auto antiche e moderne

giovedì 10 settembre 2009

La difesa di SOCRATE


Stralci dall’ “Apologia di Socrate” di Platone
La difesa di SOCRATE (al processo)
II
“…. Ed ora è giusto, o Ateniesi, che io mi difenda per primo dalle vecchie accuse e dai vecchi accusatori; in seguito poi mi difenderò dalle accuse e dagli accusatori più recenti. In effetti numerosi sono coloro i quali già da tempo, anzi da molti anni ormai, mi accusano presso di voi senza aver mai detto nulla di vero; e sono proprio costoro che mi fanno più paura, che non Anito e i suoi seguaci, anche se non sono meno temibili. Ma quegli altri, o Ateniesi, lo sono molto di più, perché hanno fatto presa su di voi mentre eravate ancora fanciulli con lo spargere sul mio conto accuse non vere.
Costoro infatti vi hanno fatto credere che v'è un certo Socrate, uomo sapiente, indagatore dei fenomeni celesti e dei misteri che si nascondono sotto terra, capace di far prevalere la causa cattiva sulla buona. Sono questi, o Ateniesi, i miei temibili accusatori, questi che hanno sparso sul mio conto tale fama ………….

E ciò che è più sconcertante è che non si possa né conoscere, né citare i loro nomi, salvo di quelli che per invidia o per calunnia hanno insinuato tali accuse, sia quelli che, persuasi, hanno a loro volta finito col persuadere altri, tutti costoro costituiscono per me un grave imbarazzo: non è possibile, infatti, né portarli qui a comparire, né confutarli nelle loro accuse……….

A questo punto qualcuno di voi sarà tentato di chiedermi: -Che faccenda è questa allora, o Socrate? Donde ti sono nate queste calunnie? Se, come tu dici, non hai fatto nulla di eccezionale, nulla di diverso che gli altri non fanno, perché allora ti si è attribuita una sì cattiva fama? Spiegaci tutta questa faccenda perché noi non si abbia a giudicare a caso……….

Vi prego di non schiamazzare, o Ateniesi, se vi sono sembrato alquanto presuntuoso, perché ad attribuirmi tale sapienza, se pur ne posseggo alcuna, non sono io, ma uno che per voi è degno di fede………………………….

Per queste mie indagini, o Ateniesi, mi sono procurato molte inimicizie, aspre e fierissime, dalle quali sono nate tante calunnie.


Ritorno al presente: sono passati migliaia e migliaia di anni da quanto sopra trascritto.I mali dell’uomo rimangono sempre gli stessi :l’invidia la calunnia i pubblici mentori.
Al buon intenditor poche parole ,ogni allusione,dunque, ai giorni nostri è puramente casuale.

1 commento:

saria ha detto...

i mali del mondo sono sempre uguali, anche se passano inesorabili i secoli, perchè la natura dell'uomo non cambia , anzi peggiora dal momento che ormai l'essere umano mette al posto della propria spiritualità il "dio denaro" ed il "dio potere"