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lunedì 14 agosto 2017

Finalborgo Liguria Basilica di San Biaggio





Dedicata a San Biagio,la chiesa più antica di Finalborgo fu edificata anteriormente al secolo XII.
Di questo edificio non resta però alcuna traccia. Nei secoli seguenti fu richiesto la costruzione di un nuovo edificio religioso che fu iniziato nel 1372 e terminato  nel 1375..Questa chiesa gotica subì gravi danni durante la guerra contro Genova (1447-1449), ed in seguito al  depredamento ed ai vandalismi delle truppe che  nei secoli successivi  occuparono Finale, gli abitanti, sollecitati dai vescovi al restauro dell'edificio,decisero invece di erigerne uno nuovo.
Iniziarono i lavori nel 1634 su progetto dell'architetto finalese Andrea Storace che ne condusse i lavori fino alla sua morte (1650) Nel 1659 la chiesa fu terminata al grezzo,ma soltanto nel 1864/65 ,con la decorazione  delle strutture e il trasferimento  delle opere d'arte dalla soppressa chiesa domenicana di Santa Caterina si può dire  completara la chiesa.






Se la facciata della Basilica di  San Biagio, a  Finalborgo  Liguria, è rimasta incompiuta, appena varcato l'ingresso si rimane colpiti dalla grandiosità e ricchezza di decorazioni che adornano il vasto interno a tre navate



alzando gli occhi verso l'alto non inferiore e il senso di stupore e di meraviglia che ti colpisce 
                                 

Numerosi visitatori che entrano in Basilica per la prima volta.avvicinandosi all'altare maggiore,credono di scorgere una tovaglia di pizzo che ricopre la balaustra
osservando da vicino si scopre con meraviglia che si tratta invece di un finissimo drappo in marmo bianco,lavorato a bulino (1792).dall'artista finalese Gerolamo Bocciardo che seppe imitare con notevole maestria una stoffa ricamata.


Altra pregevole opera scultorea è il pulpito (1765) un 'originale e fantasiosa opera in marmo,di stile barocchetto,realizzata da Pasquale Bocciardo.


      Il pulpito rappresenta il passaggio dall'Antico al Nuovo Testamento
L'uomo, il leone, il bue e l'aquila sono simbolo dei quattro evangelisti.

Nel braccio sinistro del transetto quattro colonne tortili in marmo nero impreziosiscono il settecentesco altare della Madonna del Carmine

La seconda cappella della navata sinistra ospita la tavola della Madonna delle rose (1525 circa)
proveniente dal convento di Santa Caterina. Il dipinto è opera di Vincenzo Tamagni, collaboratore di Raffaello nelle Logge Vaticane.Nel dipinto la Madonna offre le rose, simbolo del rosario,ai suoi fedeli schierati gerarchicamente su due ali di folla.


                                         Nella prima cappella della navata destra si osserva
il trittico con le nozze di S.Caterina d'Alessandria      
tra San Gottardo e San Sebastiano.
Esempio di transizione tra medioevo e rinascimento, è ascrivibile alla scuola di Lorenzo o Bernardino Fasolo.


Nella seconda cappella è rappresentato il  Martirio di Santa Caterina d'Alessandria con San Pietro,San Paolo,l'Annunciazione, la Pietà, San Domenico e San Benedetto abate. L'opera, eseguita dal pittore piemontese Oddone Pascale da Savigliano, era originariamente collocata sull'altare della chiesa di S. Caterina.

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