auto antiche e moderne

martedì 15 settembre 2009

Un pittore calabrese



Una pittura immediata, felice,piena di luce e di colore.Questi sono le opere dell' ing. Giuseppe Buggè che nella sua selvaggia Calabria trova l'ispirazione per i suoi dipinti.
Ulivi centennari contorti nei loro tronchi,scorci di paesaggi dal mare turchese, paesaggi di natura bucolica,tutte immagini gradevoli e romantiche che ci fanno intravedere un pittore attento e sincero.
Siamo quindi lieti, con questo nostro breve filmato, di presentarlo ai nostri lettori.

giovedì 10 settembre 2009

La difesa di SOCRATE


Stralci dall’ “Apologia di Socrate” di Platone
La difesa di SOCRATE (al processo)
II
“…. Ed ora è giusto, o Ateniesi, che io mi difenda per primo dalle vecchie accuse e dai vecchi accusatori; in seguito poi mi difenderò dalle accuse e dagli accusatori più recenti. In effetti numerosi sono coloro i quali già da tempo, anzi da molti anni ormai, mi accusano presso di voi senza aver mai detto nulla di vero; e sono proprio costoro che mi fanno più paura, che non Anito e i suoi seguaci, anche se non sono meno temibili. Ma quegli altri, o Ateniesi, lo sono molto di più, perché hanno fatto presa su di voi mentre eravate ancora fanciulli con lo spargere sul mio conto accuse non vere.
Costoro infatti vi hanno fatto credere che v'è un certo Socrate, uomo sapiente, indagatore dei fenomeni celesti e dei misteri che si nascondono sotto terra, capace di far prevalere la causa cattiva sulla buona. Sono questi, o Ateniesi, i miei temibili accusatori, questi che hanno sparso sul mio conto tale fama ………….

E ciò che è più sconcertante è che non si possa né conoscere, né citare i loro nomi, salvo di quelli che per invidia o per calunnia hanno insinuato tali accuse, sia quelli che, persuasi, hanno a loro volta finito col persuadere altri, tutti costoro costituiscono per me un grave imbarazzo: non è possibile, infatti, né portarli qui a comparire, né confutarli nelle loro accuse……….

A questo punto qualcuno di voi sarà tentato di chiedermi: -Che faccenda è questa allora, o Socrate? Donde ti sono nate queste calunnie? Se, come tu dici, non hai fatto nulla di eccezionale, nulla di diverso che gli altri non fanno, perché allora ti si è attribuita una sì cattiva fama? Spiegaci tutta questa faccenda perché noi non si abbia a giudicare a caso……….

Vi prego di non schiamazzare, o Ateniesi, se vi sono sembrato alquanto presuntuoso, perché ad attribuirmi tale sapienza, se pur ne posseggo alcuna, non sono io, ma uno che per voi è degno di fede………………………….

Per queste mie indagini, o Ateniesi, mi sono procurato molte inimicizie, aspre e fierissime, dalle quali sono nate tante calunnie.


Ritorno al presente: sono passati migliaia e migliaia di anni da quanto sopra trascritto.I mali dell’uomo rimangono sempre gli stessi :l’invidia la calunnia i pubblici mentori.
Al buon intenditor poche parole ,ogni allusione,dunque, ai giorni nostri è puramente casuale.

domenica 6 settembre 2009

Sul calar della sera Riflessioni


In questo momento che il globo infuocato sta per scomparire dietro l’orizzonte mi viene in mente un manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica Chiesa di San Paolo.
Procedi con calma fra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia. Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te. Godi dei tuoi successi ed anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine. Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, e hai pieno diritto d’esistere. E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali che siano i tuoi affanni ed aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace con il tuo spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice.

lunedì 31 agosto 2009

Interno neo gotico del Real Duomo di Erice

L'INTERNO
È a tre navate. Di non grandi dimensioni, presenta delle caratteristiche che ne fanno un capolavoro dell'arte neogotica e certamente il più bell'esemplare in Sicilia.
Dopo il rovinoso crollo del 1853, a motivo della sua fondazione regale, fu invocato sul Duomo il patrocinio del Re, la cui corte allora risiedeva a Napoli. Arrivarono da Napoli, per interessamento del barone Alberto Barberi i progetti dell'Architetto Dominici, in stile neogotico, che allora era in voga in tutta Europa e in America (pensiamo alla Sainte Chapelle a Parigi o alla sede del parlamento londinese ecc...). Fu iniziata la ricostruzione nel gennaio 1854 e terminata nel 1865 sotto la direzione dell'architetto Fra' Francesco La Rocca.

Interno Real Duomo Le volte


Interno Real Duomo Le volte
Inserito originariamente da buggeelio
Interno Real Duomo Le volte
Ma dove il frate architetto Fra' Francesco La Rocca direttore dei lavori espresse il suo genio, fu nella decorazione della chiesa, soprattutto in quella delle volte. La decorazione presenta infatti le consuete linee neogoti-che, ma contestualizzate con motivi moreschi, cosicché richiama atmosfere tipicamente arabe. Inoltre, così com'era - e lo è ancora, sebbene in tono minore - costume presso il popolo siciliano, in occasioni solenni, procedere ad "apparare" (ovvero allestire con decorazioni particolari) gli interni delle case o delle chiese con pizzi e merletti preziosi - arte per cui Erice era rinomatissima -così l'architetto direttore dei lavori volle che il neogotico ericino fosse caratterizzato da una peculiare decorazione donando un "apparato" alla chiesa che fosse esso stesso permanente. Oggi pertanto la chiesa, soprattutto nelle volte, presenta una decorazione in stucco, che sembra tutto un merletto prezioso e che impressiona non poco il visitatore.

Inserito da buggeelio il 31 ago '09 20.28.

Il Cappellone Real Duomo di Erice


Il Cappellone Real Duomo di Erice
Inserito originariamente da buggeelio
IL CAPPELLONE
Il transetto davanti al presbiterio interrompe la fuga delle navate cosicché tutte e tre le navi della chiesa hanno sbocco nell'unico cappellone che accoglie gli stalli del coro ligneo rifatto nel 1815. L'ancona marmorea sull'altare maggiore è opera di Giuliano Mancino (1513) e raffigura nel nastro di base Gesù con i dodici apostoli e alcuni padri della chiesa. Il corpo dell'opera presenta una nicchia centrale più grande, con a fianco altre quattro nicchie. Nella nicchia centrale sta la Vergine "Tenda dell'alleanza" assisa in trono con bambino in braccio sovrastata da un tabernacolo. Alla destra della Vergine, i Santi Pietro e Giovanni Battista, mer. tre alla sinistra stanno i santi Paolo e Giuliano. Più in alto ci sono le formelle con scene della passione di Cristo con in alto la risurrezione. A coronare l'opera stanno quattro figure di profeti e il timpano che presenta la nascita di Gesù.

domenica 30 agosto 2009

REAL DUOMO DI ERICE



Il duomo di Erice Sicilia

Secondo la tradizione la chiesa fu innalzata già ai tempi dell’imperatore Costantino nel IV sec. d. C..
L’edificio che oggi ammiriamo fu edificalo nel 1312 dal Re Federico li d’Aragona, con materiale proveniente dal tempio della Venere Ericina.
Nel corso dei secoli il sacro tempio fu più volte rimaneggiato.
L’ interno crollò nel 1853. Pressoché immediatamente se ne iniziò la ricostruzione e in dieci anni il Real Duomo rinacque in quelle splendide forme che oggi costituiscono un prezioso esempio di arte neo-gotica
La torre, costruita alla fine del ‘200 da Federico III d’Aragona e alta 28 metri, è illuminata da monofore e bifore, la scala è composta da 108 gradini.
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