i suoi tesori più preziosi e di sigillarla. Detto questo il dio si recò sulla riva del mare e lì indossò il manto di piume di quetzal e la maschera di turchesi. Poi si diede fuoco, e di lui non rimase più niente, a parte le ceneri sulla spiaggia. Da queste ceneri sorsero degli uccelli favolosi che salirono al cielo, i quetzal, appunto.



Quando morì Quetzalcoatl il sole non sorse per quattro giorni, poiché il dio era sceso nella terra dei morti con Xolotl per vedere il padre, Mictlantecuhtli. Quetzalcoatl disse a suo padre che era venuto a prendere le preziose ossa che custodiva per popolare la Terra, e il signore dei morti acconsentì. Quetzalcoatl e Xolotl presero le ossa preziose e ritornarono nella terra dei vivi. Quetzalcoatl spruzzò il suo sangue sulle ossa e diede loro la vita. Le ossa divennero il primo popolo, i Toltechi. Il dio insegnò al genere umano molte cose importanti. Egli trovò il mais, che era custodito dalle formiche, e insegnò agli uomini a coltivarlo. Insegnò agli uomini come lucidare la giada, come fare tessuti e creare mosaici. Ma soprattutto insegnò loro come misurare il tempo e capire le stelle, e stabilì il corso dell’anno e delle stagioni. Alla fine giunse il giorno in cui il serpente piumato dovette lasciare che gli uomini se la cavassero da soli. Quando quel giorno sorse, apparve nel cielo la stella Quetzalcoatl, ovvero il pianeta Venere. Per questo il dio è chiamato Signore dell’Alba. Alcuni dicono che Quetzalcoatl andò verso est su una zattera di serpenti, ma un giorno tornerà.

giovedì 27 marzo 2014

Da racconti di viaggio: "Canada in Vetrina" di M.M. foto elioarte


Non distante dal molo, in Front Street, vicino a Spadina Avenue si erge la CN Tower.la struttura verticale, del suo genere, più alta del mondo. Ha un’altezza complessiva di oltre 550 metri. Quattro ascensori  sfrecciano lungo l’esterno della torre alla velocità di 6 metri al secondo.

E’ una bella  giornata e dall’alto di essa si dovrà certamente godere un bel panorama su tutta la città ed oltre, decidiamo quindi di salire .La salita  dura appena un minuto ci sembra  di essere in un aviogetto in fase di decollo.


L’ascensore ha una sola parete  di vetro ,raggiungiamo lo Skypod a circa due terzi della  torre, è alto sette  piani ,ha  due terrazze panoramiche, un nigt - club  e un ristorante girevole.
Procediamo quindi in ascensore per il secondo livello, E’ una terrazza panoramica esterna, con un ponte di passeggio interno  e una terrazza  all’aperto con un pavimento di vetro che ci permette di vedere il vuoto sotto di noi. E’ impressionante camminarci sopra e osservare la terra  a 342 metri sotto. Salendo poi 33 piani più in altro siamo nello Space Dik. Da li il nostro sguardo spazia  non solo sulla città, come avevamo pensato, ma si scorge il Lake Simeoe  a nord e la nebbia che si alza dalle Cascate del Niagara a sud .







Cascate del Niagara

venerdì 31 maggio 2013

In giro tra i monasteri : Il monastero di PUTNA.

Il  monastero di Putna, benchè privo degli affreschi tipici dei monasteri locali è il primo dei grandi monumenti religiosi della Bucovina   meridionale .Nel 1466 Stefano il Grande  scelse il   luogo  destinato ad accogliere  la sua sepoltura .  


La chiesa semplice nella  maestosa eleganza del paramento di arcate cieche,divise dal bràu (cintura),e di finestre trilobate all'esterno,ha nartece pronao,cappella  funeraria, naos con caratteristica cupola e santuario,Nel pronao si trova la tomba marmorea di Stefano il Grande.




Pozzo e cinta di mura con torre

martedì 12 marzo 2013

Isole Vergini : Virgin Gorda




Sipario naturale sul mare di Virgin Gorda



Virgin Gorda British Virgin Islands







Virgin Gorda è la terza isola più grande (dopo Tortola ed Anegada) e la seconda per popolazione delle Isole Vergini Britanniche (BVI). Situata a circa 18 gradi, 48 minuti del nord e 64 gradi, 30 minuti ad ovest, ha una superficie di circa 8 miglia quadrate (km² 21). Cristoforo Colombo si dice volle chiamare l'isola ";il virgin grasso";, perché la relativa siluett assomiglia ad una donna dalle rotondità che si trovano sul di lei didietro.
Virgin Gorda è una delle destinazioni turistiche principali del BVI, a causa di una formazione geologica insolita conosciuta come "i bagni"; situati sull'estremità del sud dell'isola. Ai bagni, la spiaggia mostra la prova delle origini vulcaniche dell'isola, massi enormi di granito si trovano in mucchi sulla spiaggia, formando grotte sceniche che si aprono sul mare.

domenica 10 marzo 2013

Le Isole Vergini :Tortola

Isole Vergini Tortola



Ha un nome delizioso, Tortola, l'isola più grande dell'arcipelago delle Isole Vergini Britanniche. È quello, un po' storpiato, della colomba (in inglese Turtle dove; nome scientifico Zenaida aurita) che si dice Cristoforo Colombo avesse notato svolazzare per l'isola. Quando si trovò davanti l'arcipelago durante il suo secondo viaggio, nel 1493, stupito dal numero delle isole le chiamò Las Virgines, in onore delle 11.000 vergini martirizzate in Germania al tempo degli unni. In realtà non sono migliaia ma una sessantina queste isolette dal profilo morbido, verdissime e dalle forme bizzarre, sparpagliate in un mare che trascolora dal blu al turchese cento chilometri a est di Portorico.


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sabato 10 novembre 2012

Viaggio in Islanda: le nubi lenticolari e l’aurora boreale.


Nel nostro viaggio in Islanda  non è mancata l'occasione di osservare  le nubi lenticolari e l’aurora boreale.
ecco una breve spiegazione tratta da  vikipedia dei sotto segnati fenomeni :

Le onde orografiche sono onde statiche che si formano nell'atmosfera terrestre  Si formano quando una  corrente d’aria incontra un  rilievo o un  sollevamento termico che devia verso l'alto il flusso. Questa deviazione è di solito invisibile ad occhio nudo, ma nelle giuste condizioni atmosferiche può venire evidenziata dalla formazione di nubi lenticolari. Le nubi lenticolari così formatesi non si spostano col vento, ma rimangono stazionarie sottovento all'oggetto che le ha generate.-

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L’aurora boreale

L'aurora polare, spesso denominata aurora boreale , è un fenomeno ottico nell'atmosfera terrestre caratterizzato principalmente da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali. Le aurore possono comunque manifestarsi con un'ampia gamma di forme e colori, rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio.


                                                                     


Il fenomeno è causato dall'interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la  ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100–500 km). Tali particelle eccitano gli atomi dell'atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezza d’onda.

venerdì 9 novembre 2012

Viaggio in Islanda : Basalto a colonne

                                     
                              http://elioarte.blogspot.it/2012/10/viagio-in-islanda-dicco-rocce.html
                         

Ljòsmynd af Dverghomrum