auto antiche e moderne

martedì 25 agosto 2009

Roccella Calabria


Bourg de La Rocella dans la Calabre ulteriore-Gravè à l'aufort par Allix
ALLIX o ALIX François, Honfleur 1753 - Parigi 1794
Terminè par de Ghendt DE GHENDT Emmanuel Jean Népomucène, Saint-Nicolas 1738 - Parigi 1815
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Antica ma sopratutto rara incisione all'acquaforte presentata da elioarte.
Riferimenti :in viaggio nell'Italia del Sud da Napoli a Malta.Viaggio pittoresco o descrizione delle Rovine di Mapoli e Sicilia di Jean Claudio Richard Abbè de Saint Non 1781 1786 Catalogo ragionato,riveduto,corretto e ampliato a cura di Silverio Salomon ed Elisabetta Rollier http://www.salamonprints.com/Cataloghi/SaintNon.pdf

Roccella Ionica (o Roccella Jonica) (Rucceja in dialetto roccellese) è un comune di 6.768 abitanti della provincia di Reggio Calabria che si trova sulla costa jonica. Probabilmente sorge sull'antica città magno greca di Amfissa.

I resti medievali sono visitabili attraverso una passeggiata panoramica che, a partire da Torrente Zirgone, porta dalla costa al promontorio dell'antica cittadella, e da qui alla vicina torre di avvistamento meglio nota come "Torre di Pizzofalcone".

domenica 23 agosto 2009

La vera storia di Mata e Grifone ?


La vera storia di Mata e Grifone ? :

Quando Re Ruggero, iniziatore della stirpe normanna, è riuscito a conquistare la Sicilia e restituirla alla religione cristiana nel XI sec. in città ( a Messina e paesi limitrofi) governavano Grifone , re arabo e sua moglie Mata, autoctona di Camaro. Ruggero fece una sfilata trionfale in città con alla testa una statua della vergine Maria e dietro i prigionieri arabi e tra di essi c'erano il Re e la Regina a cavallo che seguivano il carro del Re Cristiano. (versione normanna)
un altra storia ancora è : al tempo dell'invasione araba (IX sec.) a Messina governavano i Greci (o meglio gli imperatori di Bisanzio che parlavano greco) che nel dialetto di allora si chiamavano Grifoni (per via di ciò che avevano dipinto nel vessillo imperiale o una cosa del genere). durante questa invasione ci fu una caccia al greco per ucciderlo al grido "Mata el Grifon" cioè "Ammazza il Greco". (versione patriottica)da questo momento il grido "Mata el grifon" divenne "Mata e Grifone" e su di esso si creò la storia d'amore della Bella e grossa Mata e dell'altrettanto imponenete Grifone.(vedi versone romantica)...

Nella foto i famosi giganti di cartapesta Mata e Grifone danzanti a Seminara durante la festa del 14 e 15 agosto

sabato 22 agosto 2009

Ceramica a Seminara

Nel panorama della lavorazione della terracotta in Calabria, Seminara rappresenta l’optimum per il suo genere di produzione che si caratterizza per le sue forme originali ed i colori vivaci. Si lavora l’argilla ancora secondo la più antica tradizione, con pochi strumenti e molta fantasia. Spesso bastano un tornio, l’argilla e l’acqua e le mani degli artisti locali per vedere scaturire delle autentiche opere d’arte . Proprio perché modellato “a mano” ogni pezzo è un “unicum” con evidente qualità superiore rispetto alla produzione di serie. Nell’antica bottega "Mangione", oggi diretta dall' artista signor Giuseppe Ferraro, ecco alcune foto a comprova. Colori, decorazioni, ornamenti richiamano antiche leggende, rituali magici ed allegorie, maschere, fiasche, e borracce modellate a forma di tarallo,o di colomba,o di riccio o di pesce.

giovedì 20 agosto 2009

SAPORI DI CALABRIA



prosegue il mio viaggio iniziato in Sicilia e ora sono in Calabria.
Una vera e propria ricchezza gastronomica è racchiusa nei preziosi frutti, prodotti e raccolti di Calabria.Vi è il sapore ed il profumo di una natura unica, fatta di boschi millenari, di verde rigoglioso e meraviglioso colore mediterraneo. Lo si avverte nella semplicità delle pietanze, nei sapori forti e decisi e nella fantasia delle tradizioni da proteggere e valorizzare. Migliaia e migliaia di ricette per migliaia e migliaia di sensazioni sempre diverse, ma accomunate dall’intenso aroma mediterraneo. Gli itinerari conviviali regalano gusti inconfondibili e delicati piaceri, raffinate sculture culinarie e piatti antichi e desueti.. La combinazione di spezie ed oli esprimono l’anima ed il profumo della Calabria, accogliente nella sua dimensione di pace, dignitosa nella sua abbondanza e varietà di alberatura e di coltura.
Deliziosi e stuzzichevoli i sughi preparati per condire le paste. Manzo, vitello, maiale e agnello trattati con l’olio d’oliva calabrese conferiscono qualità e gusti inenarrabili. Peperoni e peperoncini, dai tocco piccante, aggiungono sapore e sapore in un crescendo di bontà e fragranza.
Nei luoghi montani le pietanze si colorano e si profumano della grande eterogeneità di funghi, davvero molto diffusi in tutto il territorio. Largamente rinomati i funghi rositi della Sila. Rimanendo sempre a quote elevate, latticini, formaggi, insaccati, cacciagione e frutti di bosco costituiscono autentiche varietà appetibili che assicurano ai palati più esigenti il piacere di stare a tavola.
Le verdure si fanno preferire nella preparazione di melanzane ripiene, peperonate e conserve sott’olio. Tra i prodotti esaltanti e caratteristici della terra calabrese sono da menzionare le cipolle rosse di Tropea, le zucche, i funghi porcini, le ciliegie.
Nelle valli e fino ad una certa altitudine, noci, nocciole e castagne decorano ed allietano le tavole. Le castagne è usuale infornarle ed intessere collane di varie dimensioni.
In prossimità delle coste dolci distese di agrumeti, di uliveti e fichi d’india offrono sapori spettacolari che rendono davvero uniche le pietanze calabresi.
Un posto di rilievo va pure assegnato al pesce. Tonno, pesce spada, bianchino, merluzzo, cernie, cefali e trote (di fiumi e di laghi), arrosti alla griglia o cucinati in salsa con aromatiche spezie, costituiscono piatti invidiabili e privilegiati.
E per finire Sua Maestà li vino. Molto pregiato quello di Cirò che si produce nei vigneti assolati dell’omonima cittadina, ma anche altri vini calabresi d.o.c. come Bivongi, Crati, Greco di Gerace, Lamezia S. Anna, Melissa, Pollino, Savuto si lasciano bere ed apprezzare per l’ottimo gusto e per l’aroma.

sabato 8 agosto 2009

VIDEO Viaggio in Sicilia


Video di un viaggio in Sicilia

domenica 2 agosto 2009

GELO DI ANGURIA


Rovente Agosto.Si beve per togliere la sete.Ma molto spesso una fetta di anguria si gusta con piacere,quindi perchè non provare anche con un dolcino fresco ed energetico:il"gelo di anguria".Non lo conoscete? Ecco a Voi dalla Sicilia la ricetta.
Preparazione per 8 persone
1Kg di polpa di anguria
100 g. di amido
200 g. di zucchero semolato
Passate al setaccio la polpa di anguria (attenti ai semi) e raccogliete il succo in un tegame.
Aggiungete l'amido e lo zucchero e fate addensare il composto,su fiamma dolce,mescolando.
Incorporate,quindi,la vaniglia e versate la crema in stampini appena inumiditi.
Lasciate raffreddare e ponete in frigo per 24 ore,prima di servire.

venerdì 31 luglio 2009

FRASCATOLE


Nella foto sopra esposta le Signore Maria Guccione e Marilù Terrasi


“FRASCATOLE”.


Da alcuni giorni in Sicilia .nei pressi di San Vito lo Capo,sono ospite in un alberghetto dal nome strano .”il Pocho”. Il Pocho sarebbe “il gatto”e di gatti infatti è pieno l'albergo. Ma non spaventatevi, non di gatti veri si tratta solo di una enorme quantità di gattini di tutte le misure e dimensioni, figure piccole e grandi , gadget statuette e immagini sparsi per i corridoi ,il salone, le stanze,tanto da essere presenti nelle targhette indicanti il numero delle camere e le relative chiavi.
Siamo a tavola in compagnia di un gatto portatovaglioli,e con un menù in cui primeggiano le “FRASCATOLE”. Ma cosa sono mai queste frascatole, vi chiederete? Le frascatole affondano le loro radici in usanze molto antiche.
Pare che il nome risalga al periodo della dominazione francese in Sicilia e deriverebbe da flasque,termine che in francese sta ad indicare qualcosa di tenero o molle.
Il dialetto avrebbe trasformato flasque in frasc,da cui frascatola,.
Ma dopo tanta etimologa del linguaggio, ancora non vi ho detto cosa gusterà il mio palato.
La frascatola è prodotta con semola di grano duro lavorata con lo stesso sistema con cui si lavora il couscous, ma un po' più a lungo e spolverando un po' di farina durante” l'incocciata”, in modo che le palline che si formano siano un po' più grosse rispetto a quelle del couscous.

Le frascatole di rado venivano preparate ad hoc,più spesso erano costituite da quelle parti grossolane di couscous incocciate male che venivano scartate, ma non buttate via;le si lasciava asciugare e venivano poi cucinate in brodo con sugo di verdure,generalmente fave o carciofi o cavolfiori,
Il piatto che ci viene proposto è dunque un revival di ciò che sopra vi ho descritto impreziosito con l'uso dell'aragosta.
Vi do la ricetta che la signora Maria Guccione , titolare con la sorella Giovanna , nel passato, a Favignana dell'albergo ristorante Egadi, questa sera insieme con noi ospite della Signora Marilù Terrasi,ci ha fornito nel corso di questa serata gastronomica.
Ingredienti per 4 persone:
Incocciare 3 etti di semola di grano duro a pallini grossolani e lasciarla asciugare per alcune ore.
Preparazione
Preparare una zuppa di pesce misto,a cottura ultimata spinarlo e filtrare il brodo, Sbollentare per 5 minuti un'aragosta di mezzo chilo,tagliarla a metà ,pulirla e farla a tocchetti piccoli.
Mettere i pezzi di aragosta a cuocere nel brodo di pesce per 10 minuti. In questo brodo,che intanto si è ristretto,buttare dentro le frascatole e un pò del pesce che abbiamo spinato. Lasciar cuocere per 6 – 7 minuti, prima di spegnere aggiungere un po' d'olio di oliva extravergine dal sapore non troppo forte,un po' di peperoncino e, se il brodo vi sembra salato,aggiungete un mestolo di latte.
Il piatto deve risultare semidenso
Con le frascatole è d'obbligo un buon vino bianco,ma se volete strafare,bevete Champagne !