auto antiche e moderne

mercoledì 21 settembre 2011

Dolomiti Monte Antelao da San Vito di Cadore





Il monte Antelao (Antelou in dialetto Cadorino), detto anche il Re delle Dolomiti, è la seconda cima delle Dolomiti, con i suoi 3.264 metri. È la prima per il rapporto tra altezza e sviluppo orizzontale dello zoccolo che non supera i quattro chilometri di diametro ed è parte di uno dei principali gruppi delle Dolomiti bellunesi

Elaborazione digitale della catena montana che si erge a San Vito di Cadore


martedì 13 settembre 2011

Manifestazioni a Cortina d’Ampezzo

Ogni anno a Cortina vengono celebrate manifestazioni musicali, culturali e folkloristiche, il culmine di queste si tiene l'ultima domenica del mese di agosto, quando alla Conchiglia,
una struttura mobile principalmente lignea a forma di un quarto di sfera cava (simile ad una conchiglia, appunto), posizionata su un piano di pietra rialzato viene allestito un palco che ospita i concerti delle bande paesane.


La particolarità della festa è che i partecipanti (così come gran parte dei Cortinesi e dei turisti)

scendono in paese vestiti con abiti tradizionali ampezzani.


La sera vengono offerte ai visitatori le specialità gastronomiche locali


e l'immancabile vin brulé. Durante i primi giorni di settembre, infine, si tiene la Coppa d'Oro delle Dolomiti, una celebre competizione automobilistica tra auto d'epoca, di cui vi abbiamo parlato e mostrato le immagini nel post di lunedi 5 settembre su “ elioartesportcar”.




http://elioartesportcar.blogspot.com/2011/09/coppa-doro-delle-dolomiti.html

giovedì 8 settembre 2011

Dolomiti Monte Antelao .


Dolomiti Monte Antelao da San Vito di Cadore.



Il monte Antelao (Antelou in dialetto Cadorino), detto anche il Re delle Dolomiti, è la seconda cima delle Dolomiti, con i suoi 3.264 metri. È la prima per il rapporto tra altezza e sviluppo orizzontale dello zoccolo che non supera i quattro chilometri di diametro ed è parte di uno dei principali gruppi delle Dolomiti bellunesi.

Spesso la vetta, anche nelle giornate serene, è ricoperta da nuvole orizzontali ovvero, come dicono i cadorini, l'Antelao fuma la pipa.
Il panorama dalla vetta è grandioso, se il cielo è terso si distinguono chiaramente il Mare Adriatico e la Laguna Veneta.

Salita cima Antelao
Via Normale, Cresta Nord:Punto di partenza: Forcella Piccola (mt.2120),raggiungibile tramite sentiero CAI da San Vito di Cadore o dalla Val d’Oten Punti di Appoggio Rifugio Galassi nei pressi della partenza, Bivacco Piero Cosi (mt 3.114) nei pressi della cima, dichiarato però inagibile nel 2011.

Numerose sono infatti le grandi frane che nel corso del secoli sono precipitate verso valle dal versante meridionale,la più recente, nel luglio del 2010, quando 20.000 metri cubi di fango e ghiaia uccisero nella notte due abitanti nella frazione di Cancia.


altre immagini delle Dolomiti di San Vito di Cadore e di Cortina D'Ampezzo


ex stazioncina ferroviaria

martedì 23 agosto 2011

I popoli della scrittura cuneiforme.


La scrittura cuneiforme nasce tra il Tigri e l’Eufrate in Mesopotamia e deriva dai pittogrammi dei Sumeri. La scrittura si evolve presso gli Accadi e Babilonesi e si diffonde anche presso popoli confinanti come gli Elamiti. che adottano questo tipo di scrittura già nel III millennio a.C. In forme diverse, adattando i segni e il loro valore fonetico, ideografico o sillabico alla propria lingua, quasi tutti popoli del Vicino e Medio Oriente si serviranno in seguito del sistema cuneiforme: i Medi e i Persiani, gli Assiri, gli Amorriti. gli Aramei, gli Hittiti. gli Urartei .gli Hurriti, gli Eblaiti, gli Ugariti e i Cananei.Questi ultimi due usavano una scrittura alfabetica che trasmisero alle popolazioni del mondo occidentale e dell’Asia Anteriore.

La regione di un uso così largamente diffuso e prolungato nei secoli della scrittura cuneiforme va cercata nell’estrema duttilità di questo sistema grafico che poteva subire numerose trasformazioni a seconda delle necessità. Essa divenne un formidabile mezzo di comunicazione diplomatica, commerciale e culturale. Le iscrizioni realizzate in diverse lingue , che servivano da supporto grammaticale e lessicale nelle scuole degli scribi, rappresentavano dei veri e propri dizionari multi linguistici diffusi al di fuori della terra d’origine, come dimostrano alcune tavolette trovate nella cancelleria reale di EI Amarma in Egitto,e recentemente ad Ebla (Tell Mardikh) in Siria

.


Qui il sito qui riveste un’importanza incommensurabile poiché copre un’area storica di diversi millenni. La dimensione del teli e’ di circa 65 ettari ed e’ stato scavato parzialmente dalla missione archeologica italiana dell’ Universita’ La Sapienza di Roma guidata dal prof. Paolo Mathiae a partire dal 1964.



Il sito si presenta con una forma muraria ad anello e varie depressioni che indicano probabilmente le antiche porte urbane; attraversando queste depressioni si arriva alla citta’ bassa. Riveste una particolare importanza il Palazzo Reale G conosciuto anche come Palazzo degli Archivi (2400-2250 a.C.) il cui scavo, nel 1975, ha portato alla luce il famoso tesoro delle tavolette d’argilla integre e frammenti ( circa 14.000)incise in una lingua semitica, l’eblaita, con alfabeto sillabico e caratteri cuneiformi che comprendono documenti ufficiali, amministrativi, letterari, più un dizionario sumero-eblaita. in esposizione nei musei di Idleb, Aleppo e Damasco

mercoledì 10 agosto 2011

La Baia di Riaci


Venendo da Tropea e proseguendo verso Capo Vaticano la prima spiaggia è quella di Riaci, dotata di un ampio parcheggio. Il litorale si raggiunge imboccando la strada sulla destra posta poco prima del passaggio a livello Scendendo fino in fondo e a poco metri d’ altezza dal livello del mare troviamo l’Hotel Borgo di RIACI.
Nuovissima costruzione, direttamente sul mare, ha una struttura dalle piacevoli linee tipiche mediterranee ed è costituita da tre corpi di fabbrica dove sono ubicati i servizi e le camere arredate con gusto ed eleganza.
L’Hotel è situato in posizione panoramica con splendida vistanell’incantevole e suggestiva insenatura composta da sabbie bianche e fini e da fondali trasparenti, racchiusi tra versanti di roccia arenaria ricchi di flora
All'orizzonte si intravedono quasi sempre le Isole Eolie e in particolare vulcano Stromboli.


A ridosso della battigia, si erge uno scoglio imponente



che è attraversato da una galleria nella quale il mare circola liberamente ed in cui chiunque, con le dovute cautele, può entrarvi o arrampicarsi.
A Riaci c’è la possibilità di affittare pedalò, gommoni e canoe per fare un’escursione marina della costa limitrofa, ricca di insenature dai colori incantevoli. È inoltre possibile nei diversi stabilimenti pranzare o fare uno snack.
Lasciando la spiaggia di Riaci, dopo aver attraversato il paese di S. Domenica, sempre sulla destra si incontra una ripida stradina che termina nella spiaggia di Formicoli, anch’essa dotata di un ampio parcheggio. Caratteristica della spiaggia è la conformazione rocciosa del promontorio: non graniti bensì arenarie , tipiche rocce molli,


sabbiose e bianche, modellate dal perversare degli agenti atmosferici.

E’ proprio in questa località che sorgeva il mitico porto fondato da ErcoIe che, di ritorno dalle sue imprese, si fermò in questa baia ricca di pascoli e fresche acque. Qui, i Romani, poi secondo quanto sappiamo da alcuni storici posero il porto di Tropea.

La 'nduja di Spilinga



Spilinga è un comune di 1.564 abitanti della provincia di Vibo Valentia

Le risorse principali del comune di Spilinga sono l'agricoltura, l'allevamento di bovini e di suini ogni anno l`8 agosto si celebra la sagra della 'nduja
La ‘nduja è nata proprio in questa zona e da qui, poi, si è diffusa in tutta la Calabria, divenendo uno dei prodotti calabresi più celebri in Italia e nel mondo.
La ‘nduja è preparata con carni di maiale, macinate e stagionate con metodi, tradizionali, insieme al peperoncino, che accelera e armonizza la stagionatura.
Il risultato che si ottiene è un prodotto unico, che da solo racchiude al meglio i sapori e gli odori della zona.
La ‘nduja è eccezionale subito dopo la stagionatura, all’incirca nei mesi di febbraio-marzo; tuttavia, si conserva perfettamente tutto l’anno e sempre, dunque, la si trova gustosa e saporita.
Ma come viene preparata?
Dopo che si ammazza il maiale (da dicembre a febbraio) e si lascia riposare la carne per un giorno, per fare la ‘nduja si prendono il guanciale e le altre
carni di scarto del maiale (ben pulite e disossate) e si tritano finissime.
Molti nella zona mettono a bollire le cotiche, le scolano, le tritano e, quando sono ancora calde, le uniscono al tritato di carne. Nel composto, poi, si mette il peperoncino rosso piccante macinat9 grosso, il sale e, volendo, anche i semi di finocchio; si mescola per bene il tutto, lo si lascia riposare per una decina d’ore e poi, pressandolo leggermente, lo si inserisce nelle budella grandi (“orbe”)

o piccole del maiale precedentemente lavate e pulite. Si chiudono per bene le budella e, poi, le si legano ai lati con uno spago; infine, le ‘nduja vengono appese
in un luogo fresco e areato per circa 2 mesi.
La ‘nduja è gustabile in molti modi: spalmata su una fetta di pane o bruschetta, a pezzetti negli antipasti, consumata nella passata di pomodoro per la pasta, soprattutto i classici “fileja”, sulla pizza, nei panini e dentro ai fritti.
In alcune gelateria esiste un gelato al gusto ‘nduja.




Da Pronto Estate 2011 Per info tour gastronomici: 389 9296009 (Fabrizio).

venerdì 5 agosto 2011

Tropea



Pompeo partito da Roma contro Cesare Ottaviano giunse a sud di Tropea, oggi località Santa Domenica, nel porto che i Romani , come ci dicono Plinio e Strabone , avevano li costruito per i loro traffici commerciali .

Quindi possiamo far partire la storia di Tropea da questa nota località balneare sul mar Tirreno, a sud-ovest di Vibo Valentia e a nord di Capo Vaticano .

Con la fine del mondo romano ,Tropea,fu cinta da mura ed ebbe inizio la sua vita autonoma nell'ambito di una terra molto contesa: tra il IX e l'XI secolo .

Tropea fu occupata alternativamente da Bizantini ed Arabi.

Gli Arabi dotarono la città della "Torre Lunga" sulla parte più alta della roccia, i Bizantini costruirono gran parte delle mura che ancora oggi si conservano con il nome di mura di Belisario.
Ebbe anche un ruolo importante, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Degli Aragonesi ricordiamo la torre "mastra"

Dai Normanni la città ricevette molti benefici e favori.

Intorno al XII secolo fu costruita la Cattedrale Normanna.


Fu quello un periodo di particolare operosità.
Divenne sede vescovile. La cattedrale fu rimaneggiata più volte dopo il terremoto del 1783. La facciata è caratterizzata da un portale ad arco acuto con sopra un rosone.

Tropea sorge su di un promontorio a 60m. sul livello del mare.



Per il suo clima mite, e il porto che la metteva in comunicazione con i principali empori del Mediterraneo, divenne sede di una nobiltà numerosa e facoltosa.

Interessanti sono i "portali" dei palazzi





che rappresentavano le famiglie nobiliari .
Alcuni palazzi sono dotati di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea

Con l'insabbiamento dell'antico apparato naturale alla fine dell'ottocento e con i mutamenti politici dell'ottocento si andò sfaldando la struttura del suo lungo passato e del suo relativo benessere .

Innumerevoli sono le bellezze artistiche che è possibile ammirare in questa graziosa cittadina,
Piazza Ercole è dominata da un palazzo del settecento prospetto in granito,con nicchie e ringhiere in ferro battuto.

La piazza si prolunga nel corso Vittorio Emanuele fino a una balconata con vista panoramica sul mare, A destra si vede lo scoglio di S,Leonardo e a sinistra l’isoletta di S, Maria (oggi unita alla terra ferma,) Qui sorge il Santuario di Santa Maria dell’Isola,fondato in età Medioevale come monastero benedettino .



Oggi Tropea rimane uno dei posti più interessanti della Calabria sotto l’aspetto turistico balneare .
Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il Vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.