auto antiche e moderne

mercoledì 2 febbraio 2011

L'arte nel Vetro.

Lalique.

René Jules Lalique (Ay6 aprile 1860 – Parigi1º maggio 1945) è stato un disegnatore e vetraio francese.

Le sue creazioni, raffiguranti soprattutto elementi naturali, animali e nudi femminili, si distinsero dapprima nell'ambito dell'Art Nouveau e in seguito in quello dell'Art Déco. Orafo, vetraio e disegnatore, lavorò per Cartier, ideò gioielli per Sarah Bernhardt e riscosse grande successo in occasione dell'esposizione universale di Parigi del 1900.

Affidandosi più all'originalità del disegno e alla qualità della lavorazione che al valore del materiale utilizzato, Lalique ricorse ad esempio all'avorio, al corno e allo smalto per realizzare molti pezzi unici. Dai primi anni del Novecento applicò la propria creatività soprattutto al vetro








il cinese
monoblocco di vetro  di Archimede Seguso
murano Venezia







lampadario di vetro di Archimede Seguso





COMPOSIZIONE DEL VETRO
Il vetro è certamente una delle materie più straordinarie affascinanti che l’uomo abbia creato tra le più antiche nella storia della sua civiltà. Difficilmente corruttibile agli agenti chimici ed all’azione del tempo, è modificabile soltanto con la piena fusione a temperatura molto elevata. Per questo ha avuto e continua ad avere applicazioni diversissime che interessano su larga scala la produzione artistica. La sua composizione è delle più semplici essendo sufficiente alla sua nascita l’unione di poche materie prime: la silice, che sì ricava dalla sabbia, la calce o carbonato dì calcio e un alcale adatto alla fusione, cioè la soda. Infatti i primi vetri soffiati prodotti in Siria con l’affacciarsi dell’era cristiana, sì giovarono delle sabbie, ricche di contenuto siliceo, che poteva fornire la foce del fiume Belus, secondo quanto ci narra Plinio il Vecchio; esse si fondevano con l’aiuto delle ceneri di piante costiere provenienti dal delta del Nilo dalle quali si ricavava il cosiddetto natron o natro (cioè carbonato idrato di sodio), o soda.
In una composizione così essenzialmente semplice sì inserirono, con l’evolversi della tecnica, altre materie sussidiarie per ottenere la decolorazione del vetro o per conferirgli tinte particolari. Inoltre la sostituzione di una delle componenti portava a modifiche sostanziali creando varianti quale ad esempio il cristallo.
Possiamo quindi considerare diversi tipi di vetri secondo la loro composizione. Il più comune, usato negli oggetti di produzione corrente, è il vetro sodico. Basato sugli elementi essenziali (silice e carbonato di calcio fusi con la soda),la sua formula chimica può così trascriversi: Na20, CaO, 55i02.
Pur essendo trasparente, il vetro tende ad una colorazione verdastra specie se portato a grosso spessore. Tale colorazione è dovuta alla presenza di minerali, specie all’ossido di ferro contenuti nelle sabbie, ed è facilmente riscontrabile nella produzione meno raffinata della vetraria romana e medioevale, benché già ai tempi di Plinio si conoscesse l’uso del manganese (il «magnes lapis ») come materia purificante di cui parleremo più innanzi.
Nei paesi lontani dal mare, dove il fondente a base sodica era di difficile importazione, si usò in sua vece un fondente potassico estraendo il carbonato dalle ceneri di vegetali, in particolare dai faggi e dalle felci abbondantemente presenti nei boschi delle terre montuose dell’Europa centrale. Per questo il vetro potassico così formato fu chiamato anche vetro di foresta (verre de fougère per i paesi di lingua franca, Waldglas per i Germani), e divenne tipico delle fornaci nordiche dopo la caduta dell’Impero Romano. Ne è caratteristica la materia di cui sono composti i vetri medioevali della zona renana, e in genere dell’Europa nord-occidentale, i cosiddetti « teutonici» e quelli « gotici» prodotti tra il VII ed il XV secolo.
Si riconoscono dal colore verde scuro e anche, nei tipi più chiari, dall’intonazione giallo-bruna o verdastra. I Veneziani, avendo a portata di mano la soda che si ricavava facilmente anche dalle piante palustri, o si importava per via di mare sia dalla Siria (per questo era detta rocchetta di Levante o di Soria), sia dalla Spagna (la barilla o soda di Spagna), prediligevano e continuavano ad usare il vetro sodico o marittimo, ben distinto da quello potassico o di foresta.
L’introduzione dei silicati di calcio e di potassio divenne poi prerogativa di un altro tipo di vetro, che più propriamente si chiama cristallo.

Ricco di straordinarie proprietà di durezza trasparenza e brillantezza, che non si possono ottenere dalla composizione sodica, ispirò e rese possibili a Tedeschi e Boemi quelle lavorazioni particolari con cui invasero i mercati europei nel XVIII secolo.
La sostituzione della calce con l’ossido di piombo portò alla creazione di un altro tipo di cristallo assolutamente incolore e limpido, a forte potere rifrangente. Esso si identifica nel cristallo d’Inghilterra, dove venne fabbricato la prima volta nella seconda metà del Seicento; venne chiamato « glass of lead» (di piombo) oppure flint glass poiché la silice era in origine ricavata dai ciottoli di fiume.
Il termine rimase anche quando si sostituì la sabbia ai ciottoli, ed è tuttora in uso mentre si impiega l’ossido salino di piombo, cioè il minio (Pb3 04). Con i perfezionamenti tecnici apportati dal Ravenscroft, il flint glass o vetro piombico diede risultati suggestivi, dato che si prestava alla decorazione ad intaglio o incisa; perciò ebbe largo impiego specialmente nella cristalleria da tavola (bicchieri, caraffe, bottiglie) pur non raggiungendo la perfezione di trasparenza e solidità del cristallo boemo. Oggi,sia il cristallo a base potassica sia il mezzo cristallo di produzione più economica, sono largamente impiegati nel campo commerciale per gli articoli casalinghi, le lastre da vetrine, e in genere nella moderna edilizia.



La composizione più elementare, nata col vetro soffiato durante la civiltà romana,subì attraverso i tempi, oltre a quelle sopra accennate, altre varianti allo scopo di ricavarne effetti diversi. Anzitutto va ricordato l’impiego del biossido di manganese (o pirolusite) già noto anticamente e adottato anche nella vecchia Murano come decolorante, tanto che venne popolarmente chiamato « sapone dei vetrai ». La sua formula (Mn02) offre la proprietà di ossidare i sali ferrosi, formando il silicato di manganese e quindi eliminando per quanto possibile l’effetto dell’ossido di ferro contenuto nella silice (SiO2).
Invece per ottenere il vetro colorato si potevano aggiungere materie diversissime: in genere ossidi o sali metallici, come l’ossido di rame che dà la tinta detta «acquamarina)), quello di cobalto per l’azzurro, il bismuto per il rosso, il manganese per il violetto; altre particolari terre dette cc rare davano modo di ottenere le più svariate sfumature, dal bruno fumoso (il classico fumée) al tenue violetto, al rosa latteo con effetti opalescenti, brillanti, oppure opachi:
questi ultimi, che un tempo erano ottenuti con l’impiego di ceneri d’ossa, si fecero in seguito con l’ossido di stagno e con l’acido titanico. Naturalmente, il progresso delle scienze e lo sviluppo della tecnica moderna nel campo chimico hanno offerto e vanno aggiungendo possibilità sempre nuove. Così, ad esempio, a Murano si è sostituito il bismuto col cadmio e il selenio, ed anche l’acido cloroaurico (HAuC14) per raggiungere un rosso più brillante tendente al viola; oppure l’ossido dì ferro e di manganese per le sfumature fumose, oppure come opacizzanti il fluoruro di calcio (Ca F2), la criolite (A1F3 3NaF), il fluo-rosìlicato sodico (Na2Si F6), l’anidride arseniosa e l’antimonio. Il complicarsi e moltiplicarsi dei procedimenti atti a modificare la materia vetrosa non sono che una riprova delle meravigliose infinite risorse che essa può offrire.



  1.                  teiera di vetro  ichendorf Milano
  2. obiettivo  di ichedorf è la ricerca di forme belle e leggere-


  forma pura anzichè il decoro.     


martedì 1 febbraio 2011

Mese di Febbraio e informativa sul futuri post.


Esiste un grande eppur quotidiano mistero.
Tutti gli uomini ne partecipano,
ma pochissimi si fermano a rifletterci.
Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene
e non se ne meravigliano affatto.
Questo mistero è il tempo.
Esistono calendari ed orologi per misurarlo,
misure di ben poco significato,
perché tutti sappiamo che, talvolta,
un'unica ora ci può sembrare una eternità,
e un'altra invece passa in un attimo...
dipende da quel che viviamo in quest'ora.
Perché il tempo è vita.
E la vita dimora nel cuore.
Michael Ende, Momo

Il mese di febbraio sarà riservato ad una serie di post che tratteranno con testo e immagini il vetro nelle sue diverse applicazioni che interessano su larga scala la produzione artistica.
Sicuri di fare cosa a Voi gradita vi invitiamo nei prossimi giorni a seguirci in questo nostro nuovo lavoro .

venerdì 28 gennaio 2011

L’Italia certamente avrebbe bisogno di altro.



Sinceramente della vita privata di Berlusconi mi interessa ben poco, nel senso che se ha così tanti soldi da potersi permettere schiere di prostitute sono affari suoi, dopotutto non vedo come possa essere altrimenti visto che gli incontri li organizzava tra le sue mura domestiche e nelle ore di libertà.
Si potrà magari obbiettare sui principi morali discutibili ma in fondo si rischierebbe di entrare nel campo dell'ipocrisia,visto che non è certo l'unico a mettere in atto certe "pratiche" strane. In Svizzera le centinaia di casini esistenti la sera pullulano di integerrimi padri di famiglia in cerca di trasgressione, per non parlare degli scandali nella Chiesa (non per ultimo i preti pedofili) o dei vari politici in passato pizzicati in flagranza di reato tipo Marrazzo o Sircana ,o nel passato dei deputati del tipo “Cicciolina” ed oggi di altri, che non fanno mistero delle loro perversioni, anzi ne fanno titolo onorifico per presentarsi alle primarie: ma questa è altra storia... l’Italia certamente in questo momento avrebbe bisogno di altro.

lunedì 10 gennaio 2011

French-Riviera-Tendances



Questo sito di cui troverete sulla destra il link di riferimento è da consultare prima di ogni vostro viaggio in Costa Azzurra.
Vi troverete tutti i riferimenti che renderanno piacevole la vostra permanenza sulla Riviera Francese.
http://www.french-riviera-tendances.org

venerdì 7 gennaio 2011

Fregate in Galapagos


Le femmine che combattono per la conquista del maschio: Quessto piccolo filmato è solo un piccolo esercizio con delle bellisime foto scattate dall'amico Novazzi Franco alla Galapagos alle fregate in amore.Il maschio è l'uccello che vediamo con
l'appariscente sacca gulare rosso acceso che si gonfia durante il corteggiamento.

Il maschio in fondo nel campo è in compagnia di una femmina,ma presto interviene dall'alto una seconda femmina che vuole scacciare la prima per catturare il maschio in amore.Alla fine il maschio ........stanco della storia se ne vola via.

NB.La resa a tutto schermo per il filmato non è granchè, mentre è ottima per la foto singola.

giovedì 6 gennaio 2011

“Los piqueros de patas azule ”



foto Novazzi Franco
“Los piqueros de patas azule ” sono una specie protetta delle isole Galapagos.

Si stima che circa 40.000 animali di questa specie vivono nelle isole.
Si tratta di una rara specie di uccelli come il nome suggerisce : “ piqueros dai piedi blu”. Usano creare le loro colonie in prossimità della costa e non costruiscono il nido per i loro piccoli, ma posano direttamente le loro due o tre uova su un nudo terreno.
Questi uccelli si, nutrono in prossimità delle riva stando su nude rocce,ed è facile che i turisti li possano osservare rimanendone affascinati.Infatti hanno una lunga coda che li aiuta a fare i veloci tuffi in mare per pescare vicino alla riva . La coda del maschio è una coda leggermente più grande di quella della femmina, anche se a prima vista poco visibile. Tuttavia, si può distinguere il sesso di questi uccelli tra maschi e femmine più evidente dalla voce, i maschi fanno un suono simile a un fischio mentre le femmine ne fanno uno gracchiante.

Una curiosa caratteristica di questi uccelli è il loro rituale di accoppiamento. Il maschio alza una gamba in aria e poi l'altro al largo della femmina, come in una posizione eretta o in marcia. Poi il maschio e la femmina girano la testa su il becco verso il cielo, e cominciano ad emettere i suoni di accoppiamento. Alcuni paragonano questi loro atteggiamenti come se fosse una sorta di danza.,

Testo elioarte foto Novazzi Franco

sabato 1 gennaio 2011

Mese di Gennaio Primo giorno dell'anno 2011


"...gli uomini sono soggetti alla legge delle
Tre lancette:
Ad alcuni manca la lancetta dei secondi: e costoro
non sanno mai godere un singolo attimo,
ma pensano sempre a ciò che é stato
prima e a ciò che verrà dopo,
e non si accorgono delle piccole quiete gioie,
o delle grandi rapide gioie che li circondano.
Ad altri manca la lancetta dei minuti.
Costoro corrono all’impazzata, gareggiano
contro gli attimi, inseguendo chissà cosa,
poi di colpo si fermano delusi,
poiché nulla hanno trovato, e lasciano che le
ore scorrano una più inutile dell’altra.
Ad altri manca invece la lancetta delle ore.
Ed essi vivono, si agitano, fanno piani,
appuntamenti, progetti, ma non sanno se é
notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o
disperati, non vedono mai la loro vita,
solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili.
L’uomo giusto ha tutte e tre le lancette, più la
suoneria quando é ora di svegliarsi..."
Stefano Benni, "Elianto"
Apriamo l'anno con il primo foglio del nostro calendario.
Da quest'anno tutti i mesi saranno aperti con il foglio del mese relativo e con una notizia che ricorda qualcosa di importante di cento anni fa.
1911. Varo del Titanic.