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venerdì 1 settembre 2017

Rumerio e la magia del regno degli animali


Rumerio a lavoro
Giuseppe Rumerio nasce a Cittiglio in provincia di Varese il 1 giugno  1949

Vive e lavora ad Ortisei come scultore.

 Non molte le mostre  personali :  nel 1993 la prima personale a Castel Volturno  Bolzano ,seguono poi quella del 2011 “il fascino della natura” ad Albenga (SV) e quella del 2017 al “Tubla de Nives” Selva di Val Gardena , è di contro presente in moltissime collettive.

 Negli anni 1997 al Festival  europeo a Langres Francia “l’Animal dans l’Art”.

Anni  1999- 2000   esposizione Chateau de Sully sur Loire Francia,  mostra a Innsbruk e Castello  Anras in Austria, negli anni 2000/01/03  esposizione presso la Rollins Gallery a Vail Colorado USA, nel 2001 a Parigi    galleria “Louvre des Antiquires”, poi ancora 2004  alla mostra “Sout Eastern Wildife Exposizion” in Charleston –South Caroline  USA. e in molte altre città d’Italia

Nel 2007  1° premio al concorso Monumento al Cavallo Città di Lonigo

Nel 2010  1° primo premio al concorso “ Art 52” ad Ortisei

Dal 1996  al 2009  membro UNIKA scultori

Nelle opere di Giuseppe Rumerio sentimento ,impegno e volontà prendono forma. Immagini di figure composte rendono possibile   un viaggio nel mondo della natura  selvaggia 

caccia al cinghiale cm 180x110 cirmolo


Leoni in caccia bufalo nero 90x35 cm tglio
    



La possibilità di esprimere l’ambiente attraverso il movimento si  percepisce in modo inequivocabile in  lupi


lupi 55x27 cm -tiglio






immagini plasmate nella duttilità del legno  di tiglio o di  cirmolo
 con procedimento della composizione dell’immagine mediante più pezzi riuniti insieme .






istallazioni di figure  che rendono possibile esprimere la natura e l’ambiente in cui esse vivono.


Caccia al bisonte 78x 55 cm  tiglio


leoni


cervo cm30x423 -tiglio




gallo cedrone cm 65x83 -cirmolo







La sapiente maestria dello scultore  fa rivivere   le sue opere su  altri materiali come il  bronzo, 


cane da caccia in bronzo
barbagianni 40x36 cm cirmolo

cinghiali  tiglio

venerdì 18 dicembre 2015

Località e nomi dei tappeti persiani :TABRIZ

Principali citta dell'Iran

La città di Tabriz è una delle città più famose dell'Iran . Nella città sono di particolare importanza alcune moschee che da secoli sono pure importanti centri scentifici. Ne citiamo alcune :  MASJEDE KABUD  (la moschea turchina dal colore  della sua cupola e dalle piastrelle  della sua facciata)  MASJEDE   JAME (la moschea del Venerdi )  e la  MASJEDE ALISHA (la moschea  Alisha)

La citta di Tabriz  è stata ed è il centro di produzione di tappeti che portano quindi il suo nome. Alcuni sono  vere opere d'arte.Un titolo frequente disponibile sui tappeti Tabriz è il Raj.Questo è definito dal numero di  nodi su una larghezza di circa 7 cm. Cioè più alto è il numero RAJ ,  più fine e più denso è fatto il tappeto persiano.40 Raj significa circa 400.000 /500.000 nodi per metro quadrato,60 Raj circa 600-800.000 nodi, e cosi via,
 I più esclusivi tappeti Tabriz hanno 90 Raj con oltre 1.200.000 nodi per metro quadrato. Un Tabriz è costituito da un medaglione centrale circondato da salici piangenti,cipressi e con arabeschi prevalentemente in ruggine e pastello.Un altro motivo molto popolare sono le quattro stagioni, che descrivono la vita dei contadini.
 Tabriz 70 Raj Dimensioni cm 252x 356
particolari del tappeto sopra esposto
Per semplice curiosità diamo il prezzo del tappeto €42.089,00 ( sopra esposto )


palmette  stilizzate in centro ,cipressi e con arabeschi prevalentemente in ruggine e pastello.

venerdì 4 dicembre 2015

Il tappeto annodato a mano. I nodi


Il tappeto "annodato a mano" presenta un vello più o meno alto creato dai nodi che vengono fatti a mano sulle catene verticali dell'ordito, ogni fila di nodi è poi resa compatta e aderente alle precedenti dal passaggio orizzontale di uno o più fili di trama. L'ordito e la trama formano la struttura del tappeto (o "fondazioni"), possono essere in pura lana vergine, cotone e raramente in seta. Il vello è solitamente in pura lana vergine e a volte in seta. Può avere dettagli in seta (tocchi di seta , "gol abrishami) o cotone. Il numero di nodi è solitamente calcolato per metro quadrato e indica la densità e la finezza dell'annodatura. Più il nodo è fitto e più è fine. Un maestro annodatore diTabriz può annodare fino a 14.000 nodi in 12 ore di lavoro, che corrispondono all'altezza di circa cm. 2 in un tappeto di media larghezza.
Nella sola manifattura di Tabriz la densità dell'annodatura (numero di nodi) è calcolata per 7 centimetri lineari sulla larghezza del tappeto, e si esprime in 
"raji". Ad esempio 30 raji indica che vi sono 30 nodi in 7 centimetri lineari. Si parte da 20/30 raji per un annodato commerciale e si arriva a 80 raji per un pezzo molto fine in misto-seta.
Nella manifattura di 
Nain la finezza dell'annodatura si esprime in "la", ovvero il numero di fili che forma una catena dell'ordito. Più l'ordito è sottile più fine e fitto sarà il nodo. Si va da 9 a 6 e teoricamente a 4 fili di cotone o seta ricardati insieme (noh-la, shis-la, char-la)
Bisogna ricordare che la densità di annodatura non è l'unico elemento che rende prezioso un tappeto. Vi sono infatti tappeti molto ricercati e famosi che presentano un nodo grosso, come gli Heriz. L'elemento principe di un buon tappeto è la qualità della lana del vello. Essa deve avere fibra lunga, essere adeguatamente sgrassata in acqua corrente per non attirare poi le tarme e per poter assorbire bene la tintura vegetale. Deve esssre opportunamente filata e ricardata a mano. Questi trattamenti sono molto lunghi e costosi, e danno un risultato assai diverso dalla lavorazione industriale. Solo con un materiale di pregio un annodatore confezionerà un tappeto di pregio, con bellezza di disegno, colori e maestria tecnica. Questo tipo di prodotto merita di essere costoso.
                                                                 Particolare di tappeto :  Isfahan


Retro del tappeto
Impianto del tappeto: in basso nella parte centrale la firma  dell'artista che lo  ha realizzato


Gli Isfahan sono annodati nell'omonima città, nella Persia sud-occidentale. Oggi sono considerati i più pregiati tra tutti itappeti persiani. Sono caratterizzati da un'elevatissima densità di nodi, disegni ricchissimi di dettagli e materie prime di  alta qualità. I tappeti di Isfahan sono considerate vere opere d'arte. 

domenica 2 marzo 2014

Un bel tavolo Sorrentino



Questo è il tavolino recuperato da alcuni giorni. Dal “basso della mia competenza” mi sembra un MAGGIOLINO.






Ritenendoti esperto in materia lo sottopongo al tuo giudizio.(  firmato )

Ad  una  richiesta di informazione "elioarte" risponde:


E’ certamente un bel tavolo dell’800, si chiama” tavolo sorrentino “   il suo  valore  si aggira   tra 1.500 e 2.000  €.  Non è un maggiolino  perché i maggiolini sono della metà ‘700, nonostante devo  confermare l’ottima  fattura e la bellezza  dell’ intarsio.  Trattasi  di  un  vero mobile "in stile", cioè realizzato a partire da modelli originali di grande valore storico, culturale e artistico. La caratteristica principale di questo mobile è l’elevata complessità di realizzazione. Sulle superfici sono applicate, con la tecnica dell’intarsio, pregevoli e rare essenze: il noce nazionale, la piuma di noce, il bois de rose, il palissandro, l’acero, l’olivo. La lavorazione di queste materie prime richiede grande perizia ed esperienza.

Come riconoscere un mobile in stile Maggiolini.:

Maggiolini è uno stile che nasce verso la fine del '700 e l'inizio dell'800, subendo l'influenza dello stile Luigi XVI e di quello Neoclassico. I mobili, soprattutto comò e cassettoni rivelano queste due tendenze: ti spiego come riconoscere un Maggiolini autentico.
Mobili che rappresentano maggiormente questo stile sono tavoli, cassettoni, comò e tavoli da gioco. Le sedie e le poltrone sono rare e quasi introvabili. Il Maggiolini è privo di intagli, quindi devi fare bene attenzione quando ti appresti a scegliere il mobile. L'intarsio sostituisce l'intaglio. Le gambe hanno forma rastremata che termina a pianta quadrata ed è l'unica parte che presenta qualche intarsio .Osserva uno dei motivi caratterizzanti questo stile: i motivi floreali. Essi sono rappresentati in tutti i loro possibili aspetti, dal mazzo alla ghirlanda, dal festone annodato a nastri a quello appeso a borchie, intrecciato a ornati e così via. I fiori che devi riconoscere sono la rosa, il ranuncolo, il tulipano e soprattutto il garofano, che è l'unico a essere ripetuto in vari pezzi, al contrario degli altri tipi di fiori. Puoi trovare anche motivi che rappresentano viti, edere, allori, ulivi e l'acanto. Fai molta attenzione al legno.  L'intarsio Maggioliniano è ricco a livello pittorico, per le numerose combinazioni dei legni più svariati, che vanno dal noce nostrano al pero, dall'ebano venato del Madagascar al noce d'India.  Approfondimento: ci sono anche versioni in acero rosso, sandalo, corniolo, fino ad arrivare al famoso legno di rosa.


giovedì 4 luglio 2013

SINAIA - Il Castello di Peleș - Romania

Castello di Peleș



Il suo stile architettonico è una miscela di ispirazione romantica neorinascimentale e neogotico simile al castello di Neuschwanstein in Baviera. L'influenza sassone può essere osservata nelle facciate cortile interno,





 che hanno un allegorico murales e dipinti a mano, ornato Fachwerk simile a quello visto in architettura alpina del nord Europa. Decorazione d'interni è in gran parte di influenzato barocco, con pesanti legni intagliati e tessuti raffinati. In un angolo della hall sale una finta scala a chiocciola.


Re  Carol 1°di Romania, trovandosi  vicino a Sinaia, in Prahova, in Romania si   innamorò  del magnifico scenario di montagna esistente  e  fece costruire   lungo tale percorso medievale che collega la Transilvania e la Valacchia  il castello in  oggetto.  L'incarico  fu dato all'architetto tedesco Johannes Schultz (1876-1883) che vinse   il progetto con la presentazione di un piano originale, qualcosa che ha fatto appello al gusto del Re: una grande villa sontuosa all'alpina,  con caratteristiche dei classici stili europei,seguendo l'eleganza italiana e l'estetica bavarese.

Gli interni come già abbiamo evidenziato nella  presentazione della hall, sono  un fantasmagorico mosaico di opere   di alto ,talora altissimo artigianato, con ina slilata ininterrotta di boiserie sapintamente intagliate e più di 800 vetrate .


La galleria di sinistra  conduce alla sala delle armi ,dove si ammirano i più importanti pezzi di  armi europee del sec.XV e XVI, tra le quali spicca  un'armatura completaper cavallo e cavaliere;da notare inoltre,sopra il finto camino,la spada cinquecentersca che veniva usata per le esecuzioni capitali dei nobili .




Dall'anticamera dello studio del Re in stile rinascimentale tedescosi passa allo studio di Carol 1, con boiserie ,soffitti lignei  e tapezzeria  dorata,sul tavolo da lavoro del sovrano,il calendario è fermo sulla data della sua morte,di fianco sta lo scrittoio presso il quale il re era solito accogliere gli ospiti, che poi  venivano


fatti accomodare nel salottino  d'angolo.



Molti altri ambienti si susseguono  come la sala del Consiglio





,la sala della Letteratura,il salone fiorentino,sala Veneziana,la sala da pranzo in stile neorinascimentale tedesco


ambienti di passaggio, con specchi veneziani dalle decorazioni floreali che  poggiono su

consolle scolpite in un unico blocco di tiglio,quindi copie di sculture e rinascimentali italiane e sculture gotiche originali  provenienti da chiese della Transilvania.




 Si giunge così al teatro da camera, con una sessantina di posti e palco reale.

E' indiscutibile che questa grande residenza reale tutta in legno e ridondante nell'apparato decorativo ,sprigioni un fascino abbagliante.

I lavori furono portati avanti   anche  dall'architetto   Carol  Benesch.
Il Castello di Peleş  con Re Carol  1°di Romania e ​​la regina Elisabetta di Wied,ha avuto il suo ballo ufficiale reale d' inaugurazione il 7 ottobre 1883.

Altre  foto  (arredo presente nel castello)




 

 
 


















giovedì 20 giugno 2013

Sibiel e il Museo Zosim Oancea


SIBIEL

Campanile della chiesa ortodossa del XVIII secolo .

Tipico villaggio di impronta sassone, Sibiel, e probabilmente il villaggio più indicato per chi cerca serenità bucolica,ospitalità.
E' una comunità di pastori  e contadini , che vantano   lunghe  tradizioni .
 Rinomato il formagio ovino locale.Qui la terra, è  inadatta   all'agricoltura intensiva e i contadini pastori  lavorano piccoli appezzamenti loro concessi come seconda attività.
Oggi le case più ampie del villaggio sono trasformate in aziende agrituristiche,dove si viene accolti con grande cordialità ma senza invadenza e dove si possono gustare i migliori piatti del territorio, preparati dalle stesse padrone di casa.


Sibiel il villaggio e la chiesa ortodossa

Interno della  chiesa.

Un  ulteriore motivo per visitare Sibiel è  il museo delle icone dipinte su vetro situato di fianco alla chiesa.
La pittura di icone su vetro si diffuse in varie zone della Transilvania, Valle del Mures, zona di Fagaras,
zona di Brasov, valle del Sebes dintorni di Sibiu. La collezione di Sibiel possiede anche alcune icone provenienti da Bucovina e Benato,insiemne ad altre di ispirazione cattolica e probabile origine austriaca..

Al centro dell'icona ortodossa si trova sempre la figura  di Gesù Cristo, dal quale  tutti gli altri temi traggono la loro ragion d'essere.

Icona delle Feste (Pramicar) Dintorni di Sibiu seconda metà del secolo XIX,cm.46x52.

Un singolare intreccio tra influsso della tradizione bizantina tipica delle icone su legno e motivi legati a tradizioni e costumi locali caratterizza le icone realizzate nella valle del Mures. Tra quelle presenti nella collezione di Sibiel  merita particolare attenzione la Madonna con Bambino di  Sandu Popa.

Madonna  con  Bambino (Valle del Mures), 1806 cm.45 x 60.

Qui l'autore fa indossare alla  Madonna  il costume popolare  tipico delle donne della Valle del Mures :un modo efficace di presentare la Madre di Dio vicina agli uomini e, insieme di elevare l'umile realtà quotidiana dei contadini della Transilvania alla dignità celeste.


Savu Moga,  (1816 -1899)Annunciazione, Arpasul du Sus, 1877,cm 45x 49

In questa icona si nota la eccellente qualità e lo stile di pittura  che l'autore Savu Moga esprime con largo e sapiente uso di sfumature e mescolanza di colore,il tutto con straordinari effetti di raffinatezza. La naturalezza espressiva dei personaggi e temperata da un tratto statico tipicamente bizzantino, ma l'insieme della composizione brilla di grande suntuosità e precisione descrittiva, che finiscono quasi per sfociare nel lirismo.


Ultima Cena , Fagaras,seconda metà secolo XIX, cm.49 x 60.





Come egregiamento attestato nella icona qui presentata notevole è  l'architettura compositiva   con al centro il Pane ed il calice eucaristico benedetti da Gesù Cristo,con gli Apostoli in corale circolarità, mentre la porta sullo sfondo conferisce  alla scena  profondità di piani .
Le icone su vetro della Transilvania ci portano nel cuore di un mondo antico e sincero,dove fede e vita, lavoro e preghiera brillano nei colori di questi capolavori,dipinti da contadini e destinati a contadini.
Il museo Zosim Oancea di Sibiel custodisce, con le sue icone, una storia bellissima.  Quella di una bellezza sgorgata dalla fede  e  riteniamo  quindi presentare  alcune di queste opere.


Deposizione di Gesù



San Nicola (zona Brazov ) metà del secolo XIX cm. 61,5 x 71,5



Madonna  Addolorata

Madonna con Bambino Benedicente