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domenica 20 novembre 2016

Val d'Aosta L'eramo di San Grato .





L'eramo di San Grato  sopra al villaggio di Péroulaz, nel comune di Charvensod.,è una bianca cappella circondata dai prati sul limitare del bosco a 1772 m di quota.






Questo è l’eremo di San Grato, vescovo e patrono della diocesi di Aosta, vissuto nel V secolo d.C.





sabato 6 settembre 2014

Armenia- ll genocidio armeno : Tsitsernakaberd


Continua la nostra visita in Armenia ci dirigiamo al  memoriale dedicato alle vittime del genocidio armeno del 1915; è situato su una collina che domina Yerevan,capitale dell' Armenia





Ogni anno, il 24 aprile, centinaia di migliaia di armeni si riuniscono qui per ricordare le vittime del genocidio armeno che ha avuto luogo nell'Impero Ottomano effettuata dal governo turco.E’ passato ormai un secolo da quando cominciò quello sterminio di massa che portò all’eliminazione fisica di un almeno 1.200.000 armeni dal territorio dell’impero ottomano. Già precedentemente, tra il 1894 e il 1896, erano stati seminati sentimenti di odio anti-armeno che avevano portato ad una campagna contro il popolo condotta dal sultano Abdul-Hamid, che non voleva riconoscerne l’indipendenza, sostenuta invece dalla vicina Russia. La seconda strage, più comunemente conosciuta come genocidio armeno, vedrà armarsi il governo dei giovani turchi: comincerà allora un biennio di rastrellamenti, tra il 1915 e il 1916, in cui si avvicenderanno arresti di intellettuali, deportazioni, massacri e marce della morte perpetrate dall’esercito turco e dalla milizia curda.







Tsitsernakaberd

Nota :  Alcuni mesi fa papa Francesco ha reso noto dalla Cattedrale armena cattolica di Buenos Aires di voler celebrare una messa in ricordo della vittime della strage il 12 aprile 2015 in San Pietro, sono già in cartellone altri eventi perché nella memoria collettiva rimanga vivo il ricordo di quello che fu uno dei più grandi crimini della storia contemporanea

sabato 6 aprile 2013

India :Kumbh Mela









Kumbh Mela


La Kumbh Mela è il più grande raduno spirituale di tutto il mondo.

Si tiene ogni 12 anni sulle rive dei fiumi sacri : Gange, Yamuna e Saraswati nella città di Allahabad,

In seguito alle previsioni degli astrologi, la festa ha inizio quando il pianeta Giove entra in Acquario e il sole in Ariete. Ciò che rende eccezionale l’avvenimento è che questa congiunzione astrale si verifica soltanto ogni 12 anni. Con un simile allineamento planetario, infatti, si creerebbero le condizioni ideali per una perfetta meditazione e concentrazione

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Durante questo pellegrinaggio si radunano ad Allahabad milioni di devoti pellegrini induisti e sadhu (uomini santi, asceti) per purificarsi dei propri peccati immergendosi nell'Holy Sangam (sacra confluenza dei tre fiumi ) la purificazione si estende poi per generazioni ai figli ed ai nipoti dei partecipanti questo fa capire l'importanza dell'evento.



Undici chilometri a piedi per arrivare al Sangam, il luogo dove si uniscono i fiumi e dove si può fare il bagno purificatore.

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Lungo la strada i sadhu, asceti indiani nudi coperti di cenere e con una ghirlanda di fiori al collo,

alcuni si esibiscono su letti di spine, il corpo è coperto dalle monete che lasciano loro i passanti.

…………… IL PIÙ GRANDE RADUNO DI ESSERI UMANI DELLA STORIA - IMMAGINATE UN UOMO NUDO, CORPO E VISO COSPARSI DI CENERE, BARBA E CAPELLI LUNGHISSIMI, CHE HA “ANNODATO” IL SUO PISELLO INTORNO A UN BASTONE. POI PENSATE DI INCONTRARE METÀ DELLA POPOLAZIONE ITALIANA, 30 MILIONI DI PELLEGRINI HINDU, IN UN’AREA DI 50 KM INTORNO A UN FIUME - METTETECI CALDO DI GIORNO, FREDDO DI NOTTE, MERDA E PISCIO OVUNQUE, FREAKS, STORPI, TRUFFATORI, MENDICANTI, TURISTI IN CRISI D’IDENTITÀ…

ecco la Kumbh Mela, rimane pero che durante questo periodo chiunque si bagna con atteggiamento profondamente devozionale nelle acque del Gange, può lavare dalla propria anima tutti i residui del proprio Karma ,

Gli uomini si spogliano, restano in mutande e si buttano nel fiume, le donne entrano completamente vestite, nei loro sari colorati.

Si lavano la faccia, non contenti bevono e portano via l’acqua in bottiglie di plastica, e tutti urlano felici per l’avvenuta loro purificazione.



lunedì 6 giugno 2011

Tra capolavori d'arte e religiosità mistica.






Tra una natura incontaminata dolce e selvaggia, tra panorami mozzafiato sin da lontano appare il Santuario Francescano che il Sacro Monte della Verna ospita .
raggiungere il santuario è ripercorrere questo cammino di fede reso ancor più emozionante e coinvolgente dalla foresta argentata dei faggi che tutto avvolge .
Superato l'arco d'ingresso, ci si trova nel Quadrante, ampio piazzale così chiamato per la Meridiana incisa sul campanile della Chiesa Maggiore.


All'interno della Chiesa Maggiore, la Basilica di Santa Maria Assunta che presenta un'unica navata con volta a crociera, qui si trovano magnifiche terrecotte invetriate di Andrea della Robbia e bottega, come la Madonna del Rifugio, la Natività,


l'Ascensione e l'Annunciazione.

Situata più in basso, rispetto alla chiesa Maggiore, la chiesina di Santa Maria degli Angeli, di semplicissima architettura, fondata nel 1216 per volere di San Francesco.
L'interno, a navata unica con volta ogivale, conserva, come la chiesa maggiore, terrecotte invetriate di Andrea della Robbia (1480-85).

Gli episodi principali della vita del Santo li troviamo percorrendo il corridoio delle stimmate affrescato da Baccio Maria Bacci
i suoi 78 metri di lunghezza sono interrotti dalla porticina che conduce al letto di San Francesco,

un giaciglio ricavato nella dura roccia internamente ad una piccola grotta.


Nelle lunghe veglie di preghiera chiedeva a Dio di provare un po’dell’amore e del dolore che Gesù aveva sentito nei momenti della sua Passione. Fu esaudito e, nella notte tra il 16 e il 17 settembre del 1224, pochi giorni dopo la festa dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), un Serafino con le sembianze di Cristo gli trafisse le mani, i piedi e il costato. Fu il primo caso di stimmatizzazione avvenuto nella Chiesa, un enorme privilegio concesso da Cristo a chi si era conformato di più a Lui.
Reliquie del santo conservate a La Verna
Saio di San Francesco
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