auto antiche e moderne

mercoledì 26 luglio 2017

Venezia Immagini di una città unica al mondo


Palazzo Da Mosto il più originale e perfetto edificio civile del Duecento
Palazzo Corner Loredan
Particolare del Palazzo Ducale
Ponte dei Sospiri

Riva degli Schiavoni- Palazzo Ducale e Ponte dei Sospiri



Palazzo Corner  


Ponte di Rialto
Palazzo Loredan -Vendramin


Portico aperto sul Canal Grande



Abbazia di San Giorgio Maggiore  Il chiostro dei cipressi !516 -1540

La Ca D'Oro

Fondaco dei Turchi

domenica 2 luglio 2017

Gli argenti Punzoni e marchi ARGENTO ARGENTO ARGENTO



L'oro e l'argento. erano, anche nel Medioevo, i due metalli preziosi per eccellenza. L'argento, meno raro e di conseguenza meno costoso, venne utilizzato durante tutto il periodo medievale secondo procedimenti analoghi all'oro e adoperato come quello nella decorazione dei manoscritti di lusso.
 La carenza dell'oro, scomparso nel sistema monetario dall'epoca carolingia fino all'inizio del sec. 13° e, anche in seguito, riservato alle opere di grandissimo lusso, fece sì che l'argento  divenisse uno dei metalli più usati dagli orafi; pertanto gli oggetti di argento semplice o dorato conservati sono di gran lunga i più numerosi.
Bianco e brillante, l'argento è più duro dell'oro, quantunque fonda a temperatura più bassa (ca. 1000°C), è sonoro, donde l'importanza della proporzione dell'argento impiegato per la preparazione della lega per le campane; infine è malleabile ed estremamente duttile. 
L'argento. si trova allo stato naturale, ma le miniere di piombo argentifero erano sfruttate fin dall'Antichità. 
Benché sia meno duttile dell'oro, l'argento puro è comunque troppo malleabile per essere lavorato; di conseguenza, per essere utilizzato in oreficeria, deve essere legato a una piccola quantità di rame, sempre rigorosamente calcolata.
 A partire dai secc. 13° e 14° gli statuti degli orafi consentono di conoscere meglio le condizioni di utilizzazione dell'argento  e il titolo imposto per le opere eseguite.
Oltre alla regolamentazione del titolo dell'argento, queste differenti disposizioni ne precisano anche l'eventuale abbassamento, che poteva essere provocato dalla presenza di saldature. Dal 1223 gli statuti degli orafi veneziani fissano il titolo dell'argento utilizzato, in riferimento a quello della sterlina inglese.
Questo criterio, ripreso nel 1292 da Edoardo in Inghilterra, fu il più comune per tutto il Medioevo. 


L'ampia diffusione  di manufatti d'argento, spinse le autorità a regolamentarne il travaso dalla produzione per le monete, come era accaduto qualche secolo prima presso i bizantini, e di conseguenza in ogni paese si introdussero i punzoni per identificare a seconda dei casi il produttore, l'anno di lavorazione, il titolo dell'argento.
I punzoni di città erano garanti del titolo degli oggetti: uno dei primi punzoni 'il fiore di giglio' (Parigi)   è stato impresso su un oggetto d'argento., il reliquiario portatile di Herkenrode (1286). (abazia cistercense)


Oggi in Italia i titoli più usati sono argento 800 o 925.

Per  uno studio più approfondito sulla materia consigliamo :marchi dell'argenteria e oreficeria europee dal XVI al XIX secolo  Edizione Istituto Geografico De Agostini.Novara .


sempre della stessa casa editrice :


ANTIQUARIATO


oreficeria e argenteria in Europa dal XVI al XIX secolo.


Spesso si cerca a lungo, sugli orli di un candeliere,sul dorso di un piatto d'argento, o dietro la coppa di un cucchiaio di vermeil,finchè ,sotto la luce radente, appare, magari in parte limata dall'uso dell'oggetto, la minuscola punzonatura :la carta d'identità del pezzo d'argento o d'oro lavorato. La lente di ingrandimento servirà  a discernere meglio le minime forme,le lettere, i numeri, ed a portata di mano non dovrebbero  mancare i volumi sopra segnati, le cui chiare tavole ed immagini sveleranno, attraverso un attento ma agevole confronto, il luogo di produzione e l'epoca dell'oggetto. 
 Calamaio in argento vermeil :si suole indicare con il nome Vermeil l'argento 925 rivestito in oro.


cAlAMAMARIERA IN ARGENTO VERMEILLE









punzone del vassoio sopra esposto 


anfora in argento

L'argento sterling o argento sterlina (detto anche sterling silver) è una lega costituita principalmente da argento con l'aggiunta di rame.
Gli oggetti creati con questa lega d'argento vengono marchiati con un punzone che indica il titolo di argento presente nella lega. Il punzone più diffuso 925 indica una lega composta da 92,5% di argento e il restante 7,5% di rame (925 parti su 1000 di argento).
In Italia le leghe d'argento e i relativi punzoni sono regolati dal D.L. 251/99 del 22 maggio 1999. I titoli previsti sono 925, 835 e 800, e sono impressi all'interno di un ovale sull'oggetto creato nella rispettiva lega. I suddetti punzoni non danno affidabilità né garanzia se non affiancati dal punzone identificativo del fabbricante, che già da molti decenni in Italia è espresso dalla sigla della città preceduta da un numero (es. " 70 CT " oppure " 1 AR ", quest'ultimo divenuto addirittura il marchio dell'azienda produttrice). Questo simbolo, preceduto da una stellina secondo le ultime normative, riconduce al fabbricante.

giovedì 29 giugno 2017

LA STORIA DELLA VIA DELLA SETA

La Via della Seta - un antico ponte di scambi
tra Oriente ed Occidente


Parlando dell'antica via della seta, forse non ne siete del tutto all'oscuro. Oltre 2000 anni fa proprio attraverso questa via l'Oriente e l'Occidente realizzarono i loro primi contatti,dando inizio agli scambi tra Asia, Europa ed Africa che hanno esercitato un'importante influenza sulla storia della civiltà mondiale.

L'espressione "Via della Seta" fu usata per la prima volta nel 1877 dal geografo tedesco Ferdinand Von Richtohofen.

 La via della seta comprende in realtà due itinerari, terrestre e marittimo. Tuttavia quella di cui si parla comunemente è la via della seta terrestre.

La via della seta terrestre partiva da Chang'an ed arrivava a Roma. Chang'an era la capitale della Cina oltre 2000 anni fa e corrisponde all'attuale Xi'an, capoluogo della provincia dello Shaanxi, nella parte centro-settentrionale del paese, dove si trova la famosa tomba del primo imperatore cinese Qin Shihuang. Non sappiamo precisamente quando i mercanti abbiano iniziato i loro traffici lungo la via, tuttavia dai dati storici emerge che il periodo più prospero della via e che più ha attirato l'attenzione della parte ufficiale risale al secondo secolo a.C. Da allora, per oltre mille anni fino alla metà del 14° secolo, attraverso questa antica via, sulla base del commercio della seta e dei suoi derivati, la Cina e i vari paesi occidentali hanno avuto ampi scambi in molti settori. Qui con Occidente si intendono i paesi situati ad ovest della Cina, cioè l'Asia centrale, meridionale, ed occidentale, l'Africa settentrionale, ed orientale e l'Europa. L'apertura della via della seta contiene elementi di casualità. In quel periodo, la dinastia Han al potere in Cina era spesso aggredita dall'etnia nomade degli Unni, stanziata nel nord e nord-ovest del paese.

Nel 139 a.C. l'imperatore inviò quindi un certo Zhang Qian nello Stato di Rouzi, corrispondente all'attuale Afghanistan, per convincerlo ad attaccare insieme agli Han gli Unni. Il viaggio di Zhang Qian verso Occidente durò 13 anni. Anche se l'obiettivo dell'alleanza con lo Stato di Rouzi contro gli Unni non fu raggiunto, tuttavia la comprensione dell'entroterra cinese sulle zone occidentali aumentò notevolmente. Nel 119 a.C. , autorizzato dall'imperatore, Zhang Qian guidò una grande missione in vari paesi occidentali. Grazie ai due viaggi verso Occidente, Zhang Qian visitò molti paesi dell'Asia centrale. Egli spedì inoltre parecchie decine di suoi assistenti nell'Asia occidentale, Africa nord-orientale, India ed alcuni paesi situati a nord del Mar Nero e del Lago d'Aral per attività politiche e commerciali. In seguito, col pretesto di offrire tributi, alcuni paesi inviarono spesso delegazioni a Chang'an, capitale cinese di allora, per visite o attività commerciali. Proprio lungo l'initerario di Zhang Qian, la seta cinese venne trasportata verso Occidente, incontrando particolare successo in vari paesi.

Zhang Qian, scritto a volte Chang Ki Yen
, è stato un emissario imperiale nel mondo esterno alla Cina nel II secolo a.C.,
 nel periodo della dinastia Han. Wikipedia
Nascita164 avanti Cristo, Chenggu County, Hanzhong
Decesso114 avanti Cristo, Cina
Secondo i dati storici, Cesare, imperatore di Roma, una volta indossò una toga di seta fabbricata in Cina per assistere ad uno spettacolo, colpendo il pubblico per la bellezza inimitabile del tessuto cinese. I nobili e i ricchi imitarono uno dopo l'altro Cesare, per cui allora il prezzo della seta giunse a raggiungere quello dell'oro. Grazie all'apertura della via della seta, la seta, la tecnica di allevamento del baco e la tessitura della seta, la siderurgia, la carta, la porcellana, la tecnica di scavo dei pozzi, il tè e così via furono esportati dalla Cina in Occidente, mentre gli articoli di lana, il vetro, l'agata, il cotone, l'uva ed i cocomeri e, dal lato religioso, il Buddismo indiano, furono introdotti in Cina. Durante la sua evoluzione di oltre 1000 anni, a causa dei cambiamenti storici, la via della seta venne suddivisa in alcuni itinerari tra cui l'itinerario del deserto e quello della prateria: il principale, quello del deserto, partiva da Chang'an, in Cina, giungendo a Dunhuang, nell'ovest, per poi suddividersi in due linee sud e nord entrambe dirette in occidente. La linea sud, attraversando la parte meridionale del Xinjiang Uygur della Cina, arrivava in Afghanistan, mentre la linea nord, attraversando la parte settentrionale del Xinjiang Uygur della Cina e le Repubbliche di Uzbèkistan e di Turkmènistan si univa poi alla linea sud, attraversando quindi Iran, Iraq e Siria, per giungere la sponda orientale del Mediterraneo e alla fine a Roma, e nell'Africa settentrionale e orientale. Il declino della Via della seta iniziò verso la metà del 14° secolo a causa del costante sviuppo della navigazione marittima. Da allora in poi la via della seta marittima diventò il principale canale degli scambi economici e culturali tra Est ed Ovest.


lunedì 12 giugno 2017

Preparazione del gelo di anguria (gelo di melone)




Ricetta del gelo di melone o gelatina di anguria

Ingredienti per 4 porzioni di gelo di melone:


  • 750 g circa di polpa d’anguria (per ricavarne 500 ml di succo)
  • 40 g di amido di frumento (per la versione senza glutine io ho usato la stessa quantità di maizena)
  • 50-70 g di zucchero semolato  e della  frutta candita  a  dadini.
  • Per aromatizzare: Un pizzico di cannella in polvere. 
  • Per decorare: cioccolato fondente quanto basta .  
  • granella di pistacchi o di mandorle.

Tagliare a pezzi l’anguria e passarla fino a estrarne 500 ml di succo. Filtrare il succo per eliminare i semi e versarlo poco per volta in una pentola, mescolandolo all’amido setacciato.
Unire al composto lo zucchero, porre la pentola sul fornello a fiamma moderata e mescolare con cura fino a quando il gelo di anguria non si sarà fatto vischioso a sufficienza e avrà assunto un colorito intenso (10-20 minuti).
Trascorso questo tempo, togliere il gelo dal fuoco e metterlo a raffreddare in un altro recipiente. Quando sarà diventato sufficientemente tiepido, unire  la  frutta candita  a dadini e i pezzetti di  cioccolato e versare il tutto in alcune coppette o stampini.


Fare raffreddare il gelo di anguria in frigorifero per il tempo necessario affinché assuma più o meno la consistenza di un budino e, infine, guarnire con una spolverata di cannella, qualche altro  pezzetto di cioccolato e la granella di pistacchio prima di servire.

lunedì 5 giugno 2017

Due filmati ricordo

Due filmati ricordo realizzati da Gianni Ioppolo  con foto "elioarte".

Viaggio in Sicilia




.....Orta San Giulio è un comune di 1.161 abitanti della provincia di Novara, inserito nella lista dei i borghi più belli d'Italia ed insignito della bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. Orta è situata su una penisola al centro della sponda orientale dell'omonimo lago, a 45 chilometri dal capoluogo Novara. La storia della città di Orta è intimamente legata a quella del territorio del Lago d'Orta. Lo stemma del comune  reca la scritta Hortus Conclusus (giardino chiuso), da cui il nome Orta deriva. Il centro di Orta, completamente dedicato ai pedoni, è caratterizzato da viuzze strette molto pittoresche: la principale corre parallela alla riva del lago e si interseca con alcune ripide viette che si allontanano dal lago portando verso il Sacro Monte (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) o verso l'ampia zona dei parcheggi. Da un lato della piazza principale (piazza Motta), dalla quale partono le imbarcazioni dirette all'Isola di San Giulio, si trova la salita della Motta alla cui sommità è posta la parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nel 1485 e ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo. Fa parte del comune di Orta San Giulio l'unica isola del Lago d'Orta, l'Isola di San Giulio. Lunga 275 metri e larga 140 dista dalla riva circa 400 metri. L'isola è dominata dall'edificio del Seminario, costruito nel 1844 sulle rovine del castello. Nel seminario si trova ora un convento di suore benedettine di clausura, il Monastero Mater Ecclesiae. Le suore sono dedite a "lavori manuali e all'ospitalità spirituale". Dal 1984 presso il convento ha sede la "Scuola di restauro di tessuti e arazzi" collegata all'Opificio delle pietre dure di Firenze. Sull'isola si trova anche la Basilica di San Giulio, dalla facciata e dall'esterno romanico mentre l'interno fu rimaneggiato nel XVIII secolo.
.....Le indagini archeologiche hanno dimostrato l'antichità della presenza umana, attestata dal Neolitico all'Età del Ferro. Secondo la leggenda della vita di San Giulio in età romana il sito sarebbe stato abbandonato. È possibile però, benché manchino riscontri archeologici, che l'isola fosse un centro cultuale precristiano. Ciò spiegherebbe, sia il motivo per cui l'evangelizzatore decise di costruirvi, verso il 390, la prima chiesa, sia il simbolo adombrato dalla leggendaria infestazione di serpi e draghi. Tali rettili sarebbero quindi una allegoria del Male e, nel caso specifico, del paganesimo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce i resti di un'antica chiesa, datata tra la fine del V ed il VII secolo, fornendo base storica alla Leggenda.
Nell'Alto Medioevo la posizione strategica rese l'isola un importante centro difensivo. Una tradizione, tuttora dibattuta, identifica nel castello dell'isola, il castrum edificato da vescovo di Novara Onorato, citato dal poeta e vescovo di Pavia Ennodio (lib. II Carm.).
In epoca longobarda l'isola era certamente fortificata e, secondo la testimonianza di Paolo Diacono, vi risiedette il Duca Mimulfo. Gli eventi bellici del 962, quando l'imperatore Ottone I assediò sull'isola per mesi la regina Willa moglie di Berengario II re d'Italia, portarono forse alla distruzione della chiesa primitiva.

Dal 1219 i Vescovi di Novara assunsero la piena sovranità sul territorio della Riviera di San Giulio, di cui l'isola era il centro religioso e amministrativo. Le attività economiche si spostarono però gradualmente verso il vicino borgo di Orta, che nel corso del XVII secolo finì per dare il nome al lago, che nel medioevo era noto come Lago di San Giulio. L'occupazione del castello ebbe un ruolo decisivo durante le turbolenze che videro gli abitanti della Riviera difendere accanitamente la propria libertà contro le scorrerie delle milizie mercenarie provenienti dal vicino Ducato di Milano nella prima metà del Cinquecento. Nel 1841 il castello medievale fu abbattuto per far posto al nuovo grande Seminario Vescovile.
Una strada pedonale percorre l'intero perimetro dell'isola costeggiando le antiche case dei canonici, una delle più antiche fu di proprietà di Cesare Augusto Tallone, costruttore di pianoforti artigianali e accordatore di Arturo Benedetti Michelangeli. Ogni anno vi si tiene un'apprezzata rassegna di concerti.
Nel 1973 venne fondato sull'isola un monastero benedettino, il monastero Mater Ecclesiae, nel quale vengono svolte importanti ricerche, studi e traduzioni di testi antichi. Il monastero ha anche un laboratorio di restauro e centro di ricerca e studio sui tessuti antichi. Da alcuni anni il monastero ha sede nell'ex seminario.
Poeti, filosofi e pensatori affascinati dalla bellezza e dalla pace dei luoghi hanno scritto parole e versi sublimi su questo angolo intatto d'Italia
.....
Balzac: "Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa, un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e semplice, (...). Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo modesto e puro: il suo animo ristorato l'invita a rimanere là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia, con tutte le sue armonie e risveglia inconsuete idee....è quello, il lago, ad un tempo un chiostro e la vita...."

Piero Chiara: "Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti l'isola di San Giulio, simile all'aero purgatorio dantesco, esitante fra acqua e cielo"
L. M. Ragg: "È uno dei pochi angoli d'Italia rimasti ancora immuni dal rumore del moderno progresso”
.....E per finire una poesia di Montale malinconica e sognante:
.......Sul lago d'Orta.......
Le Muse stanno appollaiate
sulla balaustra
appena un filo di brezza sull'acqua
c'è qualche albero illustre
la magnolia il cipresso l'ippocastano
la vecchia villa è scortecciata
da un vetro rotto vedo sofà ammuffiti
e un tavolo da ping-pong. Qui non viene nessuno
da molti anni. Un guardiano era previsto
ma si sa come vanno le previsioni.
E' strana l'angoscia che si prova
in questa deserta proda sabbiosa erbosa
dove i salici piangono davvero
e ristagna indeciso tra vita e morte
un intermezzo senza pubblico. E'
un'angoscia limbale sempre incerta
tra la catastrofe e l'apoteosi
di una rigogliosa decrepitudine.
Se il bandolo del puzzle più tormentoso
fosse più che un'ubbia
sarebbe strano trovarlo dove neppure un'anguilla
tenta di sopravvivere. Molti anni fa c'era qui
una famiglia inglese. Purtroppo manca il custode
ma forse quegli angeli (angli) non erano così pazzi
da essere custoditi.





Lago di  Orta.





sabato 20 maggio 2017

Sulla leggendaria via della Seta :l'Uzbekistan - Khiva La città degli schiavi





Anche se si hanno tracce della città intorno all'Viii secolo, allorché Khiva è citata come una piccola fortezza e un centro commerciale sulla Via della Seta, le prime informazioni certe risalgono al XVI secolo, quando essa divenne capitale del Khanato di Khiva nel 1592. Per molto tempo la città viene ricordata per il mercato degli schiavi che destò l'attenzione della Russia e nel !717 un esercito di circa 4000 uomini giunse a Khiva al comando del principe Aleksandr Bekovič. Intanto conflitti che riguardavano il regno divamparono, prima contro l'emiro di Bukhara, e poi contro   Nadir Shah che nel 1740  distrusse la città. Ricostruita verso la fine del XVIII secolo, essa ritornò al commercio degli schiavi che le stava dando grandi vantaggi.Nel 1873  il generale russo Kostantin von Kaufman, con un esercito che poteva contare 13.000 unità, conquistò in pochissimo tempo città e regno che diventarono vassalli dello zar. Ufficialmente il khanato di Khiva, venne abolito nel 1920, sostituito da  Michail  Frunze  con la Repubblica Popolare del Khorezm. In seguito, nel 1924 , venne inglobata nell'Uzbekistan


Il pittore Vasilij Verescagin ha rappresentato la presa di Khiva da parte delle forze russe.


Secondo una leggenda un vecchio  moriva nel deserto dalla sete e allora prese nelle mani  il bastone. La dove il bastone toccò la terra venne fuori un pozzo d'acqua. Meravigliato esclamò "Khev  Vakhi"e fondò una città  presso quel pozzo:la città di Khiva.



Il minareto di Kalta Minar
nell'Oriente islamico il minareto Kalta-Minar ( il tozzo) doveva essere il più alto.
La base del minareto ha il diametro di 14.2 m. Doveva  avere 70-80 metri di altezza mentre il diametro doveva diventare più stretto nella sua parte superiore rendendolo in questo modo più solido.Ma l'edificazione, a causa della morte del khan  nel 1855, fu interrotta a soli 29 metri di altezza.Il minareto è noto proprio perchè incompiuto e per la  unicità della decorazione.(rivestimento con le mattonelle  smaltate  a vetro e con le maioliche.


MUHAMMAD IBN MUSO  780 - 850
Matematico e astronomo e considerato il padre dell'algebra"
I suoi maggiori contributi hanno riguardato i campi dell'algebra, della trigonometria dell'aastronomia/astrologia, della geografia e della cartografia
è nato a Baghdad nel 780.


La madrasa di Mukhammadam Rakhim-khan è ubicata di fonte a Kunya.Ark .L'edificazione della madrasa fu terminata nel 1876, ed è considerata una delle più grandi a Khiva ed è famosa nell'Asia Centrale
Il palazzo Tash-Khauli
Il complesso Tash Khauli a Khiva è il palazzo principale dei khan di Khiva. Il palazzi ubicato nella parte orientale della città fu eretto per ordine di Alla-Kuli-kan nell'arco di 8 anni (1830-1838) Prima fu eretta la parte residenziale dell'harem, dopo il luogo per le accoglienze ufficiali e infine l'aula del Tribunale.
La moschea Djuma fu costruita nel X sec.  Alla fine  del XIII sec  la moschea fu ricostruita con i mezzi  rilasciati da parte del Khan Abdurakhaman Meektar che regno in quel periodo nel khanato di Kiva. 
Interesse particolare  suscitano  le 213 colonne di legno (intagliate a mano nel 1316 .1517, 1788) che  sostengono il soffitto della grande sala.


La madrasa di Matniyaz Devan -Beghi fu eretta sotto l'ordine del ministro di finanze Mukhammad
Niyaz.La facciata principale fu rivolta alla madrasa Mukhammadam Rakhim-khan.
Il portale è decorato con la  maiolica, mentre le cupole delle torri sono rivestiti con mattoni verdi  smaltati a vetro. A fianco notiamo  il  minareto di Islam Khodja  eretto nel 1908 sotto l'ordine di Islam Khodja, primo ministro del khan. Il minareto è considerato il simbolo di Khiva.La sua forma, stretta nella parte più alta,risale ai primi esempi dell'architettura del posto. Sul minareto i mattoni cotti si intrecciano con le fascie smaltate. Il minareto è alto 46.6 m.con il diametro alla base di 9.5 m.




Il mausoleo di Palvan Makhmud
Il complesso architettonico di Palvan Makhmud è uno dei capolavori dell'architettura di Khiva dalla  metà del XIX sec. che rispecchia le tradizioni architettoniche del periodo precedente a Tamerlano.


L'Ichan Kala costituisce la parte abitata d Kihiva.Le mura dell'Ichan Kala sono alte 8. 10 m. spesse 6.8 m. e hanno 2250 m di lunhezza.Ci sono quattro porte d'entrata attraversando le quali uno può entrare nella città.