auto antiche e moderne

domenica 27 aprile 2014

Parigi Museo d'Orsay - Le Bagnanti di Renoir









Questo quadro è emblematico delle ricerche che Renoir portò avanti verso la fine della sua vita. A partire dal 1910, l'artista ritorna su uno dei suoi soggetti preferiti: la raffigurazione di nudi en plein air ai quali riserva quadri di grande formato. Renoir celebra in queste opere una natura atemporale, dalla quale è bandito ogni riferimento al mondo contemporaneo. Le bagnanti possono così essere considerate come il testamento pittorico di Renoir, che muore nel dicembre 1919. È proprio in quest'ottica che i suoi tre figli, tra i quali il cineasta Jean Renoir, hanno regalato il quadro allo Stato nel 1923.

Le due modelle distese in primo piano e le tre bagnanti che si intravedono giocare sullo sfondo della composizione hanno posato nel grande giardino piantato ad ulivi delle Collettes, dimora che il pittore possedeva a Cagnes-sur-Mer nel Sud della Francia. Il paesaggio mediterraneo si riallaccia alla tradizione classica dell'Italia a della Grecia, quando "la terra era il paradiso degli dei". "Ecco quello che voglio dipingere", era solito ripetere Renoir. Questa visione idilliaca è caratterizzata dalla sensualità dei modelli, la ricchezza dei colori e la pienezza delle forme.

Le bagnanti devono molto ai nudi di Tiziano e di Rubens, tanto ammirati da Renoir. Esse traducono quella gioia di dipingere che, tuttavia, non è riuscita a sconfiggere né la malattia, né le sofferenze che il pittore ha dovuto patire alla fine della sua vita.


http://elioarte.blogspot.it/2013/08/parigi-museo-dorsay.html

I papaveri di Monet

Questa famosissima tela ritrae una giovane donna con un ombrellino, Camille Monet, moglie del pittore, e suo figlio Jean, mentre passeggiano tra i campi in una bella giornata estiva. Monet ripete le figure come un'eco per creare l'illusione di una profondità, ultimo residuo di una prospettiva classica. L'occhio dell'osservatore resterà colpito dallo sfavillio rosso del prato in fiore, dal movimento flessuoso dell'erba accarezzata dal vento e dalla luce estiva che sfuma nell'aria anche gli oggetti più concreti, che sembrano perdersi nel verde degli alberi e nel bianco delle nuvole

martedì 8 aprile 2014

BELGIO Gent


Lungo il Graslei si allineano le antiche sedi delle corporazioni
In secondo piano si nota Sint Michiels, chiesa gotica iniziata nel 1.440 e terminata nel XVII sec  .


Rabot Ridotto fortificato costruito a cavallo della Lele nel 1489 a difesa di questo tratto di mura contro gli imperiali. E' una costruzione assai pittoresca,costruita da un corpo centrale con alti frontoni,serrato da tue enormi torrioni rotondi dall'acutissima copertura  conica.


Seguendo il palazzo delle Poste e quindi prendendo a destra, di fronte alla Lele, si incontrano di seguito numerosi notevoli palazzi antichi, già sedi di corporazioni. Al n° 14 la gildenhuis van  de vrije Shippers (casa dei Franchi Battellieri),del 1531,la cui facciata è un capolavoro di ornamentazione gotico-rinascimentale,dovuta a Christoffel van den Berghe, quindi una dopo l'altra, la Korenmetershuis (casa dei Misuratori di grani),del 1698, con timpano e gradoni, la piccola Tolhuisje (casa del ricevitore della Tappa;gabella),del 1682, la Het Korenstapelhuis (casa della Tappa dei Grani) severa costruzione romanica (primi del sec XIII) con bifore  e il primo espio di frontone a gradoni,caratteristico dell'architettura fiamminga,e la prima Korenmetershuis del 1435..




venerdì 4 aprile 2014

Belgio Bruges .

Brugge   (Bruges)




Affascinante  città d'arte è una tipica città Medievale:   le sue vecchie  case, i nobili palazzi e le chiese i numerosi canali testimoniano il suo splendido passato di potenza economica e di culla delle arti. L'intero centro storico fa parte della  lista dell'   UNESCO dei beni Patrimonio dell'Umanità. La città ,nel XIII sec.
fu tra le città fondatrici della Lega Anseatica ,lega  o hansa dei porti tedeschi del Mare del Nord, e  un secolo dopo  si poteva  considerare il maggior  porto porto d'Europa per il commercio delle lane.
Quasi tutti i grandi artisti fiamminghi, iniziatori della splendida scuola pittorica del XV secolo, e della  famosa architettura del tutto originale , nacquero e operarono entro le mura di Brugge.Tra i maggiori artisti fiamminghi   ricordiamo i fratelli Hubert e Jan van Eyck,Hugo van der Goes, Peter Christus. Jan Provoost ,Ambrosius  Benson, quanto  per citare alcuni dei più noti.
Nell'architettura di stile fiammingo osserviamo le finestre crociate sotto un arco di scarico più o meno ribassato e ornato, modanature verticali assai evidenti e frontoni che furono triangolari a gradoni fino al '500 e solo  più tardi a volute.




http://elioarte.blogspot.it/2007/11/viaggio-nel-paese-incantato-delle.html

giovedì 27 marzo 2014

Da racconti di viaggio: "Canada in Vetrina" di M.M. foto elioarte


Non distante dal molo, in Front Street, vicino a Spadina Avenue si erge la CN Tower.la struttura verticale, del suo genere, più alta del mondo. Ha un’altezza complessiva di oltre 550 metri. Quattro ascensori  sfrecciano lungo l’esterno della torre alla velocità di 6 metri al secondo.

E’ una bella  giornata e dall’alto di essa si dovrà certamente godere un bel panorama su tutta la città ed oltre, decidiamo quindi di salire .La salita  dura appena un minuto ci sembra  di essere in un aviogetto in fase di decollo.


L’ascensore ha una sola parete  di vetro ,raggiungiamo lo Skypod a circa due terzi della  torre, è alto sette  piani ,ha  due terrazze panoramiche, un nigt - club  e un ristorante girevole.
Procediamo quindi in ascensore per il secondo livello, E’ una terrazza panoramica esterna, con un ponte di passeggio interno  e una terrazza  all’aperto con un pavimento di vetro che ci permette di vedere il vuoto sotto di noi. E’ impressionante camminarci sopra e osservare la terra  a 342 metri sotto. Salendo poi 33 piani più in altro siamo nello Space Dik. Da li il nostro sguardo spazia  non solo sulla città, come avevamo pensato, ma si scorge il Lake Simeoe  a nord e la nebbia che si alza dalle Cascate del Niagara a sud .







Cascate del Niagara

domenica 9 marzo 2014

L'uomo e la tolleranza.


Raggiungere la perfezione,in parte o in tutto,è impossibile per l'uomo.Raggiungere la massima tolleranza appare invece fattibile alla persona tollerante. Chi tollera è pronto a riconoscere la dignità del prossimo







La tolleranza si fonda su un giudizio critico,non sul sentimentalismo.Si deve essere tolleranti verso il prossimo come anche verso se stessi.La tolleranza mira a riconoscere la dignità del nostro prossimo,anche se non ne condividiamo l'operato e le opinioni.

foto e testo tratto da Ethica Humana Opus 88 Tolleranza.



Trattato sulla tolleranza


Copertina anteriore
Feltrinelli Editore, 1995 - 163 pagine
"Il trattato sulla tolleranza" (1763), che prese spunto dalla vicenda di un commerciante ugonotto di Tolosa condannato a morte ingiustamente per l'omicidio del figlio, è un vero e proprio "manifesto" per la libertà e il valore universale della tolleranza religiosa. E' un'opera che apre il cosiddetto periodo dei Lumi e costituisce una delle basi ideologiche della Rivoluzione francese. L'introduzione è di Salvatore Veca.

domenica 2 marzo 2014

Un bel tavolo Sorrentino



Questo è il tavolino recuperato da alcuni giorni. Dal “basso della mia competenza” mi sembra un MAGGIOLINO.






Ritenendoti esperto in materia lo sottopongo al tuo giudizio.(  firmato )

Ad  una  richiesta di informazione "elioarte" risponde:


E’ certamente un bel tavolo dell’800, si chiama” tavolo sorrentino “   il suo  valore  si aggira   tra 1.500 e 2.000  €.  Non è un maggiolino  perché i maggiolini sono della metà ‘700, nonostante devo  confermare l’ottima  fattura e la bellezza  dell’ intarsio.  Trattasi  di  un  vero mobile "in stile", cioè realizzato a partire da modelli originali di grande valore storico, culturale e artistico. La caratteristica principale di questo mobile è l’elevata complessità di realizzazione. Sulle superfici sono applicate, con la tecnica dell’intarsio, pregevoli e rare essenze: il noce nazionale, la piuma di noce, il bois de rose, il palissandro, l’acero, l’olivo. La lavorazione di queste materie prime richiede grande perizia ed esperienza.

Come riconoscere un mobile in stile Maggiolini.:

Maggiolini è uno stile che nasce verso la fine del '700 e l'inizio dell'800, subendo l'influenza dello stile Luigi XVI e di quello Neoclassico. I mobili, soprattutto comò e cassettoni rivelano queste due tendenze: ti spiego come riconoscere un Maggiolini autentico.
Mobili che rappresentano maggiormente questo stile sono tavoli, cassettoni, comò e tavoli da gioco. Le sedie e le poltrone sono rare e quasi introvabili. Il Maggiolini è privo di intagli, quindi devi fare bene attenzione quando ti appresti a scegliere il mobile. L'intarsio sostituisce l'intaglio. Le gambe hanno forma rastremata che termina a pianta quadrata ed è l'unica parte che presenta qualche intarsio .Osserva uno dei motivi caratterizzanti questo stile: i motivi floreali. Essi sono rappresentati in tutti i loro possibili aspetti, dal mazzo alla ghirlanda, dal festone annodato a nastri a quello appeso a borchie, intrecciato a ornati e così via. I fiori che devi riconoscere sono la rosa, il ranuncolo, il tulipano e soprattutto il garofano, che è l'unico a essere ripetuto in vari pezzi, al contrario degli altri tipi di fiori. Puoi trovare anche motivi che rappresentano viti, edere, allori, ulivi e l'acanto. Fai molta attenzione al legno.  L'intarsio Maggioliniano è ricco a livello pittorico, per le numerose combinazioni dei legni più svariati, che vanno dal noce nostrano al pero, dall'ebano venato del Madagascar al noce d'India.  Approfondimento: ci sono anche versioni in acero rosso, sandalo, corniolo, fino ad arrivare al famoso legno di rosa.