La Via della Seta - un antico ponte di scambi
tra Oriente ed Occidente
Parlando dell'antica via della seta, forse non ne siete del tutto all'oscuro. Oltre 2000 anni fa proprio attraverso questa via l'Oriente e l'Occidente realizzarono i loro primi contatti,dando inizio agli scambi tra Asia, Europa ed Africa che hanno esercitato un'importante influenza sulla storia della civiltà mondiale.
L'espressione "Via della Seta" fu usata per la prima volta nel 1877 dal geografo tedesco Ferdinand Von Richtohofen.
La via della seta comprende in realtà due itinerari, terrestre e marittimo. Tuttavia quella di cui si parla comunemente è la via della seta terrestre.
La via della seta terrestre partiva da Chang'an ed arrivava a Roma. Chang'an era la capitale della Cina oltre 2000 anni fa e corrisponde all'attuale Xi'an, capoluogo della provincia dello Shaanxi, nella parte centro-settentrionale del paese, dove si trova la famosa tomba del primo imperatore cinese Qin Shihuang. Non sappiamo precisamente quando i mercanti abbiano iniziato i loro traffici lungo la via, tuttavia dai dati storici emerge che il periodo più prospero della via e che più ha attirato l'attenzione della parte ufficiale risale al secondo secolo a.C. Da allora, per oltre mille anni fino alla metà del 14° secolo, attraverso questa antica via, sulla base del commercio della seta e dei suoi derivati, la Cina e i vari paesi occidentali hanno avuto ampi scambi in molti settori. Qui con Occidente si intendono i paesi situati ad ovest della Cina, cioè l'Asia centrale, meridionale, ed occidentale, l'Africa settentrionale, ed orientale e l'Europa. L'apertura della via della seta contiene elementi di casualità. In quel periodo, la dinastia Han al potere in Cina era spesso aggredita dall'etnia nomade degli Unni, stanziata nel nord e nord-ovest del paese. Nel 139 a.C. l'imperatore inviò quindi un certo Zhang Qian nello Stato di Rouzi, corrispondente all'attuale Afghanistan, per convincerlo ad attaccare insieme agli Han gli Unni. Il viaggio di Zhang Qian verso Occidente durò 13 anni. Anche se l'obiettivo dell'alleanza con lo Stato di Rouzi contro gli Unni non fu raggiunto, tuttavia la comprensione dell'entroterra cinese sulle zone occidentali aumentò notevolmente. Nel 119 a.C. , autorizzato dall'imperatore, Zhang Qian guidò una grande missione in vari paesi occidentali. Grazie ai due viaggi verso Occidente, Zhang Qian visitò molti paesi dell'Asia centrale. Egli spedì inoltre parecchie decine di suoi assistenti nell'Asia occidentale, Africa nord-orientale, India ed alcuni paesi situati a nord del Mar Nero e del Lago d'Aral per attività politiche e commerciali. In seguito, col pretesto di offrire tributi, alcuni paesi inviarono spesso delegazioni a Chang'an, capitale cinese di allora, per visite o attività commerciali. Proprio lungo l'initerario di Zhang Qian, la seta cinese venne trasportata verso Occidente, incontrando particolare successo in vari paesi.
Nascita: 164 avanti Cristo, Chenggu County, Hanzhong
Secondo i dati storici, Cesare, imperatore di Roma, una volta indossò una toga di seta fabbricata in Cina per assistere ad uno spettacolo, colpendo il pubblico per la bellezza inimitabile del tessuto cinese. I nobili e i ricchi imitarono uno dopo l'altro Cesare, per cui allora il prezzo della seta giunse a raggiungere quello dell'oro. Grazie all'apertura della via della seta, la seta, la tecnica di allevamento del baco e la tessitura della seta, la siderurgia, la carta, la porcellana, la tecnica di scavo dei pozzi, il tè e così via furono esportati dalla Cina in Occidente, mentre gli articoli di lana, il vetro, l'agata, il cotone, l'uva ed i cocomeri e, dal lato religioso, il Buddismo indiano, furono introdotti in Cina. Durante la sua evoluzione di oltre 1000 anni, a causa dei cambiamenti storici, la via della seta venne suddivisa in alcuni itinerari tra cui l'itinerario del deserto e quello della prateria: il principale, quello del deserto, partiva da Chang'an, in Cina, giungendo a Dunhuang, nell'ovest, per poi suddividersi in due linee sud e nord entrambe dirette in occidente. La linea sud, attraversando la parte meridionale del Xinjiang Uygur della Cina, arrivava in Afghanistan, mentre la linea nord, attraversando la parte settentrionale del Xinjiang Uygur della Cina e le Repubbliche di Uzbèkistan e di Turkmènistan si univa poi alla linea sud, attraversando quindi Iran, Iraq e Siria, per giungere la sponda orientale del Mediterraneo e alla fine a Roma, e nell'Africa settentrionale e orientale. Il declino della Via della seta iniziò verso la metà del 14° secolo a causa del costante sviuppo della navigazione marittima. Da allora in poi la via della seta marittima diventò il principale canale degli scambi economici e culturali tra Est ed Ovest.
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giovedì 29 giugno 2017
LA STORIA DELLA VIA DELLA SETA
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lunedì 12 giugno 2017
Preparazione del gelo di anguria (gelo di melone)
Ricetta del gelo di melone o gelatina di anguria
Ingredienti per 4 porzioni di gelo di melone:
- 750 g circa di polpa d’anguria (per ricavarne 500 ml di succo)
- 40 g di amido di frumento (per la versione senza glutine io ho usato la stessa quantità di maizena)
- 50-70 g di zucchero semolato e della frutta candita a dadini.
- Per aromatizzare: Un pizzico di cannella in polvere.
- Per decorare: cioccolato fondente quanto basta .
- granella di pistacchi o di mandorle.
Tagliare a pezzi l’anguria e passarla
fino a estrarne 500 ml di succo. Filtrare il succo per eliminare i semi e
versarlo poco per volta in una pentola, mescolandolo all’amido setacciato.
Unire al composto lo zucchero, porre la
pentola sul fornello a fiamma moderata e mescolare con cura fino a quando
il gelo di anguria non si sarà fatto vischioso a sufficienza e avrà assunto un
colorito intenso (10-20 minuti).
Trascorso questo tempo, togliere il gelo
dal fuoco e metterlo a raffreddare in un altro recipiente. Quando sarà
diventato sufficientemente tiepido, unire la frutta candita a dadini e i pezzetti di cioccolato e versare il tutto in alcune coppette o stampini.
Fare raffreddare il gelo di anguria in
frigorifero per il tempo necessario affinché assuma più o meno la consistenza
di un budino e, infine, guarnire con una spolverata di cannella, qualche altro pezzetto di cioccolato e la granella di pistacchio prima di servire.
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lunedì 5 giugno 2017
Due filmati ricordo
Due filmati ricordo realizzati da Gianni Ioppolo con foto "elioarte".
Viaggio in Sicilia
.....Orta San Giulio è un comune di 1.161 abitanti della provincia di Novara, inserito nella lista dei i borghi più belli d'Italia ed insignito della bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. Orta è situata su una penisola al centro della sponda orientale dell'omonimo lago, a 45 chilometri dal capoluogo Novara. La storia della città di Orta è intimamente legata a quella del territorio del Lago d'Orta. Lo stemma del comune reca la scritta Hortus Conclusus (giardino chiuso), da cui il nome Orta deriva. Il centro di Orta, completamente dedicato ai pedoni, è caratterizzato da viuzze strette molto pittoresche: la principale corre parallela alla riva del lago e si interseca con alcune ripide viette che si allontanano dal lago portando verso il Sacro Monte (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) o verso l'ampia zona dei parcheggi. Da un lato della piazza principale (piazza Motta), dalla quale partono le imbarcazioni dirette all'Isola di San Giulio, si trova la salita della Motta alla cui sommità è posta la parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo. Fa parte del comune di Orta San Giulio l'unica isola del Lago d'Orta, l'Isola di San Giulio. Lunga 275 metri e larga 140 dista dalla riva circa 400 metri. L'isola è dominata dall'edificio del Seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello. Nel seminario si trova ora un convento di suore benedettine di clausura, il Monastero Mater Ecclesiae. Le suore sono dedite a "lavori manuali e all'ospitalità spirituale". Dal 1984 presso il convento ha sede la "Scuola di restauro di tessuti e arazzi" collegata all'Opificio delle pietre dure di Firenze. Sull'isola si trova anche la Basilica di San Giulio, dalla facciata e dall'esterno romanico mentre l'interno fu rimaneggiato nel XVIII secolo.
.....Le indagini archeologiche hanno dimostrato l'antichità della presenza umana, attestata dal Neolitico all'Età del Ferro. Secondo la leggenda della vita di San Giulio in età romana il sito sarebbe stato abbandonato. È possibile però, benché manchino riscontri archeologici, che l'isola fosse un centro cultuale precristiano. Ciò spiegherebbe, sia il motivo per cui l'evangelizzatore decise di costruirvi, verso il 390, la prima chiesa, sia il simbolo adombrato dalla leggendaria infestazione di serpi e draghi. Tali rettili sarebbero quindi una allegoria del Male e, nel caso specifico, del paganesimo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce i resti di un'antica chiesa, datata tra la fine del V ed il VII secolo, fornendo base storica alla Leggenda.
Nell'Alto Medioevo la posizione strategica rese l'isola un importante centro difensivo. Una tradizione, tuttora dibattuta, identifica nel castello dell'isola, il castrum edificato da vescovo di Novara Onorato, citato dal poeta e vescovo di Pavia Ennodio (lib. II Carm.).
In epoca longobarda l'isola era certamente fortificata e, secondo la testimonianza di Paolo Diacono, vi risiedette il Duca Mimulfo. Gli eventi bellici del 962, quando l'imperatore Ottone I assediò sull'isola per mesi la regina Willa moglie di Berengario II re d'Italia, portarono forse alla distruzione della chiesa primitiva.
Dal 1219 i Vescovi di Novara assunsero la piena sovranità sul territorio della Riviera di San Giulio, di cui l'isola era il centro religioso e amministrativo. Le attività economiche si spostarono però gradualmente verso il vicino borgo di Orta, che nel corso del XVII secolo finì per dare il nome al lago, che nel medioevo era noto come Lago di San Giulio. L'occupazione del castello ebbe un ruolo decisivo durante le turbolenze che videro gli abitanti della Riviera difendere accanitamente la propria libertà contro le scorrerie delle milizie mercenarie provenienti dal vicino Ducato di Milano nella prima metà del Cinquecento. Nel 1841 il castello medievale fu abbattuto per far posto al nuovo grande Seminario Vescovile.
Una strada pedonale percorre l'intero perimetro dell'isola costeggiando le antiche case dei canonici, una delle più antiche fu di proprietà di Cesare Augusto Tallone, costruttore di pianoforti artigianali e accordatore di Arturo Benedetti Michelangeli. Ogni anno vi si tiene un'apprezzata rassegna di concerti.
Nel 1973 venne fondato sull'isola un monastero benedettino, il monastero Mater Ecclesiae, nel quale vengono svolte importanti ricerche, studi e traduzioni di testi antichi. Il monastero ha anche un laboratorio di restauro e centro di ricerca e studio sui tessuti antichi. Da alcuni anni il monastero ha sede nell'ex seminario.
Poeti, filosofi e pensatori affascinati dalla bellezza e dalla pace dei luoghi hanno scritto parole e versi sublimi su questo angolo intatto d'Italia
.....
Balzac: "Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa, un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e semplice, (...). Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo modesto e puro: il suo animo ristorato l'invita a rimanere là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia, con tutte le sue armonie e risveglia inconsuete idee....è quello, il lago, ad un tempo un chiostro e la vita...."
Piero Chiara: "Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti l'isola di San Giulio, simile all'aero purgatorio dantesco, esitante fra acqua e cielo"
Piero Chiara: "Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti l'isola di San Giulio, simile all'aero purgatorio dantesco, esitante fra acqua e cielo"
L. M. Ragg: "È uno dei pochi angoli d'Italia rimasti ancora immuni dal rumore del moderno progresso”
.....E per finire una poesia di Montale malinconica e sognante:
.......Sul lago d'Orta.......
Le Muse stanno appollaiate
sulla balaustra
appena un filo di brezza sull'acqua
c'è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso l'ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong. Qui non viene nessuno
da molti anni. Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
E' strana l'angoscia che si prova
in questa deserta proda sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico. E'
un'angoscia limbale sempre incerta
tra la catastrofe e l'apoteosi
di una rigogliosa decrepitudine.
Se il bandolo del puzzle più tormentoso
fosse più che un'ubbia
sarebbe strano trovarlo dove neppure un'anguilla
tenta di sopravvivere. Molti anni fa c'era qui
una famiglia inglese. Purtroppo manca il custode
ma forse quegli angeli (angli) non erano così pazzi
da essere custoditi.
sulla balaustra
appena un filo di brezza sull'acqua
c'è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso l'ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong. Qui non viene nessuno
da molti anni. Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
E' strana l'angoscia che si prova
in questa deserta proda sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico. E'
un'angoscia limbale sempre incerta
tra la catastrofe e l'apoteosi
di una rigogliosa decrepitudine.
Se il bandolo del puzzle più tormentoso
fosse più che un'ubbia
sarebbe strano trovarlo dove neppure un'anguilla
tenta di sopravvivere. Molti anni fa c'era qui
una famiglia inglese. Purtroppo manca il custode
ma forse quegli angeli (angli) non erano così pazzi
da essere custoditi.
Lago di Orta.
sabato 20 maggio 2017
Sulla leggendaria via della Seta :l'Uzbekistan - Khiva La città degli schiavi
Anche se si hanno tracce della città intorno
all'Viii secolo, allorché Khiva è citata come una piccola fortezza e un centro
commerciale sulla Via della Seta, le prime informazioni certe risalgono al
XVI secolo, quando essa divenne capitale del Khanato di Khiva nel 1592.
Per molto tempo la città viene ricordata per il mercato degli schiavi che destò
l'attenzione della Russia e nel !717 un esercito di circa
4000 uomini giunse a Khiva al comando del principe Aleksandr Bekovič. Intanto
conflitti che riguardavano il regno divamparono, prima contro l'emiro di
Bukhara, e poi contro Nadir Shah che nel 1740 distrusse
la città. Ricostruita verso la fine del XVIII secolo, essa ritornò al commercio
degli schiavi che le stava dando grandi vantaggi.Nel 1873 il generale russo Kostantin von
Kaufman, con un esercito che poteva contare 13.000 unità, conquistò in
pochissimo tempo città e regno che diventarono vassalli dello zar.
Ufficialmente il khanato di Khiva, venne abolito nel 1920, sostituito da
Michail Frunze con
la Repubblica Popolare del Khorezm. In seguito, nel 1924 , venne inglobata
nell'Uzbekistan
Il pittore Vasilij Verescagin ha rappresentato la presa di Khiva da parte delle forze russe.
Secondo una leggenda un vecchio moriva nel deserto dalla sete e allora prese nelle mani il bastone. La dove il bastone toccò la terra venne fuori un pozzo d'acqua. Meravigliato esclamò "Khev Vakhi"e fondò una città presso quel pozzo:la città di Khiva.
Il minareto di Kalta Minar
nell'Oriente islamico il minareto Kalta-Minar ( il tozzo) doveva essere il più alto.
La base del minareto ha il diametro di 14.2 m. Doveva avere 70-80 metri di altezza mentre il diametro doveva diventare più stretto nella sua parte superiore rendendolo in questo modo più solido.Ma l'edificazione, a causa della morte del khan nel 1855, fu interrotta a soli 29 metri di altezza.Il minareto è noto proprio perchè incompiuto e per la unicità della decorazione.(rivestimento con le mattonelle smaltate a vetro e con le maioliche.
MUHAMMAD IBN MUSO 780 - 850
Matematico e astronomo e considerato il padre dell'algebra"
I suoi maggiori contributi hanno riguardato i campi dell'algebra, della trigonometria dell'aastronomia/astrologia, della geografia e della cartografia
è nato a Baghdad nel 780.
La madrasa di Mukhammadam Rakhim-khan è ubicata di fonte a Kunya.Ark .L'edificazione della madrasa fu terminata nel 1876, ed è considerata una delle più grandi a Khiva ed è famosa nell'Asia Centrale
Il palazzo Tash-Khauli
Il complesso Tash Khauli a Khiva è il palazzo principale dei khan di Khiva. Il palazzi ubicato nella parte orientale della città fu eretto per ordine di Alla-Kuli-kan nell'arco di 8 anni (1830-1838) Prima fu eretta la parte residenziale dell'harem, dopo il luogo per le accoglienze ufficiali e infine l'aula del Tribunale.
La moschea Djuma fu costruita nel X sec. Alla fine del XIII sec la moschea fu ricostruita con i mezzi rilasciati da parte del Khan Abdurakhaman Meektar che regno in quel periodo nel khanato di Kiva.
Interesse particolare suscitano le 213 colonne di legno (intagliate a mano nel 1316 .1517, 1788) che sostengono il soffitto della grande sala.
La madrasa di Matniyaz Devan -Beghi fu eretta sotto l'ordine del ministro di finanze Mukhammad
Niyaz.La facciata principale fu rivolta alla madrasa Mukhammadam Rakhim-khan.
Il portale è decorato con la maiolica, mentre le cupole delle torri sono rivestiti con mattoni verdi smaltati a vetro. A fianco notiamo il minareto di Islam Khodja eretto nel 1908 sotto l'ordine di Islam Khodja, primo ministro del khan. Il minareto è considerato il simbolo di Khiva.La sua forma, stretta nella parte più alta,risale ai primi esempi dell'architettura del posto. Sul minareto i mattoni cotti si intrecciano con le fascie smaltate. Il minareto è alto 46.6 m.con il diametro alla base di 9.5 m.
Il mausoleo di Palvan Makhmud
Il complesso architettonico di Palvan Makhmud è uno dei capolavori dell'architettura di Khiva dalla metà del XIX sec. che rispecchia le tradizioni architettoniche del periodo precedente a Tamerlano.
L'Ichan Kala costituisce la parte abitata d Kihiva.Le mura dell'Ichan Kala sono alte 8. 10 m. spesse 6.8 m. e hanno 2250 m di lunhezza.Ci sono quattro porte d'entrata attraversando le quali uno può entrare nella città.
venerdì 19 maggio 2017
Sulla leggendaria via della seta: Uzbekistan Bukhara "2. a parte"
Bukhara La madrasa Chor-Minor (1807)
Bolo-Khauz (1712-1713)
La moschea Bolo-Khauz fu eretta nel 1712 ed è situata di fronte all'Ark . Qui i reggenti di Bukhara usavano pregare. All'inizio del XX sec.un grande ayvan fu aggiunto all'edificio della moschea.
L'ayvan è composto da 20 colonne fatte di legno di olmo ed è alto12.50 m.
L'ayvan è composto da 20 colonne fatte di legno di olmo ed è alto12.50 m.
Il soffitto dell'ayvan è ricoperto dalle pitture policrome.Recentemente il tutto è stato restaurato con la partecipazione dei migliori architetti e restauratori.
Il mausoleo di ISMAIL SAMANI
questo è un monumento architettonico del IX-X sec.,eretto per il reggente più eminente della dinastia dei Saminidi Ismail Samani. Egli regno alla fine IX sec. inizio del X sec. Oltre ad Ismail Samani nel mausoleo furono sepolti altri rappresentanti della dinastia quali il padre di Ismail Samani Akhmad e suo nipote Nasr.
Il mausoleo rappresenta una costruzione a forma di cubo che ricorda la cosa sacra per i mussulmani Kaaba.
Il mausoleo è cinto da una cupola in mattoni cotti che simboleggia l'Universo E' una costruzione con quattro facciate,tutti e quattro i muri dell'edificio sono ugualmente decorati e hanno l'aspetto di una sola facciata, ma solo una dispone dell'entrata nel mausoleo.
Sia all'interno che all'esterno furono utilizzati gli stessi tipi dell'ornamento realizzato in mattoni posati in 18 modi diversi creando molteplici disegni.
Chashma-i-Ayub
Questo è un gruppo di costruzioni differenti nella loro pianificazione e architettura. La costruzione
antica fu eretta nel XII secolo sotto la dinastia dei Karakhanidi Attenzione particolare attrae la cupola conica atipica per l'architettura medievale di Bukhara.
Il nome del mausoleo vuol dire "la fonte di Giacobbe" il quale come narra la leggenda salvò Bukhara dalla siccità
Il palazzo Sitorai -Mokhi-Khossa
Il nome del palazzo Sitorai -Mokhi -Khossa viene tradotto come " il luogo dove la luna si incontra con le stelle". Il palazzo fu una residenza estiva situata fuori città degli ultimi emiri di Bukhara. La costruzione del palazzo fu iniziata nel 1911 con la partecipazione degli architetti russi sotto l'ordine di un emiro di Bukhara Akhadkhan.
La combinazione di due stili architettonici-orientale e occidentale- è l'idea importante della composizione del complesso. I padiglioni, i giardini e parchi riproducono lo stile delle residenze estive europee dell'epoca.
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giovedì 18 maggio 2017
Sulla leggendaria via della seta: Uzbekistan Bukhara 1 prima parte
Madrasa di Nadir-Divanbeghi Bukhara
Il portale d'entrata rivestito con i mosaici intagliati che raffigurano l'ornamento vegetale,gli uccelli mitici e le gazzelle. Decorazione analogica a quella con la rappresentazione dei leoni sul portale della madrasa Sher Dor di Samarcanda
Il complesso Lyabi-Khauz comprende tre costruzioni storiche: la madrasa di Nadir -Divanbeghi (1622)
il cui portale lo abbiamo già visto all'apertura di questo post, la madrasa Kukeldash (1568-1569) e l'ospizio dei dervisci (1619-1620), dove i dervisci vaganti potevano dormire e riunirsi in preghiera.
(Lyabi Khauz viene tradotto come "l'orlo della piscina" Infatti nel cuore del complesso è situato un serbatoio d'acqua dalle dimensioni di 46 x 36 m.)
Il complesso "Poi Kalon " è riconosciuto "il cuore " di Bukhara formatosi nell'arco di alcuni secoli.
Il complesso è composto dalla madrasa Miri Arab,
la madrasa di Miri Arab (1535-1536) è il centro più importante degli studi islamici,( anche oggi, come prima in essa , arrivano i mussulmani non solo dell'Asia Centrale, ma anche dal Caucaso e altri paesi per l'istruzione ecclesiastica ) dalla
moschea del venerdì considerata una delle più vecchie costruzioni della Bukhara medievale, e
dal minareto Kalon noto come la sagoma unica della città.
Il minareto Kalon fu eretto nel 1127 sotto l'ordine di Arsalan-khan un reggente della dinasta dei Karakhanidi. E' alto 46 m e nella sua costruzione furono già previsti i sistemi antisismici,la cui testimonianza sono le fondamenta profonde 10 m.Il diametro della base è grande 9 m, mentre la parte superiore del minareto- 6 m.
Questo minareto ebbe una grande rilevanza strategica per la Bukhara medievale e riusci a sopravvivere l'invasione mongola capeggiata da Gengiz-khan poichè quest'ultimo si rese conto del significato strategico e pratico di una tale costruzione.
Ark (La fortezza)
L'Ark fu la residenza dei reggenti di Bukhara fu eretta 2000 anni fa su una collina artificiale,ed è circondata dalle mire fortificate alte da 16 a 21 m. La costruzione attuale è datata sec.XVI.
particolare delle mura della fortezza "ARK" ( segue nel post successivo)
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domenica 14 maggio 2017
Sulla antica via della seta: Navoiy Viloyatj
Navoiy iin Asia Centrale è il più grande centro dell'industria chimica ed elettrica.Ci sono 21 grandi imprese industriali a Navoi : settori industriali di energia elettrica, produzione di fertilizzanti minerali, filati di cotone e tessuti di seta. Navoi è una vera e propria oasi nella steppa. E' l a città più giovane del paese. La sua costruzione fu iniziata con decreto del governo nel 1958. È stata chiamata con il nome del più grande poeta e scienziato uzbeko : Alisher Navoi.
La città ha importanza economica essendo il più grande centro industriale della parte occidentale dell'Uzbekistan. La città divenne, per così dire, l'avamposto di costruzione nel deserto.
Anche se la città è molto giovane, questa zona e i dintorni di Navoi , hanno una ricca storia. Infatti nei tempi antichi la Grande Via della Seta passava attraverso queste terre. Numerose tracce dell' antica Saki, Khorezm, culture Baktriya e altro sono il risultato di ricerche archeologiche della zona.
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